Scrittori statunitensi

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end
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Re: Scrittori statunitensi

Post by end » 15 Mar 2009 19:33

unknownpleasure wrote:Io ne approfitto per citare il mio scrittore preferito; è americano ed è piuttosto famoso:
Philip K. Dick

Per chi non lo conoscesse, non posso far a meno di consigliare (almeno) la lettura di Ubik e Le tre stimmate di Palmer Eldricht, romanzi allucinati, in bilico tra realtà e sogno, fantascienza e post-moderno, etica e metafisica, psichedelia e psicologia.

"A Scanner Darkly" e "Blade Runner" sono rifacimenti cinematografici di suoi libri...
Di Dick ho letto qualche libro (direi almeno una dozzina) ed è probabilmente l'autore con il livello di qualità più altalenante che abbia mai letto...

Alcune sue trovate sono veramente geniali, con spunti poi copiati a destra e manca (vedi ad esempio Tempo fuor di sesto, in cui per la prima volta vede la luce il concetto di personaggio inserito inconsapevolmente in una ricostruzione fittizia della realtà), ma ci sono delle sue opere che mi sono parse piuttosto sconclusionate e che, partendo da spunti interessanti, si sono un po' perse nel nulla...
Von wrote:Volevo parlarvi di Joe R. Lansdale ma non ho tempo a sufficienza, comunque sappiate che di recente ho letto anche Mucho Mojo ed è un capolavoro. Così.
Lansdale è un grandissimo... tutti i racconti della serie di Hap e Leonard sono un concentrato di avventura e situazioni ben congegnate, con trovate originali che possono venire in mente solamente a una mente folle come quella dell'autore texano... altre sue opere che mi sono piaciute La ragazza dal cuore d'acciaio e Il lato oscuro dell'anima... carino anche Il valzer dell'orrore, romanzo che secondo me risente di un ultimo capitolo veramente debole...

Passando invece a parlare di un autore non ancora citato, ho letto in un paio di giorni I guerrieri della notte di Sol Yurick, romanzo da cui è stato tratto l'omonimo film (capolavoro, uno dei miei preferiti in assoluto) con regia di Walter Hill... in realtà più che tratto, il film è "ispirato" al romanzo visto che le differenze sono notevoli...

La premessa del libro è la stessa del film, una riunione di tutte le gang giovanili di New York organizzata dalla banda più importante per cercare un accordo per prendere il controllo della città. Sono invece diversi i protagonisti, i membri di una gang composta da ragazzini (tra i 14 e i 20 anni) che hanno come unico punto in comune con i guerrieri del film il fatto di provenire da Coney Island...

Per quanto riguarda la trama, non vorrei spoilerare troppo, chi ha già visto il film deve aspettarsi una struttura di base simile (ovvero la gang che deve tornare a Coney Island dopo i casini accaduti al raduno), con alcune situazioni leggermente diverse rispetto alla pellicola, altre completamente nuove... non solo azione comunque, visto che Yurick tratta con grande attenzione il concetto di "famiglia", descrivendo i rapporti tra i vari membri della gang ed il loro modo di pensare e di agire...
Last edited by end on 15 Mar 2009 19:37, edited 1 time in total.

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Shaun
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Re: Scrittori statunitensi

Post by Shaun » 20 May 2009 11:28

Ho finalmente iniziato World War Z di Max Brooks, e fin dalle prime pagine rivela almeno tre cose da tenere ben presenti:

1) Max Brooks scrive alcune delle piu' belle pagine che l'horror contemporaneo abbia mai visto
2) George Romero un film del genere vorrebbe farlo ma costa troppo
3) Stephen King puo' andare in pensione

Detto questo, consiglio anche a chi l'horror non lo digerisce di leggersi il suo manuale di sopravvivenza agli zombi. Una divertente quanto accurata presa in giro di manuali scout e collane for dummies. Ad un certo punto inizierete a prepararvi ad un'eventuale invasione di non-morti, ve lo garantisco. Nella seconda meta' e' meno divertente, ma si legge comunque con piacere.
World War Z ha solo gli zombi in comune con il precedente manuale. E' disperato e umano come pochi horror sanno essere.

Letteratura da spiaggia, eh, ma puo' interessare chi ha un debole per gli zombi o l'horror piu' in generale e non vuole la solita antologia di racconti improbabili.
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Von
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Re: Scrittori statunitensi

Post by Von » 20 May 2009 11:33

Shaun wrote:Ad un certo punto inizierete a prepararvi ad un'eventuale invasione di non-morti, ve lo garantisco.
Io ho già tutto pronto da un anno, da quando cioè ho preso il libro (estate 2008, sì). Ho il luogo, le provviste, gli amici, le armi. I will survive.

