Cinema + Film in TV

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wounder
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Re: Cinema + Film in TV

Post by wounder » 25 Sep 2017 07:41

AFX wrote: ↑24 Sep 2017 23:46 Interpretazioni su A Ghost Story?
(bellissimo)
Lo vedo stasera dall'amico con l' "home cinema" (finito Twin Peaks manteniamo i lunedì sera per altre visioni, lavoro permettendo)
But how can you sleep with my heart so loud?

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madsun
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Re: Cinema + Film in TV

Post by madsun » 25 Sep 2017 07:53

Starn wrote: ↑24 Sep 2017 09:05 Ma che cagata è questo It di cui parlano tutti? Qualcuno lo ha visto?
aspetta...ma il libro lo conosci? perchè il primo film era una cagatina, anche se...il remake non so, ma il libro è bellissimo.
Messer Dino Compagni wrote: ↑24 Sep 2017 12:00 Non ancora. E' uscito in Italia?

Il libro di King, insieme a Cose Preziose, è il meglio che lui abbia scritto ed il film è rimasto nell'immaginario per la figura di Pennywise anche se a ben vedere il film era un film per la tv in due puntate con una qualità recitativa così bassa che anche definirlo b-movie gli fai un piacere. Non so se ne sentiva la necessità di un altro film. Nonostante abbia punteggi alti su PomodoriMarci non sono molto fiducioso.
Appunto, tutto vero, certo io sono uno della "vecchia guardia" e quando ho visto che sarebbe uscito un remake un pò ci speravo.
Per ora non ho letto dei grandi commenti, anzi.

Mi unisco ai ringraziamenti per A Ghost Story, Messere.

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Re: Cinema + Film in TV

Post by AFX » 25 Sep 2017 07:54

AFX wrote: ↑24 Sep 2017 23:46 Interpretazioni su A Ghost Story?
(bellissimo)
Show
Secondo me, purtroppo, il significato non è dei più positivi.
Il fantasma della casa vicina dovrebbe essere la bambina uccisa da una freccia mentre erano accampati lì per costruire la casa, perché indossa un lenzuolo che mi è parso dello stesso motivo del suo vestito. Svanisce dicendo "credo che non arriveranno più".

Lui punta tutto su quel bigliettino della fidanzata che non era riuscito a leggere, e svanisce come se invece non avesse avuto un significato per lui rilevante. Come se lei avesse scritto una cosa inutile o peggio negativa per lui.

Il discorso del tipo pelato alla festa devo riascoltarlo, ma mi è parso negativo rispetto al valore dell'esistenza. Parte parlando di amore e di Dio, ma finisce per dire che tanto non c'è nulla dopo. O sbaglio?

Insomma, non c'è niente e non vale la pena contare sugli altri?
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Starn
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Re: Cinema + Film in TV

Post by Starn » 25 Sep 2017 08:23

madsun wrote: ↑25 Sep 2017 07:53 aspetta...ma il libro lo conosci? perchè il primo film era una cagatina, anche se...il remake non so, ma il libro è bellissimo.
No, zero. Ho visto solo alcuni amici di cattivo gusto parlare bene del remake, non sapevo nulla. Né che avesse già un film né del libro e quindi chiedevo a voi. Purtroppo tra architettura e musica a tempo pieno ho dovuto tagliare tantissimo cinema e letteratura e sono abbastanza fuori dal mondo in quei due campi.

Un po' OT: Film ne riesco a vedere pochi e i libri che leggo sono quasi tutti libri di storia o teoria dell'architettura per via dell'università (ma non solo) ormai, un po' una merda sulla carta, ma penso sia meglio così. Prima magari mi dedicavo a mille cose (anche solo in musica suonando mille strumenti) finendo per non capire nulla veramente a fondo. In letteratura magari leggevo un libro di la, un libro di qua (di generi e autori intendo) senza capire una mazza né di uno né dell'altro. Quindi ho deciso di concentrarmi sul mio campo e sta dando i suoi frutti visto che sto riuscendo finalmente ad avere un quadro più serio e chiaro dell'architettura contemporanea con le mie letture. A voi non capita a volte di sentire il dovere di tagliare in modo "programmato" delle cose anche se si trattano più o meno di svaghi? Ad andare solo a sentimento poi finisce che non apprezzi neanche le cose, almeno io ho questa sensazione. Poi è chiaro che non siamo dei robot ma parlo linea generale
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dissonance
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Re: Cinema + Film in TV

Post by dissonance » 25 Sep 2017 14:39

Stanotte mi dedicherò alla visione di A Ghost Story, ringrazio in anticipo il Messere per la segnalazione.

