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Minimal moralia

Posted: 11 Mar 2009 11:26
by :adamasio:
Non so quanto sia diffusa fra gli utenti la passione per l'elettronica minimale..
In questo topic: tenersi aggiornati sulle varie uscite del settore; riprendere alcuni dischi del passato più o meno recente; consigliare e illustrare.

Nel frattempo segnalo il nuovo disco di AGF & Delay (il secondo più famoso come Luomo..), Symptoms, un disco di tutto rispetto, almeno dai primissimi ascolti, dove il gusto per il minimo sembra riprendere posto in una dimensione più calda o per lo meno naturale. Se interessa, provatelo; se convinti, provate anche il primo (Explode).
Qui recensione di Ondarock (7,5):
SpoilerShow
Lo scrosciare di un tuono irrompe un attimo prima dell’incessante beat in apertura di album, in un’atmosfera lugubre e ottenebrante, che occlude ogni spiraglio di solarità pop. Ad accogliere il nuovo sodalizio del duo, coppia ormai anche nella vita reale, è la BPitch Control di Ellen Allien, etichetta che nel nuovo anno ha già licenziato l’ottimo “Immolate Yourself” degli sfortunati Telefon Tel Aviv. Dalla pubblicazione di “Explode” sono passati quasi quattro anni, lasso di tempo in cui AGF ha proseguito un personale tragitto di sperimentazione, incentrato sull’uso estremo della “voce” e degli ambienti (sonorizzazione di chiese, effettuata anche a Milano per audiovisiva), scarnificando l’elettronica ed elevandola a pura ed essenziale entità algebrica. Vladislav Delay, dal canto suo, ha fatto del minimalismo sonico il suo marchio di fabbrica, decorando le proprie creazioni a colpi di beat soffusi in salsa dub-ambientale.

Nella sua essenza multiforme, "Symptoms" gioca a stupire l’ascoltatore, mutando continuamente la sua natura, transitando con disinvoltura fra lidi mai troppo distanti fra loro: synth-pop, trip-hop, dub-techno. La quantità di riferimenti stupisce fino a un certo punto, ciò che davvero salta all’occhio è la padronanza con cui questi elementi vengono fusi fino a raggiungere un livello di coesione complessiva mirabile. Laddove in “Explode” emergeva sostanzialmente un suono scarno e gelido, la situazione in “Symptoms“, almeno parzialmente, evolve. Non più, o non solo, secche sezioni ritmiche, impasti krauti aggiornati al nuovo millennio, magie elettroniche ghiacciate provenienti dal Polo Nord. Il nuovo corso si orienta verso lande decisamente più tiepide, tra minimalismo, reiterazioni sonore ed elettronica avvolgente, rumorosa, talvolta sedotta dal dancefloor.

L'iniziale “Get Lost”, che pare uscita da un disco qualsiasi dei Massive Attack, si sgancia dalle produzioni dei due per proiettarci in un immaginario timbrico molto vicino al trip-hop dei tempi migliori, in bilico col dub. I fendenti astrali che adornano il motivo di “Connection” sembrano giungere direttamente dal Sol Levante. E’ impossibile mantenere il controllo all’ascolto di un algido rimbombo ritmico (“Downtown Snow”), i fantasmi del down-beat più acido emergono tra sinistri presagi futuristi e immaginifiche scuciture melodiche (“Outbreak”). “Generic” ripropone sincopi minimal-techno, anticipando “Most Beautiful”, capace di rimandare a quel pop elettronico brumoso di cui gli Air sono maestri.

Reiterazioni oppiacee ammorbano un’atmosfera già tutt’altro che rassicurante (la splendida voce granulosa di “Bulletproof”, momenti di stasi glaciale in “Second Life”), ispirando derive digitali in forma di racconto errante (la lunga e ipnotica “Congo Hearts”).
Se acidi momenti sintetici non deluderanno gli amanti del synth-pop (la title track e “Smileway”), la conclusiva “In Cycles” riesce a sposare Fennesz a un gusto tutto nordico nel cesellare groove regolari ma quantomai trascinanti.

Artisti acuti e sapienti manipolatori della materia sonora, i coniugi Ripatti consegnano nelle mani del pubblico un’opera di pop futurista difficile da accogliere e soprattutto da comprendere, implosione definitiva dell’inquietudine urbana e rappresentazione pessimistica di un mondo non troppo lontano.

