2024 in progress

a 360° su musica e cultura pop
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psyco_naut
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Re: 2024 in progress

Post by psyco_naut » 22 Mar 2024 18:11

Roto wrote: 22 Mar 2024 18:01Ma mi ricordo che anni fa perculavamo chi faceva questi discorsi, penso a Scanzi. Qual è allora l’unica differenza? Che lui citava Pink Floyd e Rolling Stones e noi Radiohead e MBV?
Finiremo anche noi per dire “c’è più talento in una nota qualsiasi di King Of The Limbs, disco minore dei Radiohead, che in tutta la discografia di qualsiasi artista odierno”, come faceva lui citando Obscured By Clouds?
la differenza abissale è che da una parte non si vuole risconoscere un valore per ottusità, dall'altra non si vede l'ora di trovare qualcosa di valore! ;-)


Dimenticavo...
Roto wrote: 22 Mar 2024 18:01 È cambiato il mondo, è cambiato il modo in cui noi fruiamo della musica, sono cambiati gli strumenti e gli ascoltatori.
questa è una piccola grande lezione di semiotica!
gran verità che fa da sfondo, non è però l'attore principale

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toolipano
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Re: 2024 in progress

Post by toolipano » 22 Mar 2024 18:19

Discorso già affrontato altre volte: secondo me confondete la musica come fenomeno sociale (e il modo di fruirla), con la musica in sé.
La musica bella continua a uscire... è assurdo anche solo pensarlo che non sia così. Ciò che è cambiato davvero, e in modo radicale, è l'industria musicale e i suoi meccanismi. Non escono più figure in grado di "polarizzare" (per citarvi), perché è cambiato il modo in cui la musica viene venduta e consumata. La figura dell'artista o l'opera in sé non c'entrano niente a mio modo di vedere.

Solo per fare un esempio del cazzo dettato dal caso: ieri sera ho rimesso su il mixtape di Oklou. 35 minuti di musica che si magnano tutti gli AIC di questo mondo (e nessuno mi convincerà del contrario). A me parla più la sua poetica che quella di Layne Staley. E mi piacciono pure molto gli AIC, ma davvero vi identificate con quella roba?

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psyco_naut
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Re: 2024 in progress

Post by psyco_naut » 22 Mar 2024 18:47

toolipano wrote: 22 Mar 2024 18:19 Discorso già affrontato altre volte: secondo me confondete la musica come fenomeno sociale (e il modo di fruirla), con la musica in sé.
La musica bella continua a uscire... è assurdo anche solo pensarlo che non sia così. Ciò che è cambiato davvero, e in modo radicale, è l'industria musicale e i suoi meccanismi. Non escono più figure in grado di "polarizzare" (per citarvi), perché è cambiato il modo in cui la musica viene venduta e consumata. La figura dell'artista o l'opera in sé non c'entrano niente a mio modo di vedere.
ti sei dimenticato di dire "secondo te".
perché la fruizione di musica è aumentata, ergo c'è maggiore spazio e opportunità. un link a caso https://www.riaa.com/reports/riaa-mid-y ... ue-report/. se tutto è polarizzato da Taylor Swift e Adele il problema è che esce merda. Tutto qui.
C'è più undergound? Sicuro. Ma più non significa meglio. E siamo sempre lì.
toolipano wrote: 22 Mar 2024 18:19Solo per fare un esempio del cazzo dettato dal caso: ieri sera ho rimesso su il mixtape di Oklou. 35 minuti di musica che si magnano tutti gli AIC di questo mondo (e nessuno mi convincerà del contrario). A me parla più la sua poetica che quella di Layne Staley. E mi piacciono pure molto gli AIC, ma davvero vi identificate con quella roba?
Non solo mi ci identifico, ma Above rimane un album toccante, denso, vero, nonostante sia uscito in un momento in cui c'entrava meno di niente. Ed è tranquillamente un disco verso cui vado molto spesso e volentieri, che in un periodo di ventilate terze guerre mondiali

The river of deceit pulls down, oh-oh
The only direction we flow is down


mi ha fatto riflettere più di tanti suoni sintetici che sono ormai morti e sepolti anch'essi da parecchio.

