Stanley Kubrick

... e tutto ciò che è cultura (o quasi)
User avatar
absent friend
Moderatore Globale
Posts: 4480
Joined: 03 Jan 2009 12:34

Re: Stanley Kubrick

Post by absent friend » 02 Mar 2011 01:11

A me non piace 2001 per tantissimi motivi. Qualcuno prima mi spiega il valore del film senza toccare il suo valore semplicemente estetico (bellissime scene, musica, bla) e mi fa sentire ignorante e sacrilego e worthless e sporco?
Visione, una distanza ci divide
rym last.fm anobii blog

User avatar
Pilgrim
Moderatore Globale
Posts: 7075
Joined: 02 Jan 2009 22:33

Re: Stanley Kubrick

Post by Pilgrim » 02 Mar 2011 02:17

absent friend wrote:A me non piace 2001 per tantissimi motivi. Qualcuno prima mi spiega il valore del film senza toccare il suo valore semplicemente estetico (bellissime scene, musica, bla) e mi fa sentire ignorante e sacrilego e worthless e sporco?
[spoiler][/spoiler]

ritirasubbitoquellochehaidettomarrano! :D
"Stanco dell'infinitamente piccolo e dell'infinitamente grande,lo scienziato si dedicò all'infinitamente medio."
DYR
DYR Facebook
DYR Twitter Me su lastfm
il famigerato 3rd eye forum

User avatar
absent friend
Moderatore Globale
Posts: 4480
Joined: 03 Jan 2009 12:34

Re: Stanley Kubrick

Post by absent friend » 02 Mar 2011 10:38

dando occhiate in giro non sono l'unico, dai. :D Alcuni critici lo bocciano in toto, addirittura.
Visivamente bello (inquadrature, scenografia, bla), colonna sonora incredibile, l'insieme delle due lo fa capolavoro. E ok.

Ma sinceramente:
Il suo motivo d'essere non è la bellezza. Non è fatto per la propria estetica, anche se alcune inquadrature sono così interminabili da far pensare ad una frisa di solipsismo.
Dice che vuole trattare di grandi temi. In realtà non ne tratta mezzo. Con l'occhio contemporaneo quel film non parla di nulla. L' I.A. non pone il problema della sua artificialità, ma del "ora il protagonista come farà?", tipico del thriller. Risposta semplice: staccherà la spina dopo 20 minuti di film.
Le grandi questioni sull'universo quali sono? L'origine? La fine? Il fatto che sia enorme? No non li pone questi interrogativi.
La problematica dell'extraterrestre? Non esiste. Il suo monolite? Ignoto. Ovunque sia provoca danno. Non si sa altro.
L'Odissea che cosa riguarda? Il viaggio pieno di difficoltà di david. Itaca però è un viaggio psichedelico che si conclude con lo starchild.
Mbé?
MBÈ?
MBÈ?
Visione, una distanza ci divide
rym last.fm anobii blog

User avatar
absent friend
Moderatore Globale
Posts: 4480
Joined: 03 Jan 2009 12:34

Re: Stanley Kubrick

Post by absent friend » 02 Mar 2011 10:41

che poi io di suo non è che abbia visto niente, anzi. Infatti non riesco a inserire questo film nella sua filmografia.
Visione, una distanza ci divide
rym last.fm anobii blog

User avatar
Pilgrim
Moderatore Globale
Posts: 7075
Joined: 02 Jan 2009 22:33

Re: Stanley Kubrick

Post by Pilgrim » 02 Mar 2011 13:13

quando c'ho un attimo argomento, ma secondo me risponde a tante delle domande che hai posto qua sopra.
"Stanco dell'infinitamente piccolo e dell'infinitamente grande,lo scienziato si dedicò all'infinitamente medio."
DYR
DYR Facebook
DYR Twitter Me su lastfm
il famigerato 3rd eye forum

User avatar
Kqueg
Posts: 364
Joined: 24 Dec 2010 19:03
Location: torino
Contact:

Re: Stanley Kubrick

Post by Kqueg » 04 Mar 2011 12:26

Si ci vorrebbe tempo in effetti...

Io dico solo che 2001 fu fatto nel 1968...Va bene che non ha uno snodo narrativo particolarmente complicato ma pensare a quelli effetti speciali,la navicella, e quasi ogni inquadratura, concepiti più di 40 anni fà a me fà impressione...

Insomma ci ha lasciato troppo presto SK... ogni suo film fà discutere ma non si può non apprezzarne l'approccio e le innovazioni presenti...

