Politica Internazionale
Re: Politica Internazionale
Andava fatto prima. Però andava fatto. Non solo non può essere un interlocutore Gheddafi, ma è un delinquente bugiardo poco più civilizzato di Saddam Hussein. Ahmadinejad è un animale da compagnia a confronto.
Adesso voglio credere che l'Italia si sia parata almeno il culo dalle questioni economiche (il petrolio ok, ma in particolare di Unicredit di cui Gheddafi ha il 2.98% ... non so quanti milioni di euro ma tanti tanti tanti) e dal fatto che poi arrivano i barconi da dividere anche e soprattutto con Francia, UK e paesi europei sparsi.
Adesso voglio credere che l'Italia si sia parata almeno il culo dalle questioni economiche (il petrolio ok, ma in particolare di Unicredit di cui Gheddafi ha il 2.98% ... non so quanti milioni di euro ma tanti tanti tanti) e dal fatto che poi arrivano i barconi da dividere anche e soprattutto con Francia, UK e paesi europei sparsi.
Re: Politica Internazionale
Voltafaccia all’italiana
di Piergiorgio Odifreddi, su Repubblica.it
E’ significativo e appropriato che, nel momento delle celebrazioni dell’Unità d’Italia, gli italiani, o almeno i rappresentanti istituzionali da loro liberamente eletti, soffino sulle candeline della torta confermando una delle nostre doti più caratteristiche: la capacità di fare i peggiori voltafaccia a cuor sereno, adducendo le motivazioni più false.
Il più vergognoso di questi voltafaccia è forse quello nei confronti di Gheddafi e della Libia. Un anno fa abbiamo dovuto assistere all’accoglienza da terzo mondo riservata al colonnello, col quale Berlusconi aveva addirittura firmato un trattato d’amicizia fra i popoli libico e italico. Durante lo scoppio della crisi, silenzio. E ora siamo pronti non solo ad assistere silenti all’invasione del paese, ma a parteciparvi attivamente, fornendo basi e truppe.
Forse che Gheddafi è diverso oggi, da com’era un anno fa? Ovviamente no. Il voltafaccia ha motivazioni molto terra terra, benchè il ministro della Difesa abbia coraggiosamente assicurato che nelle operazioni i nostri non metteranno piede sull’ex paese amico. Queste motivazioni sono che gli Stati Uniti e la Francia hanno deciso di intervenire, e c’è il rischio che ci sostituiscano nello sfruttamento commerciale del paese.
Naturalmente, le motivazioni di Obama e Sarkozy non sono molto più elevate. In fondo, presiedono entrambi paesi che sono ancora letteralmente coloniali: nel senso di possedere letterali colonie, che vanno da Puerto Rico alla Nuova Caledonia. E si tratta di paesi che hanno sempre avuto interessi in generale nel Nord Africa, e in particolare in Libia: ad esempio, il primo intervento armato che gli Stati Uniti effettuarono al di fuori del continente americano fu appunto un bombardamento su Tripoli, nel … 1804!
Ma restiamo ai nostri voltafaccia. Un altro è seguìto agli incidenti nucleari causati dal terremoto del Giappone. Mentre tutto il mondo faceva un esame di coscienza e meditava sull’energia atomica, il governo italiano continuava a dichiarare imperterrito che avrebbe mantenuto in vita il programma di costruzione delle centrali nucleari. Salvo accorgersi che la cosa poteva danneggiarlo dal punto di vista elettorale, come si è lasciata scappare “fuori onda” l’ineffabile ministro per l’Ambiente. E allora, marcia indietro, senza nessun problema.
Naturalmente, non possiamo dimenticare che è proprio grazie a questa nostra dote naturale che siamo risultati i veri vincitori della Seconda Guerra Mondiale. Gli unici, cioè, che sono sempre stati dalla parte dei vincitori, per tutto il conflitto: prima con l’asse, e poi con gli alleati. All’epoca si diceva che eravamo il doppio di quanti sembravamo, cioè 90 milioni: 45 milioni di fascisti prima della guerra, e 45 milioni di antifascisti dopo.
D’altronde, a proposito di fascisti, cos’altro era il Concordato del 1929, se non un altro storico voltafaccia? Personale, dell’ateo Mussolini. E nazionale, dell’Italia risorgimentale che aveva sconfitto lo Stato Pontificio ed era sorta sulle sue ceneri. Per 68 anni, dal 1861 al 1929, appunto, quell’Italia era rimasta laica e libera, e da un giorno all’altro si era ritrovata clericale e coatta.
Eppure, nelle celebrazioni di questi giorni quell’Italia è assente. Perchè dovunque, in prima fila tra le autorità alle cerimonie, si vedono vescovi e cardinali. Quando non avviene il contrario, e ad essere in prima fila sono invece le autorità alle celebrazioni religiose. Addirittura, il 17 marzo, alla solenne messa celebrata dal Segretario di Stato e conclusa con il canto del Te Deum: che i preti, naturalmente, hanno ragione a cantare, per ringraziare Dio di aver reso così malleabili e generosi i governanti italiani.