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Messer Dino Compagni
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Re: Cinema + Film in TV

Post by Messer Dino Compagni » 25 Sep 2017 16:29

A Ghost Story:
Show
Premetto che nessuna delle mie interpretazioni potrebbe essere quella corretta quando si tratta di opere così rarefatte e ad interpretazione.

Inizio da due premesse.
1) Il titolo è importantissimo. L'articolo "A" indica l'indeterminatezza del racconto, è una delle tante storie di fantasmi. Non è LA storia per eccellenza, ma una storia in particolare, una storia che probabilmente non ha in se' nulla di particolare se non quella di voler passare alla storia. L'altro termine fondamentale infatti è "story". C lo ripete anche in uno dei dialoghi finali con la moglie M, quando lei gli chiede perché mai non voglia lasciare la casa e lui risponde: History, we've got History. La storia è fatta di ciò che ci è tramandato\raccontato ma è anche fatta di tutto ciò che rimane fuori quadro. E trattandosi di una storia dal punto di vista del fantasma, ciò che rimane fuori dal quadro non investe una singola esistenza o l'esistenza di una famiglia, ma cicli interi. La memoria è fatta di ricordi e i ricordi sono storie parziali. Quindi la vita è una storia ricordata in modo parziale. Per un fantasma, poi, ricordi, emozioni ed ossessioni diventano la fugace essenza dell'esistenza stessa. Per quanto riguarda il "ghost", un fantasma che abita un luogo cerca sempre una risposta.
2) All'inizio del film è presente l'incipit del racconto di V. Woolf "A Haunted House". E' un manifesto programmatico e può aiutarvi nell'interpretazione. Lo trovate qui: http://www.bartleby.com/85/1.html

La caratterizzazione dei personaggi è miracolosa in questo film. Con pochissime pennellate e ancor meno dialoghi riusciamo ad inquadrare C ed M in modo accuratissimo. Io, ad esempio, ho trovato il personaggio interpretato da Casey Affleck un fantasma già da vivo: perso nella musica (di lui sappiamo che scrive musica e che non ha ancora raggiunto il successo: non è ancora passato alla storia) e vive una condizione intermedia, quasi di stallo esistenziale, in cui la sua presenza fisica c'è ma non c'è. Si può dire abbia qualcosa da dover comunicare, quasi un'impossibilità comunicativa verbale (bofonchia, borbotta, risponde lasciando frasi in sospeso). M, invece, è viva. Prova emozioni intense, ha bisogno di contatto fisico, prende decisioni, è completa, dimentica e vive ogni attimo nel presente. Il dettaglio che lei racconta sul perché lasci dei messaggi nascosti nei luoghi in cui ha vissuto (delle vecchie rime che ricordino il suo passaggio), C le chiede se sia mai tornata a cercarle. Lei risponde no e alla seguente domanda sul perché non si fermasse nelle case che abitava, lei dà una risposta illuminante: non potevo, non avevo scelta. Non si può scegliere ciò che si è, o meglio, non si può scegliere il tessuto per il vestito dell'anima. Questa visione destinale tratteggia due personaggi complementari (si amano) ma anche dicotomici. E questa dicotomia investe buona parte dei piani di lettura del film. L'uomo e la donna, la morte (fantasmatica) e la vita, il concetto di tempo come circolarità (per lui) e lineare (per lei), il destino (a cui è soggetto chiunque non riesca a scegliere) e la perentorietà della scelta (in quanto affermazione della vita). Se una linea retta tocca una circonferenza, la tocca solo in un punto. E se è vera la teoria del tempo lineare per i vivi (così come riaffermata dal tizio pelato durante il party), l'unica parte della storia in cui M si tange con C è quella in cui sono insieme in quella casa. La loro storia che M non esita a definire "non così lunga come pensi". Quindi non è più soltanto "A Ghost Story", ma "A Story told\experienced by a Ghost"; tuttavia questa è anche la storia di C ed M, che per il fantasma C è l'unica vera vita\storia\memoria che ancora ha. Ecco perché rimane intrappolato nella Casa, perché quella Casa è l'unica testimone sovrastorica di C ed M, in quanto M SCEGLIE di uscire dal quadro, non tange più la circonferenza del tempo di C e dimentica senza POTER guardarsi indietro, così come ha già fatto in passato. Pur tuttavia non darei all'amore di coppia tutto questo valore che ho letto in giro. Aggiungo come postilla che l'unica forma fisica del fantasma C è la sua possibilità di intervenire sul mondo reale quando riesce a captare rimembranza emotiva (rabbia, gelosia, amore, compassione).