User avatar
Decades
Amministratore
Posts: 16219
Joined: 02 Jan 2009 22:21
Contact:

Re: Stanley Kubrick

Post by Decades » 04 Mar 2011 15:38

Beh intanto non penso si possa mettere da parte l'estetica, visto che stiamo parlando di un film.
Per quanto riguarda una possibile interpretazione che avevo trovato interessante, una volta avevo visto questo http://www.kubrick2001.com/
Image

User avatar
Pilgrim
Moderatore Globale
Posts: 7075
Joined: 02 Jan 2009 22:33

Re: Stanley Kubrick

Post by Pilgrim » 06 Mar 2011 14:02

absent friend wrote: Il suo motivo d'essere non è la bellezza. Non è fatto per la propria estetica, anche se alcune inquadrature sono così interminabili da far pensare ad una frisa di solipsismo.
Dice che vuole trattare di grandi temi. In realtà non ne tratta mezzo. Con l'occhio contemporaneo quel film non parla di nulla. L' I.A. non pone il problema della sua artificialità, ma del "ora il protagonista come farà?", tipico del thriller. Risposta semplice: staccherà la spina dopo 20 minuti di film.
Le grandi questioni sull'universo quali sono? L'origine? La fine? Il fatto che sia enorme? No non li pone questi interrogativi.
La problematica dell'extraterrestre? Non esiste. Il suo monolite? Ignoto. Ovunque sia provoca danno. Non si sa altro.
L'Odissea che cosa riguarda? Il viaggio pieno di difficoltà di david. Itaca però è un viaggio psichedelico che si conclude con lo starchild.
premetto di non essere un critico cinematografico, nel senso che mi piace vedere film e capirci, ma non ho tutti gli strumenti per farlo, non ho una cultura così estesa, avendo grosse lacune che cerco sempre di colmare ma piano piano. quindi posso sembrare anche banale in certe argomentazioni, non lo so.

però.

su Kubrick sono un chirurgo, ho visto tutto il vedibile a ripetizione, so tutti i film a memoria, ho visto le mostre fotografiche di opere giovanili, ho visto le mostre dedicate al regista e alle memorabilia che lo hanno circondato negli anni, letto saggi (quello di Ghezzi del 78 è uno dei più quotati anche a livello internazionale). sono un fissato, insomma :D

come diceva Decades, in Kubrick non si può mai mettere da parte l'estetica. è parte integrante del discorso comunicativo. e 2001 è il film in cui si "idealizza" quasi l'estetica. Ma hai ragione quando dici "Non è fatto per la propria estetica", perché non vuole essere solo estetica. Ma pensa anche a tutti gli altri film di Kubrick. non ce n'è uno in cui l'estetica e la fotografia (verso cui Kubrick che nasce fotografo ha un'attenzione mostruosa) non siano fondamentali.
Le inquadrature interminabili fanno parte del discorso estremamente complesso e pretenzioso del voler raccontare la "Storia dell'Uomo", mica cazzi.
l'insistere su certi soggetti, certe scene, è sempre funzionale alla scena. mi viene in mente quella interminabile del respiro durante la passeggiata spaziale, in cui c'è il senso di oppressione e di vuoto dato dallo stacco dei suoni fra spazio (silenzio assoluto fuori dove nn c'è atmosfera nn si propagano i suoni, respiro dentro il casco dell'astronauta) e interno dell'astronave (rumori di macchine e strumenti).

Nei suoi 13 lungometraggi in 46 anni di carriera, non ce n'è uno che non abbia un senso definitivo e che analizzi un genere diverso in maniera magistrale. I thriller, le commedie, i film storici, i film di guerra, i drammatici veri e propri, e quindi mancherebbe un film di fantascienza. E per me è forse il suo picco assoluto, pensa un po ;)

è un film lento, lentissimo a tratti. 2h38m dove credo una mezzoretta in totale siano i dialoghi, mentre il resto sono immagini e suoni. è una cosa che spaventa tutti, io ho costretto nn so quante persone a vederlo con me, quasi in un rituale che segue regole stabilite, premettendo che "è un film lento, e se non sei nel mood giusto, bla bla bla". finora ho riscontrato solo successi :)

