Playlist of first summer days
Posted: 11 Jul 2010 08:58
FLAMING LIPS 97-99
In seguito alla carrellata di riascolti dei FL dello scorso mese, mi son sentito per la prima volta Zaireeka e dopo anni The Soft Bulletin. Che dire, probabilmente sono i miei due dischi preferiti della band: ispirati, arrangiati in maniera magniloquente, rileggono la musica pop dal punto di vista obliquo e psichedelico dei Flaming Lips. In particolare Zaireeka, al di là della sua folle ripartizione in 4 Cd, è veramente compatto da ogni punto di vista: melodico, compositivo, produttivo. Forse però nel complesso preferisco i Mercury Rev.
DEEP PURPLE 68-72
E’ stato tempo anche per un riascoltata ai Deep Purple, dopo molto tempo. I primi tre dischi, senza Gilliam e con Lord al comando delle danze, sono un guazzabuglio acerbo di musichette post-beat con aloni psichedelici e proto-progressivi. Shades, nonostante l’orecchiabile cover Hush, è forse il più insulso: una cover come quella di “Help” è da mani nei capelli. “The Book Of Talesyn” e “Deep Purple” sono leggermente più seri, ma nulla di cui strapparsi i capelli (April è una suite comunque interessante). Non ci sono parole per descrivere il “Concerto For Group And Orchestra” del 1970, anzi una parola la trovo: imbarazzante.
Con l’avvento di Gilliam al canto e col timone preso da Blackmore parte qui il periodo classico della band: In Rock è bilanciato alla perfezione tra le fughe progressive di Lord e il chitarrismo hard e neoclassico di Blackmore: “Child In Time” è il loro primo capolavoro. Fireball limita troppo le asprezze della band e suona più che altro come un album registrato in fretta e furia.
Non si può dire lo stesso di Machine Head e Made In Japan, i due dischi in cui risuona alla perfezione il sound della band, sia in studio (il primo), sia live (il secondo, forse uno dei miei live preferiti di sempre).
MANSUN
Ne ho già parlato sul tema brit-pop. Rinnovo il mio amore per “Six”, uno dei capolavori del genere, a mio parere: ogni volta che l’ascolto mi sorprende sempre più.
http://www.youtube.com/watch?v=bF94428VXsk
BREATHLESS-THREE TIMES AND WAVING
Che ci fanno i Mogwai 10 anni prima sotto mentite spoglie e con più senno? A parte gli scherzi, le dinamiche di crescendo tanto care alla band sopraccitata si ritrovano in questa band di fine anni ’80, certamente mitigate dalle atmosfere del periodo (dream-pop, tardo post-punk, proto-shoegaze, proto-post-rock ecc ecc). Band da riscoprire e da capire (ancora al momento non mi convince in toto).
http://www.youtube.com/watch#!v=Ldf_tgX ... re=related
SIMPLE MINDS-NEW GOLD DREAMS
Perfezione formale degli arrangiamenti + grandi canzoni = new gold dreams.
PETER HAMMILL-IN CAMERA
Che artista! Sempre indeciso se considerare The Silent Corner (più intimo), in Camera (più elettronico) o Nadir’e big chance (più punk) il suo capolavoro. Per ora mi son comprato (a 5€) e risentito il secondo.
PET SHOP BOYS 86-90
Una band da incorniciare, capace di plasmare il synth-pop. “Please” e “Atually” stabiliscono un nuovo modo di affrontare il genere: voce annoiata, arrangiamenti sinfonici oltre che elettronici, rimandi al soul e alla disco anni ’70. I due dischi contengono capolavori assoluti come “West End Girls”, “Opportunities” (il primo) e “It’ a Sin” (il secondo), anche se nel complesso sono altalenanti. Ritengo forse che sia Introspective (disco del 1988) il loro capolavoro, visto che unisce le solite canzoni splendide (i Pet Shop Boys sono melodisti sublimi) ad arrangiamenti clamorosamente al passo coi tempi (la house per esempio). Non ci sono forse i picchi del passato, ma i 6 pezzi del disco funzionano tutti alla grande. E pensare che quasi tutti sono brani “remixati” apposta per il disco come “estended dance versions”.
Behaviour (1990) continua ad essere al passo coi tempi e contenere ottimi canzoni, anche se non regge la distanza del long playing.