Naturalmente, tra i cantanti del coro ce n’erano molti che stavano facendo anch’essi il loro bel voltafaccia. A partire dal presidente della Repubblica, (ex) comunista e ateo come il miglior Togliatti: responsabile, quest’ultimo, dello storico voltafaccia alla Costituente che causò il recepimento del Concordato clerico-fascista nell’articolo 7 della Costituzione laico-repubblicana.
Noi italiani siamo fatti così. E questo ci infonde speranza, perchè presto o tardi faremo un nuovo voltafaccia, e gireremo le spalle anche a Berlusconi. Non si troverà più uno che ammetterà che l’aveva votato, così come una volta non si trovava uno che ammettesse di aver votato la Democrazia Cristiana, che pure era il partito di maggioranza relativa. A festeggiare l’Italia dei voltafaccia, io aspetterò quel momento, anche se sarà ormai troppo tardi per gioire.
di Piergiorgio Odifreddi, su Repubblica.it
E’ significativo e appropriato che, nel momento delle celebrazioni dell’Unità d’Italia, gli italiani, o almeno i rappresentanti istituzionali da loro liberamente eletti, soffino sulle candeline della torta confermando una delle nostre doti più caratteristiche: la capacità di fare i peggiori voltafaccia a cuor sereno, adducendo le motivazioni più false.
Il più vergognoso di questi voltafaccia è forse quello nei confronti di Gheddafi e della Libia. Un anno fa abbiamo dovuto assistere all’accoglienza da terzo mondo riservata al colonnello, col quale Berlusconi aveva addirittura firmato un trattato d’amicizia fra i popoli libico e italico. Durante lo scoppio della crisi, silenzio. E ora siamo pronti non solo ad assistere silenti all’invasione del paese, ma a parteciparvi attivamente, fornendo basi e truppe.
Forse che Gheddafi è diverso oggi, da com’era un anno fa? Ovviamente no. Il voltafaccia ha motivazioni molto terra terra, benchè il ministro della Difesa abbia coraggiosamente assicurato che nelle operazioni i nostri non metteranno piede sull’ex paese amico. Queste motivazioni sono che gli Stati Uniti e la Francia hanno deciso di intervenire, e c’è il rischio che ci sostituiscano nello sfruttamento commerciale del paese.
Naturalmente, le motivazioni di Obama e Sarkozy non sono molto più elevate. In fondo, presiedono entrambi paesi che sono ancora letteralmente coloniali: nel senso di possedere letterali colonie, che vanno da Puerto Rico alla Nuova Caledonia. E si tratta di paesi che hanno sempre avuto interessi in generale nel Nord Africa, e in particolare in Libia: ad esempio, il primo intervento armato che gli Stati Uniti effettuarono al di fuori del continente americano fu appunto un bombardamento su Tripoli, nel … 1804!
Ma restiamo ai nostri voltafaccia. Un altro è seguìto agli incidenti nucleari causati dal terremoto del Giappone. Mentre tutto il mondo faceva un esame di coscienza e meditava sull’energia atomica, il governo italiano continuava a dichiarare imperterrito che avrebbe mantenuto in vita il programma di costruzione delle centrali nucleari. Salvo accorgersi che la cosa poteva danneggiarlo dal punto di vista elettorale, come si è lasciata scappare “fuori onda” l’ineffabile ministro per l’Ambiente. E allora, marcia indietro, senza nessun problema.
Naturalmente, non possiamo dimenticare che è proprio grazie a questa nostra dote naturale che siamo risultati i veri vincitori della Seconda Guerra Mondiale. Gli unici, cioè, che sono sempre stati dalla parte dei vincitori, per tutto il conflitto: prima con l’asse, e poi con gli alleati. All’epoca si diceva che eravamo il doppio di quanti sembravamo, cioè 90 milioni: 45 milioni di fascisti prima della guerra, e 45 milioni di antifascisti dopo.
D’altronde, a proposito di fascisti, cos’altro era il Concordato del 1929, se non un altro storico voltafaccia? Personale, dell’ateo Mussolini. E nazionale, dell’Italia risorgimentale che aveva sconfitto lo Stato Pontificio ed era sorta sulle sue ceneri. Per 68 anni, dal 1861 al 1929, appunto, quell’Italia era rimasta laica e libera, e da un giorno all’altro si era ritrovata clericale e coatta.
Eppure, nelle celebrazioni di questi giorni quell’Italia è assente. Perchè dovunque, in prima fila tra le autorità alle cerimonie, si vedono vescovi e cardinali. Quando non avviene il contrario, e ad essere in prima fila sono invece le autorità alle celebrazioni religiose. Addirittura, il 17 marzo, alla solenne messa celebrata dal Segretario di Stato e conclusa con il canto del Te Deum: che i preti, naturalmente, hanno ragione a cantare, per ringraziare Dio di aver reso così malleabili e generosi i governanti italiani.