ma per me fu una vera e propria illuminazione. il film con cui conobbi kubrick e per il quale me ne innamorai perdutamente. i motivi furono vari, ma forse anche il contesto in cui lo vidi per la prima volta, in preda a una mezza crisi esistenziale "spirituale", contribuì a farmi entrare nelle tematiche del film in maniera molto approfondita [spoiler]ora, qui lo dico e qui lo nego, fino a 18 anni ero un educatore di azione cattolica, poi passato alla miscredenza, dopo un percorso abbastanza travagliato. ma come diceva il profeta Zacarías Manuel de la Rocha da Long Beach "Know your enemy" :D[/spoiler]
Dice che vuole trattare di grandi temi. In realtà non ne tratta mezzo. Con l'occhio contemporaneo quel film non parla di nulla.L' I.A. non pone il problema della sua artificialità, ma del "ora il protagonista come farà?", tipico del thriller.
FALSISSIMO :D
non è vero affatto, anzi, secondo me è il cardine del film, e riesce ad essere completamente privo di suspance tipica del thriller e invece piena di riferimenti a tematiche attualissime. Eravamo nel '68 e il tema della tecnologia era in via di sviluppo, la conquista della luna ancora non era arrivata, ma era nell'aria (e ancora c'è chi dice che non ci siamo mai stati lassù, ma ci avrebbe messo le mano kubrick :D ). la capacità dei calcolatori artificiali era ancora in fase preistorica, eppure tuttora stiamo a dibattere sull'I.A. e sulle sue potenziailità e pericoli.

non sto a mettermi a fare discorsi metaforici e simbolici che sono stati sviscerati da mezzo mondo (e qui ne riassumono un po') né del parallelismo fra libro e film (caso anomalissimo di libro scritto in contemporanea alla sceneggiatura, e ne differisce per punti fondamentali, come ad esempio l'esplicitazione di certe tematiche che kubrick lascia deliberatamente non spiegate). Caso non troppo particolare poi, perché le sceneggiature dei film di Kubrick di solito vengono prese da libri e reinterpretati dal regista in maniera molto personale, e spesso differiscono non poco come punti di vista su momenti fondamentali della storia.

però sinceramente di temi trattati ne ho trovati a bizzeffe. a tonnellate proprio. Quando ho cominciato a vedere per la prima volta le facce e i visi quasi umanizzati nelle astronavi che kubrick faceva ballare nello spazio a ritmo del valzer di Strauss stavo quasi piangendo. L'osso che diventa astronave, il semplicissimo cacciavite, l'arnese primitivo che stacca la spina al calcolatore più all'avanguardia del momento,
ma come innumerevoli altri frammenti.
La problematica dell'extraterrestre? Non esiste. Il suo monolite? Ignoto. Ovunque sia provoca danno. Non si sa altro.
L'Odissea che cosa riguarda? Il viaggio pieno di difficoltà di david. Itaca però è un viaggio psichedelico che si conclude con lo starchild.
questa è una minimizzazione che da te non mi sarei mai aspettato mio caro abstent! :P
il monolite fa capolino nei momenti più importanti della storia, e da sempre il la per lo step successivo.
lo starchild è il punto di arrivo di un viaggio che fila benissimo in ottica omerica a mio avviso.
la serie di inquadrature nella stanza finale è da manuale.
boh, sinceramente, può non piacere come tutte le cose di questo mondo, ma non penso si possa dire che sia "banale" in nessuna delle sue parti.

poi come disse kubrick
You're free to speculate as you wish about the philosophical and allegorical meaning of the film—and such speculation is one indication that it has succeeded in gripping the audience at a deep level—but I don't want to spell out a verbal road map for 2001 that every viewer will feel obligated to pursue or else fear he's missed the point.
e quindi ognuno può trovarci quello che vuole lì dentro, dal filmetto al capolavoro. l'importante secondo me è non banalizzarlo, perché proprio non ne vedo il modo.
Last edited by Pilgrim on 06 Mar 2011 14:04, edited 1 time in total.
"Stanco dell'infinitamente piccolo e dell'infinitamente grande,lo scienziato si dedicò all'infinitamente medio."
DYR
DYR Facebook
DYR Twitter Me su lastfm
il famigerato 3rd eye forum

User avatar
absent friend
Moderatore Globale
Posts: 4480
Joined: 03 Jan 2009 12:34

Re: Stanley Kubrick

Post by absent friend » 06 Mar 2011 15:18

Riguardo al valore estetico. Non l'ho messo da parte, anzi. Dico: non consideriamolo, è evidente. Scene bellissime, musiche perfette e sinergia tra le due incredibile. Ok. È evidente. Brilla al buio.[spoiler]Se c'è un problema in questa visione non è certo la lentezza, quanto la SUA lentezza. Non ho nessun problema con la mancanza di azione. Altrimenti ciao Ozu, ciao Kurosawa, ecc. La mancanza d'azione può semplicemente esserci per una sua funzione o per il suo valore estetico, e questa cosa c'è molto in 2001 (non puoi dire che tutte le scene siano significative). Forse troppo, forse indugia troppo nell'eccezionalità degli effetti speciali. Ma non è questo che mi turba. Anzi potrei non citarlo nemmeno. Tiè lo spoiler.[/spoiler]