Un piano di lettura meno criptico potrebbe risiedere nelle regole dell'esistenza fantasmatica. Si potrebbe supporre che C abbia un'ossessione\incompletezza (non si sa se per la musica o per la casa o per se stesso) e quell'ossessione\incompletezza si trasformi nella sua esistenza errabonda da fantasma in attesa di una risoluzione. Non a caso anche il fantasma della casa accanto è in attesa di qualcuno di cui non si ricorda. Ma non dovremmo supporre sia la stessa cosa per entrambe le entità, sarebbe un errore e accomunerebbe tra loro tutte le storie di fantasmi. Siccome sappiamo che il fantasma C è già lì sin dalle prime scene, si potrebbe supporre (e questa interpretazione è suffragata da molti elementi) che sia il fantasma C a bloccare il vero Casey Affleck e attrarlo in quel luogo, probabilmente suggerendogli le melodie attraverso le visioni cosmiche di cui all'inizio (tutto il film è pervaso da un rumore bianco come di frequenza cosmica di fondo, che Casey avverte nella scena in cui visitano la casa verso la fine). Perché è in quella casa che si compirà per lui tutto il percorso della Storia\Destino con M (che per me rimane l'unico terminale\scopo dell'esistenza di C). Quando però il vero Casey Affleck (lo vediamo verso la fine) decide di seguire M nella nuova destinazione, il fantasma si siede affranto provocando il suono di pianoforte. Niente si è risolto, l'orologio ha fatto il suo giro ed è tornato daccapo.
Anzi, si raddoppia. Qui c'è un piccolo errore. Se il tempo è circolare nella vita del fantasma o ci dovrebbe essere sempre e solo un fantasma, oppure dovrebbero essercene almeno tre a quel punto.

