Futuro della musica Pop/Rock

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rick81
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Re: Futuro della musica Pop/Rock

Post by rick81 » 02 Sep 2020 13:09

Vuoi dare un valore simbolico alla morte di Bowie? Pensare che col suo ultimo disco a 70 anni e in fin di vita aveva di nuovo messo dietro praticamente tutti.

Il rock è morto, però nel business dei live è quello che fa i numeri maggiori, gli U2 o Rolling Stones possono chiedere anche 120 euro a biglietto ed è tutto esaurito, ho fatto caso che band come gli Slipknot chiedono 80 euro per Assago, e i Pearl Jam per il concerto a Imola giugno 90 euro.

Forse è la nostalgia ma che numeri....

Per la rivista sarebbe un peccato interrompersi, al limite una versione moderna di Uncut sarebbe interessante, ma sempre con uno sguardo alle uscite interessanti o sorprendenti dell'anno in corso.

BuddyHolly
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Re: Futuro della musica Pop/Rock

Post by BuddyHolly » 02 Sep 2020 13:35

Il rock è morto perchè è un linguaggio obsoleto per i tempi e per la società odierna. Per quanto riguarda ciò che ha detto Messere sono praticamente d'accordo su tutto. A me dispiace che i linguaggi odierni non riesco proprio a farmeli mandare giù, non mi piacciono, non riesco proprio a concepirli come buona musica (poi la buon amusica ci sta sempre, lo ribadisco). Saranno cambiati i linguaggi, saranno cambiati i target, il modo di produrre, eccetera, però come dice AFX se devo passare alla Trap o al Reggaeton e o la musica latina a sto punto continuo ad esplorare Jazz, Blues e Classica, generi che sono vastissimi e di cui conosco forse l'1%, aspettando qualcosa di meglio.

Anche il brano che ha pubblicato qualche post fa toolipano... è buona musica si, si vede che c'è ricerca e qualità. Ma mi dispiace, proprio non me piace, come ho detto prima, sarà che non ho capito un cazzo?

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rick81
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Re: Futuro della musica Pop/Rock

Post by rick81 » 02 Sep 2020 13:45

E' un brano valido, ma onestamente, non roba su cui emozionarsi, ma non in paragone a roba di tanti anni fa,prendo ad esempio l'ultimo di Bon Iver di solo un anno fa, che non è neanche una band rock, e non è neanche un capolavoro ma folk electro praticamente.

Non c'è paragone secondo me, con tutto il rispetto per Toolipano, non parlo di genere o finalità, che possono essere anche apprezzabili, parlo di cosa arriva...sbaglierò per carità o sono troppo chiuso di mente.

E' chiaramente un brano apprezzabile

BuddyHolly
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Re: Futuro della musica Pop/Rock

Post by BuddyHolly » 02 Sep 2020 13:52

Forse hanno ragione loro ed è questione di un linguaggio che non riusciamo a capire. Come leggere una poesia stramaledettamente bella in islandese, anche se bella non conoscendo la lingua non capisci una ceppa.

Questo non lo so e sarà deciso dalla prova del tempo. Mi butto su altri lidi e linguaggi da esplorare che riesco a comprendere meglio che di roba da ascoltare ce ne sta un oceano. Forse ci tornerò tra 10 anni e mi piacerà, forse no chi lo sa.

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toolipano
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Re: Futuro della musica Pop/Rock

Post by toolipano » 02 Sep 2020 14:27

rick81 wrote: 02 Sep 2020 13:45 E' un brano valido, ma onestamente, non roba su cui emozionarsi, ma non in paragone a roba di tanti anni fa,prendo ad esempio l'ultimo di Bon Iver di solo un anno fa, che non è neanche una band rock, e non è neanche un capolavoro ma folk electro praticamente.

Non c'è paragone secondo me, con tutto il rispetto per Toolipano, non parlo di genere o finalità, che possono essere anche apprezzabili, parlo di cosa arriva...sbaglierò per carità o sono troppo chiuso di mente.