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dissonance
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Re: 2024 in progress

Post by dissonance » 22 Mar 2024 18:56

La mia ormai neanche la dico più perché avevamo aperto un topic apposito pochi anni fa, e remavo apertamente contro l’idea che in giro non si trovasse nulla di eccezionale. Neanche a me mancano le grandi icone del passato, intese come figure verso cui ricercare un’identità netta e definita, e mi stupisco dell’attaccamento verso alcuni di questi personaggi.

Detto ciò, Jlin esce nel giorno giusto, perché spazza via le titubanze del mio precedente post e si rivela forse il lavoro più convincete di questo inizio di 2024.

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toolipano
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Re: 2024 in progress

Post by toolipano » 22 Mar 2024 19:05

psyco_naut wrote: 22 Mar 2024 18:47
toolipano wrote: 22 Mar 2024 18:19 Discorso già affrontato altre volte: secondo me confondete la musica come fenomeno sociale (e il modo di fruirla), con la musica in sé.
La musica bella continua a uscire... è assurdo anche solo pensarlo che non sia così. Ciò che è cambiato davvero, e in modo radicale, è l'industria musicale e i suoi meccanismi. Non escono più figure in grado di "polarizzare" (per citarvi), perché è cambiato il modo in cui la musica viene venduta e consumata. La figura dell'artista o l'opera in sé non c'entrano niente a mio modo di vedere.
ti sei dimenticato di dire "secondo te".
perché la fruizione di musica è aumentata, ergo c'è maggiore spazio e opportunità. un link a caso https://www.riaa.com/reports/riaa-mid-y ... ue-report/. se tutto è polarizzato da Taylor Swift e Adele il problema è che esce merda. Tutto qui.
C'è più undergound? Sicuro. Ma più non significa meglio. E siamo sempre lì.
toolipano wrote: 22 Mar 2024 18:19Solo per fare un esempio del cazzo dettato dal caso: ieri sera ho rimesso su il mixtape di Oklou. 35 minuti di musica che si magnano tutti gli AIC di questo mondo (e nessuno mi convincerà del contrario). A me parla più la sua poetica che quella di Layne Staley. E mi piacciono pure molto gli AIC, ma davvero vi identificate con quella roba?
Non solo mi ci identifico, ma Above rimane un album toccante, denso, vero, nonostante sia uscito in un momento in cui c'entrava meno di niente. Ed è tranquillamente un disco verso cui vado molto spesso e volentieri, che in un periodo di ventilate terze guerre mondiali

The river of deceit pulls down, oh-oh
The only direction we flow is down


mi ha fatto riflettere più di tanti suoni sintetici che sono ormai morti e sepolti anch'essi da parecchio.

1. Ho letteralmente scritto "secondo me"
2. Adoro il meglio degli AIC e Above e ho i dischi originali, ma confermo quanto scritto sopra
3. La merda esce oggi come ieri. Oggi a livello di mainstream c'è più merda, questo lo riconosco. Diciamo che oggi ascoltare una qualsiasi radio di flusso è un'esperienza aberrante

Ma a noi alla fine che ci frega? Il punto è tutto qui. Se si è davvero consapevoli che la musica bella esiste, anche se underground, dove sta il problema? Al massimo il problema si pone dal punto di vista dell'artista stesso, ma da fruitore cosa diamine deve importarmi se il disco che mi piace lo ascoltiamo in 4 gatti o in centinaia di milioni di persone?
Quando partiamo con questi discorsi sullo stato della musica contemporanea l'errore che facciamo è che buttiamo dentro un po' di tutto, anche questione sociali e di contorno, allontanando il focus dal cuore del discorso. Poi finisce tutto in caciara.

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toolipano
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Re: 2024 in progress

Post by toolipano » 22 Mar 2024 19:09

dissonance wrote: 22 Mar 2024 18:56 Detto ciò, Jlin esce nel giorno giusto, perché spazza via le titubanze del mio precedente post e si rivela forse il lavoro più convincete di questo inizio di 2024.
Infatti parliamo di musica 2024 qui, please! Se volete parlare di ste cose aprite un topic apposito o recuperate quello che c'era già identico di millemila pagine.

Questo di Jlin è ottimo!

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Re: 2024 in progress

Post by rick81 » 23 Mar 2024 03:57

Io sono in toto d'accordo con AFX, compreso il discorso Layne...suppongo che il fatto generazionale e la nostra età rispetto gli altri che stanno scrivendo su questo 3d incida...

