tool
Re: tool
L unico che potrebbe a un certo punto fermare la macchina è Danny perché quello che fa ogni sera a 63 anni è disumano. Non so come riesca a ricaricarsi per la data successiva, come disse qualcuno di loro non possono pensare di fare dei tour così quando Danny avrà più di 70 anni.
- Tyler Durden
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Re: tool
Concordo con quanto scritto da tutti.
Il Firenze rocks non è nemmeno un festival ma solo una successione di concerti che non c'azzeccano niente l'uno con l'altro in una singola giornata. Per il fan vero dei tool sarebbe persino un'offesa sorbirsi gli struts per una interminabile ora.
A parte ciò, di veri fan dei tool ce n'erano ovviamente tanti, ma proporzionalmente non quanti ne ho visti a Berlino sia due anni fa che la settimana scorsa: lì c'era gente veramente "malata" in trance durante il concerto. Ieri a Firenze invece troppi casinisti che bla bla bla...la solita storia da festivalaccio italiano. Ogni volta è così ma quando tocca ai tool ci si rimane un po' male perché l'aspettativa sarebbe quella di vivere qualcosa al limite del mistico.
In ogni caso l'appagamento per quanto ho visto a Berlino 22 e 24 era tale che ieri ho approcciato tutto con estrema serenità.
Sulla performance concordo con chi ha scritto che questo stato di forma e precisione nella performance (a parte qualche piccola sbavatura di Adam) forse manco nel 2007... Maynard in particolare è diventato impeccabile nel metterci il mestiere dove non arriva più con la voce.
In generale performance di una intensità pazzesca. Valeva veramente la pena esserci. Pure come suoni, infinitamente meglio di Firenze 2019.
In un certo senso ho fatto pure pace col Firenze Rocks ieri sera, ci hanno pensato quei 4 lì con un live che seppur più breve delle altre date europee ha spazzato via tutto.
Mi sa tanto che se non tirano fuori un album entro i prossimi 2 anni massimo, e poi partono immediatamente in tour, per noi in Europa è finita qua. Cioè, possono fare quel che vogliono, ma anagraficamente e fisicamente questo tipo di show non sarà più sostenibile fra poco (per Danny in particolare).
Vedremo. Penso che comunque anche i più giovani che non avevano avuto modo di vederli e seguirli 15-20 anni fa, siano stati accontentati in questi ultimi 5 anni fra Firenze e altre date europee. Ieri di under 30 comunque ne ho visti, un po' di passaggio generazionale c'è stato
Il Firenze rocks non è nemmeno un festival ma solo una successione di concerti che non c'azzeccano niente l'uno con l'altro in una singola giornata. Per il fan vero dei tool sarebbe persino un'offesa sorbirsi gli struts per una interminabile ora.
A parte ciò, di veri fan dei tool ce n'erano ovviamente tanti, ma proporzionalmente non quanti ne ho visti a Berlino sia due anni fa che la settimana scorsa: lì c'era gente veramente "malata" in trance durante il concerto. Ieri a Firenze invece troppi casinisti che bla bla bla...la solita storia da festivalaccio italiano. Ogni volta è così ma quando tocca ai tool ci si rimane un po' male perché l'aspettativa sarebbe quella di vivere qualcosa al limite del mistico.
In ogni caso l'appagamento per quanto ho visto a Berlino 22 e 24 era tale che ieri ho approcciato tutto con estrema serenità.
Sulla performance concordo con chi ha scritto che questo stato di forma e precisione nella performance (a parte qualche piccola sbavatura di Adam) forse manco nel 2007... Maynard in particolare è diventato impeccabile nel metterci il mestiere dove non arriva più con la voce.
In generale performance di una intensità pazzesca. Valeva veramente la pena esserci. Pure come suoni, infinitamente meglio di Firenze 2019.
In un certo senso ho fatto pure pace col Firenze Rocks ieri sera, ci hanno pensato quei 4 lì con un live che seppur più breve delle altre date europee ha spazzato via tutto.
Mi sa tanto che se non tirano fuori un album entro i prossimi 2 anni massimo, e poi partono immediatamente in tour, per noi in Europa è finita qua. Cioè, possono fare quel che vogliono, ma anagraficamente e fisicamente questo tipo di show non sarà più sostenibile fra poco (per Danny in particolare).
Vedremo. Penso che comunque anche i più giovani che non avevano avuto modo di vederli e seguirli 15-20 anni fa, siano stati accontentati in questi ultimi 5 anni fra Firenze e altre date europee. Ieri di under 30 comunque ne ho visti, un po' di passaggio generazionale c'è stato
Re: tool
Grande Marpa, bentornato
-
LaJoneserìa
- Salon des Refusés
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- Joined: 19 Jan 2009 22:52
Re: tool
Sono felice che ve li siate goduti alla grande ma al tempo stesso confortato dalle altre considerazioni di corredo che mi hanno spinto ad andare a vederli all'estero. Forse con loro sono malato ma per me il contesto è importante come la performance. Oltre al dover stare sotto al sole e pensare come non farsela addosso, mi infastidiscono chiacchiericci, singalong, mani alzate per fare video, spintarelle: durante un concerto dei Tool sono sacrilegio per me e forse sono così stupido da farmi andare di traverso tutto il concetto. Questo è successo nel 2019 e per fortuna ad Amsterdam non c'era nulla di tutto ciò, anzi.
Concordo con la considerazione di AFX: sono già passati 5 anni da Fear Inoculum. All'epoca di 10.000 Days sembrava un'attesa infinita, oggi è normale.
Considerando i loro tempi e che Danny va in tour con i Beat in autunno, più che un prossimo passaggio dei Tool a breve mi aspetto Maynard che porta in Europa il Sessanta Tour: di solito in autunno va sempre in tour.