C'è dell'altro. C'è dell'altro perché Kubrick ce l'ha messo, non perché ne senta io il bisogno. Non ha (solo) girato un quadro in movimento, ma ha (anche) narrato una o più storie. E nella narrazione di queste storie ha voluto toccare temi che secondo me sono trattati in modo grossolano.
però sinceramente di temi trattati ne ho trovati a bizzeffe. a tonnellate proprio. Quando ho cominciato a vedere per la prima volta le facce e i visi quasi umanizzati nelle astronavi che kubrick faceva ballare nello spazio a ritmo del valzer di Strauss stavo quasi piangendo. L'osso che diventa astronave, il semplicissimo cacciavite, l'arnese primitivo che stacca la spina al calcolatore più all'avanguardia del momento,
ma come innumerevoli altri frammenti.
Quelli che citi non sono temi ma scene memorabili. Il cinema di oggi non sarebbe lo stesso senza momenti del genere, tanto quanto quelli di Metropolis di Lang. Su questo non si discute.
I temi sono abbozzati, ma in modo tale da non aprire uno spettro di problematiche. Non vogliono, o non riescono, ad imboccare lo spettatore perché abbozzano ma non suggeriscono.

La macchina che finalmente prova un senso di autoconservazione. Perché? Mah. Mbé?
La macchina gemella a terra che sembra funzionare perfettamente, senza empatia per il proprio simile. Perché? Mah. Mbé?
L'esistenza extraterrestre. Chi é? Cosa trasmette? Cosa significa il viaggio psichedelico? Cosa significa la magione del finale? Che rapporto c'è con la rinascita? Perché c'è un pupo nello spazio? Perché ce n'è uno solo?
Non sono domande su cui viene voglia di ponderare, perché non c'è un sostrato che faccia riflettere sulle possibili risposte. Le risposte sono infinite perché è un film fuori di testa che pone un cubo di rubik irrisolto e poi se ne va. Il dettaglio più rilevante per me è che Kubrick evidentemente pensava che un mezzo secolo dopo non si sarebbe risolta la guerra fredda (non è uno sbeffeggio inutile e infantile. è solo una mia lettura.)
Io sono rimasto con sto cubo colorato in mano, senza avere un motivo per risolverlo. Mbé? Anzi, c'ho pure la coscienza dell'impossibilità della sua soluzione. E allora vaffanculo :D

Un esempio, forse.
Quadro: Contadini, arsura, lavoro, lavoro di squadra. In lontananza una ragazza arriva vestita bene. Parto col il pensiero suggeritomi sulla durezza del lavoro, sul valore della festa, sull'eros blah blah.

Film: tantissimi corti senza capo né coda. Gente che fa cose ordinarie. Così inizia il film. Così finisce. Parto con la riflessione sulla società e sulla bellezza di alcune piccole cose. Bon. Oppure, non avendo suggerito niente di niente, rifletto sulle cose mie. Grazie al film. Oppure ancora era un insieme di belle immagini, come un documentario tipo microcosmos. Ok.

Film: l'alba dell'uomo. scimmie. ecc. ecc. un feto gigante attorno alla Terra. Mi alzo e me ne vado. Non puoi rifletterci su: non c'è verosimiglianza, non c'è critica sociale, non c'è accenno a teologia, non c'è accenno alla fantascienza vera e propria (che esisteva ben prima di Kubrick, bisogna ammetterlo).
niente
di
niente.

E allora fai un lunghissimo videoclip no?
Visione, una distanza ci divide
rym last.fm anobii blog

User avatar
Pilgrim
Moderatore Globale
Posts: 7075
Joined: 02 Jan 2009 22:33

Re: Stanley Kubrick

Post by Pilgrim » 06 Mar 2011 16:40

mi costringi al temutissimo multi-quote (sembra una mossa dei pokemon)! marrano! :P
absent friend wrote: C'è dell'altro. C'è dell'altro perché Kubrick ce l'ha messo, non perché ne senta io il bisogno. Non ha (solo) girato un quadro in movimento, ma ha (anche) narrato una o più storie. E nella narrazione di queste storie ha voluto toccare temi che secondo me sono trattati in modo grossolano.
ma infatti secondo me non è la sola estetica, che non si discute e vabè. è proprio la narrazione che mi ha affascinato estremamente e profondamente.

mi spiego.