World War Z è stupendo, anche perché coglie l'essenza di ogni bella storia di zombie (una minaccia senza intelligenza che tira fuori il meglio e il peggio della nostra umanità, che è ciò che ci distingue da "loro") e la rielabora in un prodotto inusuale per il genere - un war report? WTF?
Ci sono anche un paio di camei di altissimo profilo.
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Re: Scrittori statunitensi

Post by :adamasio: » 17 Jun 2009 19:36

Il romanzo di Thomas Pynchon, Against the Day di prossima pubblicazione per Rizzoli
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Shaun
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Re: Scrittori statunitensi

Post by Shaun » 17 Jun 2009 19:58

Ottima notizia, intanto Inherent Vice, il suo nuovo romanzo, esce il 4 agosto.
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Re: Scrittori statunitensi

Post by :adamasio: » 08 Jul 2009 19:03

Agli amanti di Cormac McCarthy (spero che si scriva così): film in arrivo de La strada, con Viggo Aragon Mortensen http://www.cinematical.com/2007/09/12/v ... -the-road/


e

Dustigf Hoffmann nella versione cinematografica di La versione di Barney!!!!! (piango)
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JoanDidion
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Re: Scrittori statunitensi

Post by JoanDidion » 01 May 2010 01:18

Tre scrittori recenti piu' in la' quelli che considero i classici.

- David Foster Wallace che sarebbe potuto diventare il Pynchon degli anni a venire.Genio, perchè sa(peva) scrivere di tutto e in tutti i registri possibili. Con " a supposedly funny thing i'll never do again" penso di non aver riso così dai tempi del Dormiglione di Woody Allen, solo che con Foster Wallace dopo la risata gli angoli della bocca vanno a finire sempre e inesorabilmente rivolti verso il basso.

- Jonathan Lethem ; se vi piace la letteratura di città che incontra la fantascienza, la critica musicale e il romanzo autobiografico (*per chi ha inserito Philip K Dick...Lethem è stato il curatore della recente edizione Library of America - l'equivalente per prestigio dei nostri Meridiani- di tutta l'opera di questo scrittore, scrivendo tra l'altro un'interessantissima introduzione al volume che fa un po' il punto della letteratura sci-fi americana)

- A.M Homes: lei insegna alla Columbia University e tra una lezione e l'altra sforna libri di un impatto emotivo e di una forza espressiva sconvolgenti. "This book will save your life" al di là della presunzione del titolo è uno dei libri piu' belli che io abbia letto negli ultimi due anni.
for an enchanted moment man held his breath in the presence of this continent,compelled into an aesthetic contemplation he neither understood nor desired,face to face for the last time in history with something commensurate to his capacity for wonder

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unknownpleasure
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Re: Scrittori statunitensi

Post by unknownpleasure » 10 May 2010 21:59

Chi mi parla più accuratmente di Lethem e Pynchon? Si trovano i loro libri (tipo "Concerto per archie canguri, la fortezza della solitudine, e l'arcobaleno delle gravità, V")?
http://rateyourmusic.com/~Spiritofeden

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Re: Scrittori statunitensi

Post by Decades » 19 Jun 2010 21:54

Un consiglio ciascuno per Paul Auster, DeLillo (già letto Rumore Bianco), McCarthy, Ellis, Wallace (non Infinite Jest, ho già due Pynchon da affrontare). Non so cosa prendere di chi per prima (...). Anche altri consigli - rintracciabili - sono bene accetti, metto tutto in lista.
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Re: Scrittori statunitensi

Post by Alka » 19 Jun 2010 22:38

Ellis dipende, ti racconto un po' quelli che ho letto:

Less than Zero: primi anni '80, california benestante, figli di produttori cinematografici, apatia, giovani sbandati, scena musicale cittadina, feste, estate, molti protagonisti\comprimari, scrittura asciutta e ridotta all'osso, partecipazione emotiva nel racconto
American Psycho: fine anni '80, New York, bancari di Wall Street, molta violenza, descrizioni lunghissime, molta ironia, prosa più elaborata, molto lusso, utilizzo della pagina e dei capitoli peculiare, molti riferimenti musicali
Glamorama: fine anni '90, New York ma non solo, mondo della moda, utilizzo dei capitoli distintivo, tantissimi riferimenti culturali, prosa ricchissima, tinte thriller-noir, maggior distacco nella narrazione

Poi ci sono The Rules of Attraction (campus universitario nella east coast), Lunar Park (autobiografico sul rapporto con il padre) e un terzo che non mi ricordo che non ho letto. Quest'inverno uscirà Imperial Bedrooms con i protagonisti di Less than Zero trent'anni dopo.
Io ti consiglio American Psycho (400 pagine), Glamorama (800) alla fine non è completamente riuscito anche se probabilmente è il più significativo dal punto di vista socio-culturale. Less than Zero (un centinaio di pp. mi sembra) è il mio preferito ma può non piacere a tutti, AP invece grazie all'ironia è più piacione.
Si leggono tranquillamente in inglese.

Io sono arrivato a pagine 230 di Infinite Jest... ho dei sentimenti contrastanti al riguardo... quando spende tre pagine per descrivere la rete di fognature del campus è insopportabile, in altri momenti è superlativo.
The better the singer's voice is, the harder it is to believe what they're saying.

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