E' chiaramente un brano apprezzabile
Non siamo d'accordo ma ci sta. Al netto che si tratta di musica diversa per me il disco di Lido Pimienta è superiore all'ultimo di Bon Iver, e io Bon Iver lo adoro.
Comunque non è che dovete per forza farvi piacere musica di questo tipo (l'ho portato solo come esempio per dire che reggaeton non significa per forza merda). Nella mia lista ce n'è per tutti i gusti, dal Jazz, all'electro, al RnB.
AFX wrote: 02 Sep 2020 12:49 Secondo me è calata abnormemente l'attenzione sulla musica di qualità. Che ne esista ancora è ovvio, ma ormai la cultura e il modo di vivere la musica leggera (rock, pop, metal, perfino electro) che avevamo noi, non c'è più. Il rock sta diventando una corrente da seguire come il jazz o la classica, con la differenza che ci sarebbero ancora i festival, dove si riunisce più chi ama stare in mezzo alla gente che chi va esclusivamente perché ama la musica.
Questo è un discorso molto più condivisibile e sposta il ragionamento dall'artista al fruitore dell'arte. Chiaramente è molto interessante come riflessione, ma non cambia il modo in cui io, personalmente, vivo il mio rapporto con la musica. Non capisco perché bisognerebbe smettere di cercare e scoprire nuova musica solo perché la maggior parte di chi ci sta intorno ha smesso di farlo. Noi alla fine dei conti siamo dei veri appassionati, dei nerd musicali, non siamo la massa. Che poi, a dirla tutta, è un processo iniziato molto tempo fa, con l'avvento di internet e con il venir meno di punti di riferimento per l'ascoltatore. Oggi la proposta è sconfinata, i generi sono meno definiti e la maggior parte del pubblico non sa come orientarsi: era vero 10-15 anni fa, nel 2020 lo è ancora di più.

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Re: Futuro della musica Pop/Rock

Post by AFX » 10 Sep 2020 14:49

http://doyourealize.it/rock-do-somethin ... -curtains/
punto della situazione uscite, e non solo

poi estrapolo il discorso di Messere e pubblico anche quello
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dissonance
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Re: Futuro della musica Pop/Rock

Post by dissonance » 11 Sep 2020 00:06

AFX wrote: 10 Sep 2020 14:49 http://doyourealize.it/rock-do-somethin ... -curtains/
punto della situazione uscite, e non solo
Essendo parte della nuova generazione di ascoltatori, mi ero autoimposto di non intervenire in un topic spinoso come questo, vista la pochezza di argomentazioni che possiedo rispetto a chi il rock l’ha vissuto sul serio, nel periodo in cui il genere era sulla bocca di tutti.
Mi sento però chiamato in causa dall’articolo recentemente pubblicato, dove spero di poter fornire alcune delucidazioni sull’ascoltatore medio al giorno d’oggi.

Quando si scrive che le ormai segnate sorti del rock (ma più genericamente delle svariate realtà musicali odierne) non tocchino nessuno tra i miei coetanei, mi pare un voler fare di tutta l’erba un fascio vedendo i fatti dal punto di vista più comodo.
Il panorama attuale offre una quantità sconfinata di musica che le generazioni precedenti si sognavano, e il rischio di incappare in un disastro sonoro è ancor più grande; allo stesso tempo fare grandi numeri è complicato e ciò scoraggia numerosi emergenti, che vedono nel rock una “perdita di tempo”, ma ciò è stato affrontato benissimo nei post precedenti
Gente come me è stata presa per mano da riviste come questa, involontariamente educata ad un ascolto sempre più consapevole e distante dai regimi della massa che, diciamolo chiaramente, non ha mai avuto un gusto eccelso, in nessun epoca.
Conosco persone che hanno tutta la buona volontà nel documentarsi per poi affezionarsi a nuovi artisti, di qualsiasi genere, e questo smonta la teoria del disinteresse che affligge la mia generazione. Sì, c’è più superficialità, ma mi sembra anche che alcuni under 30 presenti in questo forum provino spesso a spingere nuovi nomi, spesso e volentieri snobbati dagli stessi che si lamentano della mediocrità del panorama attuale.
Si è palesemente capito che il rock è quel che più unisce i membri di questo posto, ma ripudiare ogni proposta proveniente da generi relativamente recenti non fa parte della mia — e di quella che un tempo era la vostra — filosofia.
Non saranno scene che seguirò con lo stesso interesse che ho maturato con gli anni verso il rock, ma non scuoterò la testa davanti ad un signor disco solo perché appartenente ad un modo di intendere la musica che mi fa storcere il naso, mai.