Naturalmente, tra i cantanti del coro ce n’erano molti che stavano facendo anch’essi il loro bel voltafaccia. A partire dal presidente della Repubblica, (ex) comunista e ateo come il miglior Togliatti: responsabile, quest’ultimo, dello storico voltafaccia alla Costituente che causò il recepimento del Concordato clerico-fascista nell’articolo 7 della Costituzione laico-repubblicana.
Noi italiani siamo fatti così. E questo ci infonde speranza, perchè presto o tardi faremo un nuovo voltafaccia, e gireremo le spalle anche a Berlusconi. Non si troverà più uno che ammetterà che l’aveva votato, così come una volta non si trovava uno che ammettesse di aver votato la Democrazia Cristiana, che pure era il partito di maggioranza relativa. A festeggiare l’Italia dei voltafaccia, io aspetterò quel momento, anche se sarà ormai troppo tardi per gioire.
Re: Politica Internazionale
[youtube]http://www.repubblica.it/esteri/2011/03 ... ef=HREC1-6[/youtube]
Anche il polmone industriale europeo fa una scelta ecologista.
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Baci scritti non arrivano a destinazione, ma vengono bevuti dai fantasmi lungo il tragitto. Franz Kafka
Fai sempre da sobrio quello che dici di fare quando sei sbronzo. Imparerai a tenere chiusa la bocca. Ernest Hemingway
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Re: Politica Internazionale
"Signori, voi mi potete dire a casa vostra ciò che vi piace"
Re: Politica Internazionale
Ma soprattutto, questi 4 minuti mostrano perché il giornalismo italiano fa schifo. Questa incisività e insistenza nelle domande non riesce ad averle nemmeno un Santoro, per dire. Forse uno come Corradino Mineo sarebbe così aggressivo, e infatti lo lasciano su RaiNews, sempre minacciato nel caso diventi troppo "pericoloso".
Last edited by Enrico_F on 31 Mar 2011 15:13, edited 1 time in total.
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Re: Politica Internazionale
Davvero, hai ragione.
Quello è un giornalista.
E non un giornalista serio o altro: semplicemente, un giornalista.
Noi spesso o quasi sempre abbiamo a che fare con merde, pagliacci, troie.
Quello è un giornalista.
E non un giornalista serio o altro: semplicemente, un giornalista.
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Re: Politica Internazionale
E anche la Finlandia si estremizza.
Finlandia, trionfa la destra euroscettica
"E ora bloccheremo il fondo salva-stati"
I "Veri finlandesi", che contestano gli aiuti a Grecia e Portogallo, balzano al 19%, al livello di conservatori e socialdemocratici. Sprofonda il partito della premier Kiviniemi
http://www.repubblica.it/esteri/2011/04 ... ef=HREC1-1
Finlandia, trionfa la destra euroscettica
"E ora bloccheremo il fondo salva-stati"
I "Veri finlandesi", che contestano gli aiuti a Grecia e Portogallo, balzano al 19%, al livello di conservatori e socialdemocratici. Sprofonda il partito della premier Kiviniemi
http://www.repubblica.it/esteri/2011/04 ... ef=HREC1-1
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Re: Politica Internazionale
Sì, questo scivolamento verso la super-destra è preoccupante:
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Este ... ropa.shtml
Non tutti questi sono così rilevanti in termini elettorali, ma molti sì, e altri sempre di più. La sconfitta della socialdemocrazia in Europa deve far riflettere (tanto più in quella Scandinavia dove la socialdemocrazia moderna è nata), dopo i successi che la stessa ha ottenuto in passato.
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Este ... ropa.shtml
Non tutti questi sono così rilevanti in termini elettorali, ma molti sì, e altri sempre di più. La sconfitta della socialdemocrazia in Europa deve far riflettere (tanto più in quella Scandinavia dove la socialdemocrazia moderna è nata), dopo i successi che la stessa ha ottenuto in passato.
Last edited by Enrico_F on 18 Apr 2011 14:45, edited 1 time in total.
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Re: Politica Internazionale
Ridicolo come non venga messa l'Italia in quella mappa! XD
La Lega è il terzo partito, ed è pure al governo.
PS: stasera al TG1 hanno fatto vedere Wilders, dicendo che ogni sera deve dormire in sicurezza perché altrimenti lo accoppano. Ovviamente avete già capito che non mi dispiacerebbe
La Lega è il terzo partito, ed è pure al governo.
PS: stasera al TG1 hanno fatto vedere Wilders, dicendo che ogni sera deve dormire in sicurezza perché altrimenti lo accoppano. Ovviamente avete già capito che non mi dispiacerebbe
Last edited by :adamasio: on 18 Apr 2011 21:08, edited 1 time in total.
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