Blur / Gorillaz
Re: Blur / Gorillaz
Mi sono comprato il box Blur 21. Adesso posso essere tumulato. Lo voglio nella tomba.
Re: Blur / Gorillaz
Comunque anche Under the Westway, riascoltandola, era una signora canzone. Seppur poco Blur.
Ho preso il singolo in CD
Ho preso il singolo in CD
Re: Blur / Gorillaz
pare che il nostro Albarn al Roskilde abbia fatto un set di oltre 5 ore e che l'abbiano portato giù dal palco a forza alle 4 del mattino 
Re: Blur / Gorillaz
toolipano wrote:pare che il nostro Albarn al Roskilde abbia fatto un set di oltre 5 ore e che l'abbiano portato giù dal palco a forza alle 4 del mattino
Re: Blur / Gorillaz
I Gorillaz tornano nel 2016. Quasi ufficiale.
Re: Blur / Gorillaz
Graham Coxon dice di avere da parte un disco di inediti. Usa il termine "On Hold"...
Re: Blur / Gorillaz
dopo un periodo in cui la polvere si è cominciata a formare, ho ripreso The Magic Whip.
Se c'è da mettere la firma per un altro disco dei Blur di questo livello, io la metto subito. Poi avrei preferito un paio di pezzi in più sullo stile di Go Out (che è un brano pazzesco ed è la nuova On Your Own), qualche orientalismo in meno e un altro arrangiamento per There Are Too Many of Us che sa troppo di Coldplay, e non va bene ovviamente.
Riascoltatelo, e riascoltate l'album di Albarn solo.
C'è uno che oggi su Facebook ci ha scritto se conosciamo i (pallosissimi) Mansun che sarebbero complessi quanto i King Crimson e i Soft Machine...
Ma i Mansun un album bello la metà di The Magic Whip non ce l'hanno.
Se c'è da mettere la firma per un altro disco dei Blur di questo livello, io la metto subito. Poi avrei preferito un paio di pezzi in più sullo stile di Go Out (che è un brano pazzesco ed è la nuova On Your Own), qualche orientalismo in meno e un altro arrangiamento per There Are Too Many of Us che sa troppo di Coldplay, e non va bene ovviamente.
Riascoltatelo, e riascoltate l'album di Albarn solo.
C'è uno che oggi su Facebook ci ha scritto se conosciamo i (pallosissimi) Mansun che sarebbero complessi quanto i King Crimson e i Soft Machine...
Ma i Mansun un album bello la metà di The Magic Whip non ce l'hanno.
Re: Blur / Gorillaz
Premettendo che non sono né un divoratore né un esperto di brit pop e affini, a me The Magic Whip non è dispiaciuto, è musica che in alcuni momenti di svago posso ascoltare anche volentieri...ho letto della delusione di alcuni “fan” in giro per la rete, boh...
I primi due dei Mansun pure mi paiono validi e in effetti Six ha un’ispirazione prog di fondo però non lo paragonerei mai ai King Crimson...c'è troppa gente, ascoltatori in genere, che mette bocca su questioni che andrebbero valutate con più cognizione secondo me. Io avrei un atteggiamento più umile e prudente; si parla di complessità e poi magari non si sa nemmeno chi è il signore del mio avatar, per dire...e non aggiungo altro perché andrei off topic (Hans Werner Henze comunque).
Dipende poi pure a quali parametri musicali ci si vuole riferire, se armonici, melodici o timbrici. Ad esempio Romitelli (e lo cito perché ormai noto in questi lidi), uno che la musica l’ha fatta, studiata e ascoltata a trecentossessanta gradi, a differenza del rockettaro medio che scrive sui forum o sui blog, diceva che del rock in generale gli interessava “l’interazione complessa fra trattammento elettroacustico del suono e gesto strumentale”, ma non “la struttura armonica o melodica, che non ha mai saputo affrancarsi da certi clichés tonali o modali”. Senza farne un discorso di valore: fra i suoi ascolti c’era di tutto e di più, dai Sonic Youth ad Aphex Twin, dai Nirvana a Brian Eno, dai Doors ai Pan Sonic, oltre ovviamente a tutto l’universo “colto” che i più ignorano, sia contemporaneo che classico.
Aggirando il discorso sulla complessità, mi limito a dire che il mio orecchio rispetta e trova certo pop o rock molto godibile e particolarmente adatto a diversi momenti della vita quotidiana, ma molto facile da assimilare e memorizzare, tanto che non sempre mi dà una vera soddisfazione sul lungo periodo (ad eccezione di qualche classico o album che per vari motivi coglie una parte del mio intimo).