Re: Minimal moralia

Posted: 11 Mar 2009 15:36
by Dry
Di AGF mi era capitato di ascoltare questo disco dell'anno scorso, Words are Missing

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una proposta abbastanza particolare che ha ricevuto anche qualche consenso, ma di certo non il massimo della fruibilità (almeno per me)

Re: Minimal moralia

Posted: 11 Mar 2009 15:43
by :adamasio:
Quel disco, Words are missing, non l'ho mai ascoltato, anche perché non ho mai fatto attenzione alla prima parte del duo..
Consiglio invece, se non altro per coscienza di quello che dico, di ascoltare qualcosa di Vladislav Delay, che fra i suoi progetti un po' di cose belline le ha fatte. L'ultimo a nome Luomo,cioè Convivial, l'anno scorso in giro è piaciuto (pure a me) tanto; altrimenti qualcosa a nome Uusitalo (in inglese, new house), come un Karhunainen o un Paper tiger, sempre come Luomo.

Recensione a Paper tiger (8.2) di Pitchfork: http://pitchfork.com/reviews/albums/9562-paper-tigers/
http://www.myspace.com/luomomusic

Re: Minimal moralia

Posted: 16 Mar 2009 01:30
by :adamasio:
A breve si troverà in giro il disco nuovo di Nathan Fake, per gli interessati (immagino miriadi di persone..).
Sempre quest'anno, altre uscite importanti, almeno stando alle premesse, saranno The Field (chi non avesse mai ascoltato From here wo go to sublime rimedi subito!) e Pantha du prince.
Soprattutto per il primo nutro particolari speranze. Il secondo se si mantiene sui livelli di This bliss sarà da ascoltare sicuramente.

La domanda rimane una: chi sarà il Sascha Funke di quest'anno? Ben Klock?
Lo capiremo bene fra qualche mese.

Re: Minimal moralia

Posted: 17 Mar 2009 20:01
by Decades
Consumed di Plastikman vale? Intendi anche cose come questo?

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Re: Minimal moralia

Posted: 17 Mar 2009 22:38
by :adamasio:
Certo che intendo anche "cose" come quelle, anzi! :D
Consumed non l'ho mai ascoltato a dire il vero. Di Plastikman io consiglio Musik, che è quello che ho ascoltato di più.
Comunque adesso quello me lo procuro ;)
E su di lui si può sempre contare direi!

Re: Minimal moralia

Posted: 22 Mar 2009 04:02
by :adamasio:
Trentemøller non ha fatto tanto.
Il fatto è, però, che Trentemøller ha fatto un capolavoro, senza se e senza ma.
The Last Resort, disco del 2006, può benissimo essere eletto uno dei dischi d'elettronica (minimale) più importanti e influenti degli ultimi 20 anni, se non di sempre: il dj danese ha sfornato un'opera di una delicatezza rara, con un gusto melodico e con una cura dei suoni e delle atmosfere che vedono proprio nelle sue realizzazioni il loro apice. Nell'edizione a 2 CD (caldamente consigliata, ovviamente), poi, si sbizzarrisce e si remixa da solo, collaborando anche con altri artisti (una fra tutte Ane Trolle sulla famosissima "Moan").

The Last Resort è un capolavoro trasversale, che può piacere a tutti, e che tutti dovrebbero avere il diritto di ascoltare e goderne.

Re: Minimal moralia

Posted: 22 Mar 2009 04:14
by oppholdsvaer
noto solo ora questo thread, io sono moderatamente appassionato di minimale, grazie ad amici interpreti e appassionati del genere
spammerò qualcosa di loro appena sarà disponibile.
personalmente mi piace tutto quello che fa la Kompakt. riconosco sample e tracce ma non nomi. Mi vogliono portare al Panorama Bar di Berlino, deve essere un posto paradisiaco.

Re: Minimal moralia

Posted: 22 Mar 2009 13:19
by :adamasio:
oppholdsvaer wrote:Mi vogliono portare al Panorama Bar di Berlino, deve essere un posto paradisiaco.
Oggi o domani dovrei prenotare per Berlino e quella è una tappa che ho già messo in conto, per forza!
Opp., si aspettano segnalazioni eh ;)

Re: Minimal moralia

Posted: 22 Mar 2009 20:21
by oppholdsvaer
segnalezione: gabriel ananda - doppelwhipper


poi riferisco da consigli:
Mason con Exceeder e con Quarter
e Mobbing con Ohm-o-genik e Open Legs