Sulla circolarità del tempo assoluto si spalancano dilemmi ora, proprio perché il film suggerisce ma non esplica. Perché il fantasma-C non ricomincia dalla Sua genesi o, al massimo, dall'inizio dell'esistenza di Casey Affleck? Perché questa è "A Ghost Story" e non la "Storia del fantasma di C". I suoi scopi, la sua attesa, i suoi dubbi, i suoi silenzi non hanno sostanza reale. Esattamente com'è tratteggiato Casey Affleck da vivo. E allora il film si apre ad una terza interpretazione: tesi, antitesi, sintesi.
Cioè che la condizione fantasmatica è solo un'allegoria di com'è l'esistenza umana. Tutti noi avvertiamo la sensazione del tremendo, del cosmico, del tutto e del niente allo stesso tempo: non è un caso che lui faccia musica, noi ne sappiamo qualcosa. Ci sono persone che scavano tra le domande che si annidano nell'ignoto del paradosso del "vivi in quanto moriremo", che si perdono in quei meandri e l'arte (musica in questo caso) è un veicolo che spalanca le porte a un mondo nuovo, che tange anche il mondo reale di persone che lavorano, hanno famiglia, responsabilità. Altre persone sono perfettamente finite, complete e queste domande non se le pongono oppure le ignorano quando si formano. Queste persone, come M, vanno avanti ma necessitano di un aiuto per poterlo fare. Altre invece rimangono sempre in una condizione intermedia (non è un altro caso che sia un uomo) ed irrealizzata.
Il monologo del pelato che altri non è che Bonnie "prince" Billy (https://www.youtube.com/watch?v=4iV4NwS ... e=youtu.be) è illuminante in tal senso. Puoi fare una canzone e puoi anche dedicarla a Dio ma niente di tutto questo resterà, ma allora perché lo facciamo? Per darci speranza e una illusione. Chi va avanti si illude di continuo e necessita di continui stimoli per mantenere la sua realtà consistente, mentre chi affonda nell'oscurità si disperde, diventa poco più di un vecchio ricordo, un fantasma. Chi scava a fondo nella propria interiorità facendosi domande di un certo spessore è capace di trovare tesori (il libro che il fantasma C fa cadere e che M legge si sofferma sulle parole "The treasure of yours" che è un pezzo del racconto della Woolf e che rimanda al pezzo che Affleck compone e che le fa ascoltare; in realtà è stata composta da Daniel Hart (si intitola I get overwhelmed) che firma la colonna sonora: https://www.youtube.com/watch?v=eYIyjHDtBNk&t=1s ). Nel testo della canzone Affleck incolpa lei di lasciarlo da solo, mentre è lui che sta diventando un fantasma, fading away from her. E' un paradosso ed esprime un doppione del paradosso insito nel discorso di Bonnie Prince: quando nelle caverne uno intonerà la nona sinfonia, che ha una cifra cosmica, l'umanità si RICORDERA' di se stessa e un nuovo ciclo potrà cominciare. Quindi è solo tramite il sacrificio di qualcuno che la Storia per gli Altri, per chi rimane, potrà continuare anche se nessuno di noi ne è realmente consapevole. La differenza tra l'uomo-C e la donna-M sta che mentre lei vive per la vita e quindi anche per lui, lui vive una dimensione mezzana quasi priva di scopi nella vita reale, dove qualcosa di più grande lo fa gravitare fuori dalla linearità della realtà quotidiana. Con la morte di Casey Affleck, quella dimensione mezzana viene raccontata dal suo fantasma. Se me lo chiedete dentro il bigliettino lasciato da lei o c'è il titolo della canzone, o "The Treasure of Yours", oppure l'incipit the A Haunted House (che rimanderebbe, se vogliamo, a un'idea di fantasma alla ricerca di una coscienza della propria essenza). Insomma, l'esistenza di Casey Affleck per come lui sentiva di viverla aveva uno scopo: scrivere quella canzone che aiutasse lei ad andare avanti. Un unico, piccolo, infinitesimo scopo (inconscio) che non è altro che Amore, quello cosmico, quello Eterno per Lei\Altri. Non a caso l'altro fantasma-donna (a proposito potrebbe essere la ragazzina uccisa dagli indiani, ma allora perché ne vede lo scheletro invecchiare e non il fantasma?) sparisce quando "realizza", quando comprende una verità che la faceva rimanere in una posizione "sospesa": i don't think they're coming e puff...scompare dalla traiettoria della Storia. Per il fantasma-C è lo stesso: comprende che il suo essere com'era da vivo, che il suo "avvertire" un senso superiore dell'esistenza e che lo faceva essere assente, quell'esistenza aveva uno scopo: the treasure of yours\i get overwhelmed. Una piccola canzone di 2 minuti dedicati a lei che la aiutasse a sopportare il destino. Una melodia che diventa anticipazione, premonizione, cura. Una volta esautorato l'Ego dall'incomprensione, anche C scivola tra i piani eterni.

Per rispondere alla domanda se ci sia qualcosa o niente e se si possa contare sugli altri credo che primariamente uno debba chiedersi se è più C o più M. Se è uno che può donare con tutto ciò che comporta, oppure se andare avanti. Dico solo che per i primi la strada è sempre piuttosto difficile e spesso finisce alla maniera di C. Nel discorso del pelato c'è tutto il paradosso: nulla di tutto questo resterà per cui ogni sforzo è, in fondo, vano. Ma se così non fosse stato l'umanità non sarebbe mai andata avanti e sarebbe scomparsa. Tutto ciò comporta il sacrificio inconsapevole di qualcuno affinché la vita si evolva. E quindi anche il finale è mezzo triste e mezzo no: nell'equazione dell'esistenza che condividiamo con gli Altri, noi per gli Altri valiamo nella misura in cui siamo presenti nella loro vita. Per il resto siamo intercambiabili e di noi rimane solo storia o ricordo. Loro vanno avanti che noi ci si strugga o meno, che si viva o meno. Pur tuttavia in questa confusione un senso c'è, magari non lo scopriremo direttamente da vivi, ma c'è. E spesso è solo un suono, una frase, il ricordo di una risata. Qualcosa che possa scaldare il cuore degli uomini. Una piccola storia che valga la pena essere ricordata. Non è in fondo il desiderio di ognuno di noi? Essere ricordati, dico. Mi piace pensare che il fantasma sia scomparso per aver compreso di non poter mai esser dimenticato. Ecco perché illumina le luci subito dopo il discorso del pelato: voleva suggerirgli una variabile alla sua equazione. O anche: forse dietro ogni nostra scelta c'è un'impronta cosmica criptata e quindi l'unica eredità dell'umanità è immateriale.
Avrei ancor un botto di cose da scrivere, ma faccio basta.
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Re: Cinema + Film in TV