io faccio lo scienziato nella vita, e come tale tendo ad essere sempre, e comunque ogni volta possibile, estremamente razionale.
[spoiler](e anche in questo tendo a trovare alcune ragioni della mia miscredenza, perché avere fede, secondo me rimane incompatibile con la logica scientista, al di là della semplice contraddizione del creazionismo.)[/spoiler]
la sensazione che ho avuto alla fine del film la prima volta, è stata di un appagamento mostruoso perché finalmente qualcuno stava esponendo in maniera semplice, ma non banale, quello che io e una categoria di uomini di scienza hanno sempre sostenuto. ovvero che l'evoluzione è frutto di miliardi di anni di cambiamenti spinti dalla selezione e bla bla bla, ma che al tempo stesso non sopisce il desiderio di spiritualità che l'essere umano cela dietro a quella che tante religioni nel mondo chiamano "anima".

leggiti il libro che Clarke ha scritto mentre stendevano la sceneggiatura, troverai soddisfazione secondo me. le critiche che poni a questa narrazione vengono efficacemente risolte in quel contesto. e ti ricordo che il libro è uscito dopo il film, e lo stesso Clarke ebbe a dire di quanto fosse stato influente la visione kubrickiana della storia. quello che non trovi tu in questo stile narrativo, forse non tocca la tua sensibilità, e su questo uno non può sindacare.
absent wrote:Quelli che citi non sono temi ma scene memorabili. Il cinema di oggi non sarebbe lo stesso senza momenti del genere, tanto quanto quelli di Metropolis di Lang. Su questo non si discute.
I temi sono abbozzati, ma in modo tale da non aprire uno spettro di problematiche. Non vogliono, o non riescono, ad imboccare lo spettatore perché abbozzano ma non suggeriscono.
si, infatti i temi sono altri. e alcuni li avevo citati poco sopra, ovvero:
Pilgrim wrote:l'I.A. è il cardine del film, e riesce ad essere completamente privo di suspance tipica del thriller e invece piena di riferimenti a tematiche attualissime. Eravamo nel '68 e il tema della tecnologia era in via di sviluppo, la conquista della luna ancora non era arrivata, ma era nell'aria (e ancora c'è chi dice che non ci siamo mai stati lassù, ma ci avrebbe messo le mano kubrick ). la capacità dei calcolatori artificiali era ancora in fase preistorica, eppure tuttora stiamo a dibattere sull'I.A. e sulle sue potenziailità e pericoli.
aggiungici tutta la spiritualità, che spiegavo poco sopra, che c'è dietro al plot (o almeno che io ci ho trovato). unire l'evoluzione da scimmia a essere complesso e in grado di creare l'I.A. tramite espedienti metafisici che comportano la comparsa di entità "superiori" ed "esterne".
La macchina che finalmente prova un senso di autoconservazione. Perché? Mah. Mbé?
La macchina gemella a terra che sembra funzionare perfettamente, senza empatia per il proprio simile. Perché? Mah. Mbé?
L'esistenza extraterrestre. Chi é? Cosa trasmette? Cosa significa il viaggio psichedelico? Cosa significa la magione del finale? Che rapporto c'è con la rinascita? Perché c'è un pupo nello spazio? Perché ce n'è uno solo?
Non sono domande su cui viene voglia di ponderare, perché non c'è un sostrato che faccia riflettere sulle possibili risposte.
ma ti assicuro che invece per me è stato l'esatto contrario. ovvero, penso di avere trovato risposte a queste domande che viene voglia di ponderare, e l'ho fatto quasi esclamando "eureka!".
Film: l'alba dell'uomo. scimmie. ecc. ecc. un feto gigante attorno alla Terra. Mi alzo e me ne vado. Non puoi rifletterci su: non c'è verosimiglianza, non c'è critica sociale, non c'è accenno a teologia, non c'è accenno alla fantascienza vera e propria (che esisteva ben prima di Kubrick, bisogna ammetterlo).
niente
di
niente.

E allora fai un lunghissimo videoclip no?
niente dai, la pensiamo proprio diversamente su questo punto. io ci ho perso tempo su tempo a riflettere sopra e non ho mai smesso :D
ci vedo sia la critica sociale (ma che diavolo stiamo combinando, se abbiamo dovuto ri-imparare a pisciare nello spazio?), la teologia (vedi sopra) e la fantascienza.
magari sarà che siamo su due piani di formazione diversi, la mia prettamente scientifica, la tua umanistica e quindi più abituata a trattare certi temi.
magari sono io che mi esalto con cose che non ne valgono la pena, non lo so.
"Stanco dell'infinitamente piccolo e dell'infinitamente grande,lo scienziato si dedicò all'infinitamente medio."
DYR
DYR Facebook
DYR Twitter Me su lastfm
il famigerato 3rd eye forum

Post Reply

Who is online

Users browsing this forum: No registered users and 15 guests