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by The Sheltering Sky » 29 Oct 2021 10:09
Ho dato un ascolto completo. L’impressione è molto positiva. Qualitativamente e non stilisticamente è quanto di più vicino ai primi lavori. Superato il pregiudizio nei loro confronti in seguito alla svolta melodica intrapresa con Crack The Skye e accentuata su The Hunter si rivela un disco ben fatto e soprattutto a tratti imprevedibile. Questo era l’aspettò che più mi era mancato negli ultimi lavori in studio dove si prevedeva esattamente lo sviluppo dei brani. La dinamica all’interno della band è nuovamente tangibile e i suoni sono veramente ben riusciti merito a un produttore finalmente di rilievo. Abbiamo un Brent più chitarrista rispetto agli ultimi lavori: canta su soli due brani e il primo di questi spero sia la direzione che voglia intraprendere per un ideale seguito di Cold Dark Place. Banalizzando molto la proposta musicale scriverei che è un album per i fan di Ghost of Karelia. Fa piacere risentire un Troy così presente affiancato da un Brann fresco ed ispirato. Potrebbe essere il colpo di coda che chiedevamo, ma scordatevi le atmosfere di Remission. In voti per la media del sito mi sembra un 75/80, ma non penso crescerà oltre per un ascoltatore navigato. Nei prossimi giorni, tolte alcune rogne, potrei dare ulteriori ascolti e scriverne qualcosa di più compiuto.
Edit: Non che la musica sia una gara, ma l’assolo di Kim è senza dubbio il migliore del disco.