Ma anche certe cose sperimentali dell'ambito prog, kraut o elettronico oggi mi vanno giù agilmente...è difficile che possa rimanere spiazzato o ravvisare difficoltà d'approccio nel mondo dell' "avant-rock", chiamiamolo così. Un "Trout Mask Replica", per parlare di roba che ha fatto "stragi", a me suona come easy listening. Mediamente i più grandi compositori o jazzisti del novecento raggiungono ben altre "altezze" (neanche il miglior gruppo prog ha fatto con il ritmo quello che ne fece Stravinsky), che rappresentano una vera sfida e per questo risultano sempre stimolanti.
D'altro canto, è chiaro che un ascoltatore che possiede per varie ragioni, interessi, o scelte di gusto, una zona di comfort musicale più ristretta, potrà recepire invece in maniera ostica tutto ciò che esce dal formato canzone più convenzionale. In ogni caso, prescindendo dalla qualità, per me il brit pop sarà sempre facile da digerire, è musica leggera.
I primi due dei Mansun pure mi paiono validi e in effetti Six ha un’ispirazione prog di fondo però non lo paragonerei mai ai King Crimson...c'è troppa gente, ascoltatori in genere, che mette bocca su questioni che andrebbero valutate con più cognizione secondo me. Io avrei un atteggiamento più umile e prudente; si parla di complessità e poi magari non si sa nemmeno chi è il signore del mio avatar, per dire...e non aggiungo altro perché andrei off topic (Hans Werner Henze comunque).
Dipende poi pure a quali parametri musicali ci si vuole riferire, se armonici, melodici o timbrici. Ad esempio Romitelli (e lo cito perché ormai noto in questi lidi), uno che la musica l’ha fatta, studiata e ascoltata a trecentossessanta gradi, a differenza del rockettaro medio che scrive sui forum o sui blog, diceva che del rock in generale gli interessava “l’interazione complessa fra trattammento elettroacustico del suono e gesto strumentale”, ma non “la struttura armonica o melodica, che non ha mai saputo affrancarsi da certi clichés tonali o modali”. Senza farne un discorso di valore: fra i suoi ascolti c’era di tutto e di più, dai Sonic Youth ad Aphex Twin, dai Nirvana a Brian Eno, dai Doors ai Pan Sonic, oltre ovviamente a tutto l’universo “colto” che i più ignorano, sia contemporaneo che classico.
Aggirando il discorso sulla complessità, mi limito a dire che il mio orecchio rispetta e trova certo pop o rock molto godibile e particolarmente adatto a diversi momenti della vita quotidiana, ma molto facile da assimilare e memorizzare, tanto che non sempre mi dà una vera soddisfazione sul lungo periodo (ad eccezione di qualche classico o album che per vari motivi coglie una parte del mio intimo).
Ma anche certe cose sperimentali dell'ambito prog, kraut o elettronico oggi mi vanno giù agilmente...è difficile che possa rimanere spiazzato o ravvisare difficoltà d'approccio nel mondo dell' "avant-rock", chiamiamolo così. Un "Trout Mask Replica", per parlare di roba che ha fatto "stragi", a me suona come easy listening. Mediamente i più grandi compositori o jazzisti del novecento raggiungono ben altre "altezze" (neanche il miglior gruppo prog ha fatto con il ritmo quello che ne fece Stravinsky), che rappresentano una vera sfida e per questo risultano sempre stimolanti.
D'altro canto, è chiaro che un ascoltatore che possiede per varie ragioni, interessi, o scelte di gusto, una zona di comfort musicale più ristretta, potrà recepire invece in maniera ostica tutto ciò che esce dal formato canzone più convenzionale. In ogni caso, prescindendo dalla qualità, per me il brit pop sarà sempre facile da digerire, è musica leggera.
Last edited by Scavenger on 31 Dec 2015 20:30, edited 1 time in total.
Re: Blur / Gorillaz
Ma infatti, nel pop, nel rock, semmai devi cercare la poesia e l'intrattenimento entro certi canoni e minuti, non l'ars retorica. Sennò i Dream Theater erano migliori dei Nirvana, Malmsteem migliore di Jimi Hendrix, e non so, Adele migliore di Nico. Invece chiaramente per le sorti del rock, i secondi sono immensamente superiori ai primi.
E la poesia è l'insieme, la sinestesia fra gli strumenti e la voce, e ciò che assieme creano: mettete la voce di Axl Rose nei pezzi di Joy Division... e qualcosa mi sa che cambia.