Post by AFX » 25 Sep 2017 19:30

Sistemiamole che questo è un articolo
Domanda, è per te il film dell'anno finora, o giù di lì?
Il titolo potrebbe essere A Ghost Story: Overthinking + Overanalyzing

Show
edit: Messere, il fantasma dell'altra casa come me lo inquadri?
Giuro che avevo riconosciuto BPB, ma per comodità dal telefono ho scritto il pelato. Per altro, parte recitata fenomenalmente, e scritta ancora meglio. Da imparare a memoria quel pezzo.
Io comunque resto convinto si tratti di un film pessimista-cosmico.
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Re: Cinema + Film in TV

Post by Messer Dino Compagni » 26 Sep 2017 01:45

Si è molto probabile sia pessimista-cosmico totale, anche perché non si spalanca una porta di luce bensì scompare e basta. Però mi son voluto dare la consolazione perché piangevo come un vitello senza madre.
Show
Per quanto riguarda la ragazza ho dei dubbi. Nel senso che la bambina nasconde un messaggio sotto al sasso; nella scena dopo son tutti morti. Quindi o il fantasma ragazzina (a proposito sotto il lenzuolo c'è la cantante Kesha) è lì dalla costruzione della casa che aspetta il ritorno dei genitori. O è un fantasma vicino di casa di cui non conosciamo la storia usato come mcguffin. Ovvero che la sua esistenza facilita la comprensione dello stato del protagonista.
Rispetto ai film che ho visto quest'anno, senza pretesa di completezza, questo è quello che mi ha colpito di più. Non solo come storia, è proprio scritto, sceneggiato, recitato e girato in stato di grazia. Ed è costato 100.000 dollari.
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Re: Cinema + Film in TV

Post by Messer Dino Compagni » 27 Sep 2017 11:59

My two cents on IT. Non metto spoiler perché credo quasi chiunque sappia di cosa stiamo parlando.

Il film è una puntata lunga di Stranger Things (c'è anche lo stesso attore) con pregi e difetti del caso. L'interazione tra i ragazzini funziona anche perché altrimenti lo butti già via un soggetto come IT; gli effetti speciali sono fatti bene e le varie declinazioni di Pennywise sono se non altro disturbanti. I pregi finiscono qui.

I difetti: il libro è su due piani temporali. Il primo dove ci sono i regaz, il secondo dove i regaz cresciuti tornano a fare i conti con l'oscura presenza: IT si manifesta ogni 27 anni. Se l'interazione tra ragazzini funziona, non funziona il loro background famigliare e socio-culturale che è fondamentale per capirne l'allegoria. Per Stephen King IT rappresenta la paura della vita adulta, cioè la trasformazione che avviene attraverso la sessualità e il dimenticare la spensieratezza e che, spesso, si origina in seno alla famiglia stessa. Se diminuisci la portata di questo messaggio, IT sembra lì a cazzo. Altro difetto: la storia di fondo non ha profondità e coerenza nel raccordo tra scene. O meglio: qui raccontano solo mezzo libro ed appunto per questo sarebbero dovuti emergere elementi di contorno: Derry, i Barrens, la vita domestica. Ci sono solo questi che scappano dai bulli a IT in 2\3 location. Certo si è speso tutto sugli effetti speciali, ma non basta.

Ovvio che ci sarà il 2.

Ho una infornata importante da spararmi in 'sti giorni che sono malaticcio. Magari segnalo qualcosa di decente. Non mi piace parlare di film che non mi sono piaciuti.
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Re: Cinema + Film in TV

Post by madsun » 27 Sep 2017 14:11

Messer Dino Compagni wrote: ↑27 Sep 2017 11:59 Ovvio che ci sarà il 2.
sì, nel senso che l'hanno proprio previsto come film in due parti, se ricordo bene.

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