Oggi ho riascoltato tre dischi diversi ma tutti e tre sempre piacevoli:
1. No Joy - Wait To Pleasure

Un album che ho acquistato da poco, per capire visto tutto il movimento di MBV e Slowdive che cosa stesse succedendo sul panorama shoegaze contemporaneo vero e proprio (allo stesso proposito presto sentirò anche RevRevRev e Guilty of Everything). Sono rimato piacevolmente soddisfatto. Un wall of sound degno di assoluto rispetto, melodie sempre accattivanti, e giochi di distorsione e riverbero del tutto genuini nel loro alternativo rimbalzare melodico o graffiare sconsiderato. Shoegaze abbastanza classico, specie nelle ritmiche, ma non privo di piccole innovazioni e comunque apprezzabile da cima a fondo. I No Joy entrano a pieno merito tra i miei ascolti preferiti.
2. EELS - Daisies Of The Galaxy

Uno dei più vecchi degli Eels, che nonostante le buone prove degli ultimi anni restano una spanna sopra, anche rispetto all'entusiasmante Wonderful, Glorious. Un album molto semplice, la cui voluta ingenuità è un pregio che pochi sanno conferire alla musica senza farla diventare banale e scontata. Per una persona con una serie di ascolti veri e propri, un album come questo, dovrebbe essere solo un qualche cosa di eternamente già sentito: e invece no. C'è sempre un intelligente qualcosa di più negli orecchiabili pezzettini di due minuti di Mr. E. Album piacevolissimo e che non stanca mai.
3. EELS - Souljacker

Un album dove gli Eels dimostrano e confermano di essere in grado di portare la loro freschezza verso nuovi orizzonti sonori, ma senza dimenticare le grandi lezioni di Electro Shock Blues e Beautiful Freak. Il sound diventa a tratti più rozzo, di scuola rock vecchio stile (come nella titletrack, in Dog Faced Boy, Jungle Telegraph, What is this note), ma non mancano gli accattivanti pezzi più propiamente pop (Fresh Feeling e Friendly Ghost) e le inversioni di marcia verso piattaforme sonore semovibili e inaspettate, in una fusion di elementi lontani e contrastanti (That's Not really funny, Teenage Witch). Insomma, un album estremamente vario, ma che ha di più il salto verso pezzi più carichi e movimentati, con il risultato di un sapiente alternarsi di momenti e stili diversi, ma non slegati, pur nella propria autonomia. Ciò che ne emerge è un ascolto,in una parola, divertente. Il che è da sempre la caratteristica migliore e fondamentale degli Eels, e il motivo per cui spesso li ritiro fuori.