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Tyler Durden
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Re: 2024 in progress

Post by Tyler Durden » 25 Mar 2024 10:23

toolipano wrote: 22 Mar 2024 18:19 Discorso già affrontato altre volte: secondo me confondete la musica come fenomeno sociale (e il modo di fruirla), con la musica in sé.
Il problema, a mio avviso, è che la società e il rapporto che questa ha con l'arte (e in particolare la musica) sono cambiati a tal punto da influenzare eccome la musica in sé!
La musica oggi è più mordi e fuggi che mai, più usa e getta che mai, più instagram/tiktok che mai! Com'è possibile non pensare che questo tipo di contesto a valle non influenzi il modo di creare musica a monte?! E' impossibile.
Certo questo riguarda più il mainstream ovviamente, però poi a cascata pure la gente che sta nelle cantine o nelle proprie camerette a comporre (nel tempo libero rimasto perché camparci è sempre più dura) viene per forza impattata da questa realtà!
E ricordiamoci che "quelli come noi", votati alla ricerca e all'approfondimento, sono sempre meno e sempre più minoranza; mentre fino agli anni duemila a me sembra che le cose fossero ancora decifrabili, prima che ci si perdesse in questa melassa da social network.

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Messer Dino Compagni
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Re: 2024 in progress

Post by Messer Dino Compagni » 25 Mar 2024 12:18

Vale per moltissimi aspetti della vita, non solo la musica. La cesura storica 2000-11 settembre 2001 é anche una sorta di spezzettamento mnestico.

E a mio avviso dimenticate una cosa fondamentale. La fonte. Ovvero l'avvento della musica elettronica, ma anche le basi per l'hip hop o la trap. Il potere creativo é un potere di riciclo. E la fonte sonora non vibra, non esce, non si produce. E' già lì si assembla e si riproduce. Minimizzo e generalizzo ma avete capito. Non si tratta di aderire alla poetica di Above o Staley e, almeno nel mio caso, nemmeno una nostalgia per le chitarre che furono. E' una questione di tempo fuori sesto e con esso i ricordi. Abbiamo visto un 1/4 di secolo orripilante, con una serie di rivoluzioni e controrivoluzioni che non hanno nulla di epocale se non nella quotidiana pornografia della porta accanto. Oppure vogliamo metterlo a confronto con l'inizio '900, dalle carrozze alla relatività passando in mezzo alla guerra mondiale con milionate di morti. Siamo figli della Mulino Bianco, Hobbit dei tempi di mezzo. Ci meritiamo la voce da trapper o le babygang. Ma ancora di più siamo una generazione senza strumenti per la resistenza

World dies you still pay taxes.
Ruin has come not in fire nor in ashen rain
Only in turgid silence, hangin', flayed.

Try to lull us in before the havoc begins into a dubious state of serenity
Acting all surprised when you're caught in the lie
It's not unlike you

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psyco_naut
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Re: 2024 in progress

Post by psyco_naut » 25 Mar 2024 12:21

Tyler Durden wrote: 25 Mar 2024 10:23 Il problema, a mio avviso, è che la società e il rapporto che questa ha con l'arte (e in particolare la musica) sono cambiati a tal punto da influenzare eccome la musica in sé!
La musica oggi è più mordi e fuggi che mai, più usa e getta che mai, più instagram/tiktok che mai! Com'è possibile non pensare che questo tipo di contesto a valle non influenzi il modo di creare musica a monte?! E' impossibile.
Certo questo riguarda più il mainstream ovviamente, però poi a cascata pure la gente che sta nelle cantine o nelle proprie camerette a comporre (nel tempo libero rimasto perché camparci è sempre più dura) viene per forza impattata da questa realtà!
E ricordiamoci che "quelli come noi", votati alla ricerca e all'approfondimento, sono sempre meno e sempre più minoranza; mentre fino agli anni duemila a me sembra che le cose fossero ancora decifrabili, prima che ci si perdesse in questa melassa da social network.
se non crei un pubblico non puoi creare un genere (e viceversa), rimane tutto troppo etereo e sempre più spesso si scioglie tutto come neve al sole.

Intanto, questi li ho chiamati

UFOMAMMUT - Hidden
RELEASE DATE: MAY 17, 2024 via NEUROT Recordings and SUPERNATURAL CAT

https://ufomammut.bandcamp.com/track/leeched

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