Ci sono logicamente punti su cui mi trovo d’accordo con i “veterani” del forum, come la mancanza di educazione all’ascolto.
Sia chiaro, non vuole essere un post provocatorio, e non voglio andare contro nessuno in particolare; devo una grossa fetta della mia cultura musicale a tutti voi, e reputo questo spazio una magnifica occasione per ampliare il mio modo di essere attraverso passioni smodate come quelle che condividiamo.

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Re: Futuro della musica Pop/Rock

Post by rick81 » 11 Sep 2020 00:33

Post bellissimo e pieno di spunti, utile da parte di chi è "giovane" ora.

comunque per chiarire, ai tempi vecchi, musica dance techno/cocoricò, o latina tipo Ricky Martin/Shakira, per me era identica a ciò che ora si chiama reggaeton e Trap, cioè musica per lo più fatta con scopi lontani da essere artistica e avere un valore.

Forse stiamo passando per gente che non segue electro, pop, sinth, black....bisogna chiarire per chi legge che qui sono stati esaltati e osannati tutti questi generi, e ogni qual volta esce qualcosa di valore in questi generi lo si segnala. Sono ai piani alti delle classifiche degli ultimi 20 anni, e questo deve essere chiaro.

Per me e la mia sensibilità, nella Trap o Reggaeton non c'è nulla di artistico, e penso che siamo tutti daccordo su questo, e non c'era neanche in Living la vida loca, o whatever whenever di Shakira.

Non ho fatto fatica a sintonizzarmi con Kanye West, o poi Kendrick Lamar, sono stati dei geni in certi momenti, per non parlare di Burial oppure The Knife, che è tutta musica stra stra lontana dal rock anni 90-00 da cui siamo partiti, ma trap-reggaeton producono nel 90% di quello che ci arriva roba inascoltabile.

Mi dici che cercando dischi rock, o electro o simili si trova ancora roba, certo è vero, ma noi ne facevamo un discorso sociologico e di generazione, chi vuol prendere una chitarra in mano è sempre più raro, si vorrebbe che queste band nuove o recenti che fanno rock potessero iniziare a riempire palazzetti come succedeva un tempo, per portare più in luce possibile quello che di buono esce.

Ma questo non pare più possibile, a San Siro ci va Fedez, Emis Killa riempie i palazzetti, e gli Horrors suonano nei posti da 1500 persone.

Cioè il rock pare non avere più il suo spazio nelle nuove generazioni, cosa che invece è sempre stata, con vari generi acchiappa vendite che si sono sempre affacciati ogni 10 anni sulla scena, ricordate le boy band? vendevano 20 milioni a disco negli anni 90, ce ne erano decine in classifica, ma in mezzo a tutto il rock aveva sempre la sua posizione...ce l'ha ancora?

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Re: Futuro della musica Pop/Rock

Post by AFX » 11 Sep 2020 08:47

Qui il discorso è dedicato al rock (e metal). Non si sta dicendo che tutto il resto è merda. Per altro non credo che mediamente chi ascolta determinata musica rap e trap abbia in casa i dischi di Andy Stott, Daniel Lopatin, Ben Frost, Tim Hecker, Kali Malone, The Knife, Boards of Canada, Aphex Twin, Autechre come ce li ho io per esempio.

