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the Black Angels
Posted: 25 Aug 2010 13:24
by AFX
intanto apro il topic, perché l'impressione è che se ne parlerà
qualcuno li conosce?
Re: the Black Angels
Posted: 25 Aug 2010 14:40
by Decades
E' un buon gruppo psichedelico, fanno buona musica sulla quale finora non hanno fatto crescere il solito mezzo metro di muffa, che da quelle parti si rischia sempre. Spero in una conferma col nuovo.
Re: the Black Angels
Posted: 25 Aug 2010 16:07
by Pilgrim
sinceramente, non conosco. è il loro secondo disco?
Re: the Black Angels
Posted: 25 Aug 2010 16:16
by Decades
Terzo. Gli altri sono Passover e Directions to See a Ghost.
Copertine programmatiche
E la nuova per non perdere il vizio

Re: the Black Angels
Posted: 26 Aug 2010 12:45
by AFX
a chi piacciono i Warlocks direi che piacciono anche questi
secondo me sono molto bravi in quel che fanno, hanno l'approccio giusto, non esagerato come quello dei pur bravi 35007
Re: the Black Angels
Posted: 26 Aug 2010 12:53
by Pilgrim
AFX wrote:a chi piacciono i Warlocks direi che piacciono anche questi
secondo me sono molto bravi in quel che fanno, hanno l'approccio giusto, non esagerato come quello dei pur bravi 35007
da dove comincio? il primo o il secondo?
Re: the Black Angels
Posted: 26 Aug 2010 12:55
by Decades
Vanno bene entrambi. A qualcuno piace di più Passover, ad altri Directions. Io non so decidere al momento, magari quando riascolto Directions scelgo il mio preferito. Passover l'ho ascoltato ieri in stato di semi incoscienza.
Re: the Black Angels
Posted: 29 Aug 2010 14:11
by Sobieskiego 7/6
Ne ho sentito parlare molto bene ma non credo facciano per me viste le coordinate

Re: the Black Angels
Posted: 29 Aug 2010 15:27
by Shaun
A me piacciono. A periodi li riprendo volentieri.
Re: the Black Angels
Posted: 20 Sep 2010 19:27
by AFX
http://www.panopticonmag.com/recensioni ... dream.html
psych rock. Se c'è un disco rock da comprare di questi tempi, quello è probabilmente il nuovo dei Black Angels da Austin, Texas. Nonostante il cambio di stagione lo possa penalizzare - almeno apparentemente - Phosphene Dream ha tutte le caratteristiche per divincolarsi dall'associazione disco psichedelico = disco estivo, anche perché risulta ancora una volta così retrò da essere fuori moda per ragion d'essere. Del resto, anche i precedenti due episodi del quintetto texano rimandavano direttamente alla stagione delle prime visioni a colori, con particolare riferimento ad A Saucerful of Secrets più che al Sgt. Pepper o a Their Satanic Majesties Request. Dalla città degli Spoon e dei Trail of Dead arriva dunque una nuova pastiglia colorata, il cui effetto pare tuttavia più movimentato e meno sbilenco che in passato. Sarà che qualcosina la dovevano cambiare per forza, sarà che l'urgenza dell'esordio Passover non poteva più essere recuperata, ecco allora che le nuove sensazioni spostano - seppur di poco, ma quel poco da non rendere inutile l'uscita - il baricentro della proposta degli Angeli Neri verso una fruibilità più marcata e palesemente più ricercata che in passato. Le dieci canzoni sono forti di intrecci vocali evocativi come non mai, e della saggezza psichedelica che sembra non averli ancora deviati, stancati e discostati dalla via imboccata ormai un lustro fa. Finché è così e finché non si mostrano segni di cedimento, ha comunque senso perseguire la propria peculiarità originale. Ci si estranea di meno che in passato, si balla al ritmo di "Sunday Afternoon" e "Telephone", o si evoca lo spirito del Re Lucertola in "River of Blood". Proprio i Doors paiono essere i padrini, senza disdegnare l'amicizia dei Beach Boys e ovviamente del caro Syd Barrett. Tutta gente attuale insomma, potrebbe obiettare sarcasticamente qualcuno, ma effettivamente i Black Angels sono solo questo; credono in un rock divincolato dalle diavolerie tecnologiche moderne - almeno fino ad oggi - e lo perpetrano con mestiere. Il protagonista assoluto è però il ritmo: quello di "Haunting at 1300 McKinley", scandito dai tagli della chitarra, quello guidato dal basso di "Yellow Elevator #2", o dalla batteria nella titletrack... tutti assieme rendono Phosphene Dream un album non radicalmente distante dai suoi due predecessori, ma al contempo un possibile indizio di dove e di cosa possono ancora esplorare gli Angeli Neri.