Meu wrote:Un mondo che non conosco, sicuramente da approfondire. Aspetto le tue descrizioni alle sinfonie.
se hai qualche perplessità chiedi a wounder,è lui l'esperto
difficile raccontare le sinfonie,senza scendere in dettagli tecnici, sui quali aimè non sono minimamente preparato
più che raccontare,è bello annotare le sensazioni che ti dà la sinfonia........
d'altronde l'unico modo per snocciolare la complessità di una sinfonia è prendere appunti come se seguissi una lezione,altrimenti lasci troppe cose per strada. E' anche un modo per entrare in sintonia con l'umore della sinfonia,ti rendi partecipe e vieni coinvolto.Ti capita di apprezzare note nascoste o di cogliere particolari che possono dare un significato completamente diverso a quello che stavi ascoltando.
A volte la musica classica scivola via troppo facilmente,ed è un peccato.
parto da una a caso...
Sinfonia n. 8, in si minore, D. 759 di Franz Schubert
"l'incompiuta". 1822. Prima esecuzione e prima pubblicazione a Vienna.
1st movement.
Si snoda su un tema principale in Si minore. La sinfonia si affaccia timida al mondo con un motivo orecchiabilissimo di clarinetto,memorabile direi, sotto cui aleggiano violini che pian pian prendono volume per poi impattare in una furia percussiva decisamente inaspettata.
Un altro tema quasi partorito da quello iniziale, è poi ripreso dai violoncelli,questa volta più vigorosi che si alternano con i cugini violini. Si capisce subito che i violoncelli sono strumenti più tristi e cupi dei violini. Quest'ultimi brillanti e dominanti,i primi più austeri ma essenziali per dare corposità.
"Allegro moderato" (cioè la velocità di esecuzione) è il primo movimento,ma se dovessi descrivere l'umore che pervade il movimento, un termine più azzeccato sarebbe "allegro ma non troppo"

E' in Si minore,non è malinconica,non è greve, mi ricorda più il broncio passeggero di un bambino

Non è una sinfonia che soffre di disturbo bipolare,perchè il cambiamento non è violento. Lunatica più che altro.
2nd movement.
a placare gli sbalzi d'umore interviene la serenità. Sono sempre gli archi a cullarti. I fiati aggiungono colore. Non mancano neanche qui note un pò più veementi e staccate,ma restano marginali. Diventano preponderanti anche i momenti più dilatati.
Osa un pò di più rispetto al primo movimento. Shubert si lascia andare seppur non perdendo mai il filo del discorso,
non ti lascia mai spaesato. Sul primo potevi almeno tentare di danzarci sopra,su questo invece tocca sederti e godertelo. Voglio vedere questo secondo mov. come la fase adulta del primo. Il secondo sa essere tragico quanto basta,un melanconia pacata e controllata,mai volgare. Il primo mov. è inaffidabile e immaturo,non conosce pace.
Viene da chiedersi dove e quando li abbia composti,quale sia stato lo spunto ispiratore. Franz Schubert era un devoto passionale,sostenitore della monarchia,quindi deduco che anche i passaggi musicali più teneri e idilliaci non potevano nascere da immagini troppo festose. E' vero,non raggiunge i picchi di serenità olimpica mozartiani,ma si fa portatore di una gioia quotidiana informale,di quelle che provi quando percorri un viale alberato al tramonto (perdonate il clichè

) Non liberatoria ma comunque appagante.
non è una sinfonia complicata,non è criptica,si lascia amare all'istante per l'immediatezza. Ci sono sussulti,ma non aspettarti grandi colpi di scena. Modesta e essenziale,ma se l'ho scelta come la mia preferita tra le altre 8ave vuol dire che fà la sua parte. Riguardando quel lotto di 9 sinfonie appartenenti a compositori vari, è proprio l'8va di shubert quella più "umana".