Nello specifico non si sta dicendo che i Mansun facciano schifo. Possiedo Attack of the Grey Lantern e ascoltai Six. Ora, per quanto più ricercati negli arrangiamenti e magari ok, non un gruppo che si è accontentato di replicare la lezione di altri, se l'obiezione al nostro quesito "i britannici hanno rinnegato i loro classici anni '70?" si chiama Mansun, allora dico pietà: si deve obiettare con nomi più rilevanti. Si parla di nomi come Led Zeppelin, Pink Floyd, Black Sabbath, King Crimson... ma che argomentazione è "sbagliate, ci sono stati i Mansun e i Porcupine Tree".
E inoltre: chi li ascolta i Porcupine Tree e i Mansun in UK??? Nessuno, ve lo dico io. Se forse è esagerato dire che i Led Zeppelin, i Black Sabbath e i King Crimson sono stati rinnegati dagli Inglesi, di sicuro Mansun e Porcupine Tree non se li è proprio filati nessuno. Il successo qualcosa conta nel discorso che stavamo facendo.
L'intervento del nostro follower/lettore non so come chiamarlo Giorgio Ventura
[spoiler]Classifica di alcuni mostri sacri anni '70: vdgg al massimo un disco in top 50 in uk, wyatt mi pare mai, soft machine al massimo in top 200 in USA, brian eno con un solo disco in top 40 in UK, i KC hanno venduto in presa diretta solo coi primi due dischi. Cosa voglio dire? avete citato alcune band sulle quasi si è poi creato un culto nel tempo grazie a mass media e qualità effettiva ed aggregante della loro musica. Purtroppo in tempi recenti è molto più difficile, Il nodo è tutto lì, come avete giustamente detto, nella mancanza di aggregazione, nella mancanza di un nuovo genere che poi diventi culto, di un'etichetta che spinga gente come Toy e Temples, che in presa diretta non hanno venduto tanto meno di alcuni mostri sacri che avete citato. Detto ciò, che gente famosa (Suede, Pulp, Stone Roses) o meno fortunata dal punto di vista commerciale (Twelth Night, Porcupine Tree pur con molti distinguo, visto il sottobosco che hanno generato) non facciano musica complessa o che si rifaccia alla tradizione anni '70 mi sembra una castroneria. Senza scomodare il neo-prog (Marillion e Twelth Night per esempio), avete idea della complessità di un disco dei Mansun o di certo britpop? O andando in tempi più recenti, di Horrors, Mew o Everything Everything? Ovvio, non è più prog puro ma la ricercatezza sonora e compositiva c'è tutta! D'altra parte negli USA non si fanno più dischi Blues...e quindi? Rimanendo oltreoceano, vogliamo dire che gente come Stevens o Father John Misty, che paiono la salvezza della musica mondiale, facciano roba complessa? Insomma la risposta è che gli inglesi NON rinnegano i propri classici, basta accettare che la musica si evolve, che non esistono più aggregazioni "rock" come in passato e che bisogna spesso cercare nel sottobosco. Ah, gli Arctic Monkeys sono forse l'ultima vera band rock inglese ad aver avuto successo vero, ma complessità ed anni '70 sono ben presenti.[/spoiler]
E la poesia è l'insieme, la sinestesia fra gli strumenti e la voce, e ciò che assieme creano: mettete la voce di Axl Rose nei pezzi di Joy Division... e qualcosa mi sa che cambia.
Nello specifico non si sta dicendo che i Mansun facciano schifo. Possiedo Attack of the Grey Lantern e ascoltai Six. Ora, per quanto più ricercati negli arrangiamenti e magari ok, non un gruppo che si è accontentato di replicare la lezione di altri, se l'obiezione al nostro quesito "i britannici hanno rinnegato i loro classici anni '70?" si chiama Mansun, allora dico pietà: si deve obiettare con nomi più rilevanti. Si parla di nomi come Led Zeppelin, Pink Floyd, Black Sabbath, King Crimson... ma che argomentazione è "sbagliate, ci sono stati i Mansun e i Porcupine Tree".
E inoltre: chi li ascolta i Porcupine Tree e i Mansun in UK??? Nessuno, ve lo dico io. Se forse è esagerato dire che i Led Zeppelin, i Black Sabbath e i King Crimson sono stati rinnegati dagli Inglesi, di sicuro Mansun e Porcupine Tree non se li è proprio filati nessuno. Il successo qualcosa conta nel discorso che stavamo facendo.