In seguito alla carrellata di riascolti dei FL dello scorso mese, mi son sentito per la prima volta Zaireeka e dopo anni The Soft Bulletin. Che dire, probabilmente sono i miei due dischi preferiti della band: ispirati, arrangiati in maniera magniloquente, rileggono la musica pop dal punto di vista obliquo e psichedelico dei Flaming Lips. In particolare Zaireeka, al di là della sua folle ripartizione in 4 Cd, è veramente compatto da ogni punto di vista: melodico, compositivo, produttivo. Forse però nel complesso preferisco i Mercury Rev.
DEEP PURPLE 68-72
E’ stato tempo anche per un riascoltata ai Deep Purple, dopo molto tempo. I primi tre dischi, senza Gilliam e con Lord al comando delle danze, sono un guazzabuglio acerbo di musichette post-beat con aloni psichedelici e proto-progressivi. Shades, nonostante l’orecchiabile cover Hush, è forse il più insulso: una cover come quella di “Help” è da mani nei capelli. “The Book Of Talesyn” e “Deep Purple” sono leggermente più seri, ma nulla di cui strapparsi i capelli (April è una suite comunque interessante). Non ci sono parole per descrivere il “Concerto For Group And Orchestra” del 1970, anzi una parola la trovo: imbarazzante.
Con l’avvento di Gilliam al canto e col timone preso da Blackmore parte qui il periodo classico della band: In Rock è bilanciato alla perfezione tra le fughe progressive di Lord e il chitarrismo hard e neoclassico di Blackmore: “Child In Time” è il loro primo capolavoro. Fireball limita troppo le asprezze della band e suona più che altro come un album registrato in fretta e furia.
Non si può dire lo stesso di Machine Head e Made In Japan, i due dischi in cui risuona alla perfezione il sound della band, sia in studio (il primo), sia live (il secondo, forse uno dei miei live preferiti di sempre).
MANSUN
Ne ho già parlato sul tema brit-pop. Rinnovo il mio amore per “Six”, uno dei capolavori del genere, a mio parere: ogni volta che l’ascolto mi sorprende sempre più.
http://www.youtube.com/watch?v=bF94428VXsk
BREATHLESS-THREE TIMES AND WAVING
Che ci fanno i Mogwai 10 anni prima sotto mentite spoglie e con più senno? A parte gli scherzi, le dinamiche di crescendo tanto care alla band sopraccitata si ritrovano in questa band di fine anni ’80, certamente mitigate dalle atmosfere del periodo (dream-pop, tardo post-punk, proto-shoegaze, proto-post-rock ecc ecc). Band da riscoprire e da capire (ancora al momento non mi convince in toto).
http://www.youtube.com/watch#!v=Ldf_tgX ... re=related
SIMPLE MINDS-NEW GOLD DREAMS
Perfezione formale degli arrangiamenti + grandi canzoni = new gold dreams.
PETER HAMMILL-IN CAMERA
Che artista! Sempre indeciso se considerare The Silent Corner (più intimo), in Camera (più elettronico) o Nadir’e big chance (più punk) il suo capolavoro. Per ora mi son comprato (a 5€) e risentito il secondo.
PET SHOP BOYS 86-90
Una band da incorniciare, capace di plasmare il synth-pop. “Please” e “Atually” stabiliscono un nuovo modo di affrontare il genere: voce annoiata, arrangiamenti sinfonici oltre che elettronici, rimandi al soul e alla disco anni ’70. I due dischi contengono capolavori assoluti come “West End Girls”, “Opportunities” (il primo) e “It’ a Sin” (il secondo), anche se nel complesso sono altalenanti. Ritengo forse che sia Introspective (disco del 1988) il loro capolavoro, visto che unisce le solite canzoni splendide (i Pet Shop Boys sono melodisti sublimi) ad arrangiamenti clamorosamente al passo coi tempi (la house per esempio). Non ci sono forse i picchi del passato, ma i 6 pezzi del disco funzionano tutti alla grande. E pensare che quasi tutti sono brani “remixati” apposta per il disco come “estended dance versions”.
Behaviour (1990) continua ad essere al passo coi tempi e contenere ottimi canzoni, anche se non regge la distanza del long playing.