Concordo con la considerazione di AFX: sono già passati 5 anni da Fear Inoculum. All'epoca di 10.000 Days sembrava un'attesa infinita, oggi è normale.
Considerando i loro tempi e che Danny va in tour con i Beat in autunno, più che un prossimo passaggio dei Tool a breve mi aspetto Maynard che porta in Europa il Sessanta Tour: di solito in autunno va sempre in tour.
- Messer Dino Compagni
- Posts: 2809
- Joined: 08 Sep 2014 13:52
Re: tool
Credo sia determinato anche dal fatto che il tempo ora passa ad una velocità diversa per via degli impegni di vita. Una volta significava proprio "aspettare cinque anni mese per mese". In ogni caso 3 anni da oggi é già utopistico se ci mettono 8 mesi a registrare e produrre.
Ruin has come not in fire nor in ashen rain
Only in turgid silence, hangin', flayed.
Try to lull us in before the havoc begins into a dubious state of serenity
Acting all surprised when you're caught in the lie
It's not unlike you
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- Tyler Durden
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- Joined: 15 Jan 2009 11:28
Re: tool
Se dev'essere un disco fatto di tante "Descending": preferisco di no.
Intendiamoci, Descending non è un brano brutto, e live è molto efficace fra l'altro; però per me c'è troppo manierismo, troppo mestiere, pilota automatico, minestra riscaldata. Non rilancia niente. IMHO
Al contrario un altro disco che osa qualcosa senza per forza stravolgere, come fatto con Pneuma o 7empest, che sono ulteriori tasselli del percorso TOOL, lo gradirei.
Onestamente a questo punto della carriera ho un po' paura di ritrovarmi poi a dire "potevano anche fermarsi prima"... come successo con gli APC. Anche se ovviamente son due contesti completamente diversi.
Quindi alla fine ho risposto a metà...
Re: tool
Nelle interviste qualcuno di loro ha parlato di canzoni brevi e dirette alla Undertow.
Devo dire che mi piacerebbe molto, vorrebbe dire per ognuno di loro abbassare il proprio ego senza avere la pretesa di inserire tutto quello che scrivono, che poi porta a tante canzoni da 10 minuti e più.
Si è parlato di mediazioni tra le varie personalità, immagino Adam e Danny poichè nessuno dei due voleva rinunciare ai propri spazi, forse dopo 13 anni ci poteva stare di voler mettere tutto nel disco, per esprimersi.
C'è un rischio in una collezione di canzoni entro i 5-6 minuti senza le sperimentazioni e allungamenti vari che compongono di solito, che se il riff o il ritornello non sono The Pot o Stinkfist cadi nel baratro. Io penso che le varie sezioni strumentali di FI aiutino a creare un climax nel pezzo che cmq porta a casa il risultato, davanti a certi momenti di Adam o Danny che durano minuti vieni sempre inebriato.
Canzoni dirette e brevi li metterebbero un pò a nudo, e anche Maynard sarebbe chiamato a un ruolo primario, servirebbero grandi melodie, molte parole, e grandi testi.
Abbiamo visto con gli APC che se poi lo scheletro del pezzo non è eccezionale non ne viene fuori niente di memorabile.
Ma se devo pensare ad altre 4-5 canzoni di 12 minuti non è che sia entusiasta, voglio 10-12 pezzi intensi.
Danny a gennaio:
“Our filter system is pretty intense. If it gets by the four of us in the band, then we figure it’s going to work. It’s a really painstaking process that we go through to finish [an album], and get it where we are all completely convicted. It pays off in the long run because we never really get tired of performing our songs. It gives rise to a vehicle that we can all believe in.”
The potential direction of it remains undecided as well, as Carey stated, “Who knows? It could flip-flop and we could just go back to doing an ‘Undertow” [type of] record. That’s kind of appealing to me. I always like change, whatever direction it goes.”
Devo dire che mi piacerebbe molto, vorrebbe dire per ognuno di loro abbassare il proprio ego senza avere la pretesa di inserire tutto quello che scrivono, che poi porta a tante canzoni da 10 minuti e più.
Si è parlato di mediazioni tra le varie personalità, immagino Adam e Danny poichè nessuno dei due voleva rinunciare ai propri spazi, forse dopo 13 anni ci poteva stare di voler mettere tutto nel disco, per esprimersi.
C'è un rischio in una collezione di canzoni entro i 5-6 minuti senza le sperimentazioni e allungamenti vari che compongono di solito, che se il riff o il ritornello non sono The Pot o Stinkfist cadi nel baratro. Io penso che le varie sezioni strumentali di FI aiutino a creare un climax nel pezzo che cmq porta a casa il risultato, davanti a certi momenti di Adam o Danny che durano minuti vieni sempre inebriato.
Canzoni dirette e brevi li metterebbero un pò a nudo, e anche Maynard sarebbe chiamato a un ruolo primario, servirebbero grandi melodie, molte parole, e grandi testi.
Abbiamo visto con gli APC che se poi lo scheletro del pezzo non è eccezionale non ne viene fuori niente di memorabile.
Ma se devo pensare ad altre 4-5 canzoni di 12 minuti non è che sia entusiasta, voglio 10-12 pezzi intensi.
Danny a gennaio:
“Our filter system is pretty intense. If it gets by the four of us in the band, then we figure it’s going to work. It’s a really painstaking process that we go through to finish [an album], and get it where we are all completely convicted. It pays off in the long run because we never really get tired of performing our songs. It gives rise to a vehicle that we can all believe in.”
The potential direction of it remains undecided as well, as Carey stated, “Who knows? It could flip-flop and we could just go back to doing an ‘Undertow” [type of] record. That’s kind of appealing to me. I always like change, whatever direction it goes.”
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