L'intervento del nostro follower/lettore non so come chiamarlo Giorgio Ventura
[spoiler]Classifica di alcuni mostri sacri anni '70: vdgg al massimo un disco in top 50 in uk, wyatt mi pare mai, soft machine al massimo in top 200 in USA, brian eno con un solo disco in top 40 in UK, i KC hanno venduto in presa diretta solo coi primi due dischi. Cosa voglio dire? avete citato alcune band sulle quasi si è poi creato un culto nel tempo grazie a mass media e qualità effettiva ed aggregante della loro musica. Purtroppo in tempi recenti è molto più difficile, Il nodo è tutto lì, come avete giustamente detto, nella mancanza di aggregazione, nella mancanza di un nuovo genere che poi diventi culto, di un'etichetta che spinga gente come Toy e Temples, che in presa diretta non hanno venduto tanto meno di alcuni mostri sacri che avete citato. Detto ciò, che gente famosa (Suede, Pulp, Stone Roses) o meno fortunata dal punto di vista commerciale (Twelth Night, Porcupine Tree pur con molti distinguo, visto il sottobosco che hanno generato) non facciano musica complessa o che si rifaccia alla tradizione anni '70 mi sembra una castroneria. Senza scomodare il neo-prog (Marillion e Twelth Night per esempio), avete idea della complessità di un disco dei Mansun o di certo britpop? O andando in tempi più recenti, di Horrors, Mew o Everything Everything? Ovvio, non è più prog puro ma la ricercatezza sonora e compositiva c'è tutta! D'altra parte negli USA non si fanno più dischi Blues...e quindi? Rimanendo oltreoceano, vogliamo dire che gente come Stevens o Father John Misty, che paiono la salvezza della musica mondiale, facciano roba complessa? Insomma la risposta è che gli inglesi NON rinnegano i propri classici, basta accettare che la musica si evolve, che non esistono più aggregazioni "rock" come in passato e che bisogna spesso cercare nel sottobosco. Ah, gli Arctic Monkeys sono forse l'ultima vera band rock inglese ad aver avuto successo vero, ma complessità ed anni '70 sono ben presenti.[/spoiler]
Re: Blur / Gorillaz
Sì, sono sostanzialmente in sintonia, poi la poesia io la lascerei da parte, quantomeno nel senso stretto del termine, altrimenti si rischia di confondere un cantautore con Dante Alighieri. E’ vero che l’utilizzo del linguaggio naturale nel testo di una canzone può avere sfumature, connotati poetici e non mancano gli esempi nobilissimi, ma la metodologia e la struttura di una poesia sono altra cosa ancora. Forse è più giusto dire che una canzone rock, nel suo insieme, nella combinazione di voce, parole e sound, può avere una valenza “poetica” nel momento in cui comunica un’estetica, un modo di sentire. Quello che hai scritto tu alla fine.
L’intervento del follower lo avevo letto, che dire...l’utente avrà anche la sua sensibilità e le sue motivazioni ma gli Arctic Monkeys nella risposta finale al quesito proprio non mi convincono...pensavo arrivasse a citare i These New Puritans a un certo punto, che però a me personalmente dicono poco, credo vogliano fare cose più grandi di loro. Se si ricercano l’eredità e lo spirito di certi anni settanta progressivi aggiornati alle sonorità più moderne, ascolterei piuttosto Erpland degli Ozric Tentacles, come già scritto nell’altro topic. Non mi sovvengono altri nomi inglesi sulla stessa falsariga.
Altrimenti, se uno sente la curiosità di uscire dai confini del pop contemporaneo per tastare musica d'arte autentica, capace di inglobare finanche la fisicità della popular music progressiva/psichedelica, dovrebbe rivolgersi a proposte rivoluzionarie come queste, che sono made in Italy al 100% tra l'altro (e che gli inglesi si sognano):
L’intervento del follower lo avevo letto, che dire...l’utente avrà anche la sua sensibilità e le sue motivazioni ma gli Arctic Monkeys nella risposta finale al quesito proprio non mi convincono...pensavo arrivasse a citare i These New Puritans a un certo punto, che però a me personalmente dicono poco, credo vogliano fare cose più grandi di loro. Se si ricercano l’eredità e lo spirito di certi anni settanta progressivi aggiornati alle sonorità più moderne, ascolterei piuttosto Erpland degli Ozric Tentacles, come già scritto nell’altro topic. Non mi sovvengono altri nomi inglesi sulla stessa falsariga.
Altrimenti, se uno sente la curiosità di uscire dai confini del pop contemporaneo per tastare musica d'arte autentica, capace di inglobare finanche la fisicità della popular music progressiva/psichedelica, dovrebbe rivolgersi a proposte rivoluzionarie come queste, che sono made in Italy al 100% tra l'altro (e che gli inglesi si sognano):
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