Qui si sta dicendo che non si comprano più dischi rock, che non c'è più voglia di parlarne come un tempo, che non ci sono più le copertine delle riviste (se non quelle amarcord tipo Uncut), che non fa più notizia, e che ci stiamo aggrappando agli idoli anni '90 perché quanto venuto dopo in proporzione è già sparito dalla circolazione. Siamo qui ad aspettare i Deftones e i Flaming Lips con più curiosità di qualsiasi nome rock più recente.
La mancanza di attenzioni e di rinnovamento sta uccidendo il rock per come la vedo io, e la teenage angst di un tempo oggi è veicolata da trap e rap. I ragazzini ascoltano rap laddove prima ascoltavano i Nirvana e gli Oasis. Forse resistono alcuni estremismi metal, ma anche il metallaro non è più quello true di un tempo.
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Re: Futuro della musica Pop/Rock

Post by Decades » 11 Sep 2020 09:11

Io capisco tutti questi discorsi. E mi dà anche fastidio dover sentire che sono rimasto indietro perché una Billie Eilish, che uso come esempio perché il disco è bello, mi piace ma di fatto non mi può arrivare sottopelle. È anche sistematico che avvenga un cambio della guardia e che, ai vecchi, il nuovo sembri privo di anima o interesse.

E io non sto manco a distinguere tra rock e non-rock, i miei gusti li conoscete.

Personalmente l'esempio massimo del cambiamento è James Blake, e il fatto che abbia sempre usato l'elettronica non lo rende meno cantautore (e idealmente meno rock e dintorno) di uno che fa la stessa cosa con una chitarra acustica. Artista che amo, che ha fatto uno dei dischi della mia vita, Overgrown, e a seguire altro che sembrava maturare insieme a me, e poi lo scorso anno se n'è uscito con quell'Assume Form che forse è fighissimo se nel panorama attuale ci sguazzi, ma che per me è stato la delusione del decennio. Ha messo forse la pietra tombale sulla mia voglia di ascoltare musica nuova con l'impegno e la testardaggine che ho avuto dall'epoca del 3rd Eye alla prima di doyourealize, quando ci scannavamo su Animal Collective e Arcade Fire ed era bello dover fare un passo indietro rispetto ai propri giudizi affrettati.

Sempre a livello personale, posso dire che comunque ho potuto ascoltare sempre meno cose con il coinvolgimento necessario. Se riprendo un qualunque disco dell'epoca delle nostre discussioni, lo sento intriso di mille sensazioni e ricordi. Cosa che nel corso degli anni è andata a diminuire, vuoi per il lavoro, vuoi per le cose di casa, le relazioni, le nuove passioni e tutto quanto. Lo faccio ancora, in realtà, ma attraverso la fotografia. Da un lato è brutto dirlo, ma anche un equilibrio mentale più solido e sano ha fatto sì che non andassi a cercare riparo e conforto nella musica, come ho fatto per una vita.

Ho provato a tirarmi fuori dalla discussione anche per questo ma è stato un danno, perché fondamentalmente discutere e scontrarsi, anche pesantemente, significava vivere la musica con più intensità. Ha iniziato a starmi bene ascoltare ciò che mi andasse, senza dover "dar conto" a una comunità, e per quanto questo approccio abbia portato dei benefici, comunque sento che manca qualcosa.

Ho detto più volte a voi e ad AFX che mi sarebbe piaciuto riprendere a contribuire come prima, e ho sempre detto davvero. Ma la verità è che rivorrei quello che eravamo ed avevamo prima, e non è possibile.

Se ci sono meno band e più artisti singoli, penso sia dovuto anche alla tendenza attuale che vede le persone chiudersi sempre di più nel loro mondo, distanti dagli altri. Non sono la persona giusta per fare ste analisi, ma ho avuto questa impressione. Resta che il rock non è più, da anni, il mezzo attraverso cui i giovani esprimono i loro disagi e i loro sentimenti. Per noi sarà anche una cosa un po' triste, ma i ventenni di oggi sono per forza di cose diversi da quelli che eravamo noi. Lo scorso anno ho anche frequentato gente Under 21 e, nonostante alcuni punti di contatto, non mi sono mai sentito così fuori posto. Su internet, basta anche buttare un occhio su twitter e instagram per avere la stessa identica sensazione.

È tutto morto con David Bowie? Forse mi piace pensare che quello sia stato il vero inizio della fine. Non per il rock, per noi che siamo qui.

Giriamola così: "Oh, però ALMENO siamo morti con David Bowie"
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