Scrittori statunitensi

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Sardonicus
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Re: Scrittori statunitensi

Post by Sardonicus » 04 Feb 2012 12:09

La prima metà l'ho trovata proprio noiosa. Poi decolla e diventa bello, ma l'intreccio finale m'è sembrato poco verosimile. Poetiche le ultimissime pagine, ma alcuni snodi narrativi mi risultano forzati.

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Kqueg
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Re: Scrittori statunitensi

Post by Kqueg » 09 Feb 2012 22:24

Sardonicus wrote:Seguo tre autori americani, in particolare: Philip Roth, Christopher Moore, Joe R. Lansdale.

Il Grande Gatsby l'ho appena finito di leggere: pensavo meglio.
Di Moore ho letto un altro suo libro che mi è piaciuto molto di più di Un Lavoro Sporco che è Il Vangelo secondo Biff. Molto interessante per gli spunti narrativi con cui costruisce la vita di Gesù e dei suoi due migliori amici Biff.. E Maddy.

Carino.

Di Cormac McCarthy ho anche lì quasi finito la sua opera. Dopo Auster e Roth è lui uno dei miei preferiti contemporanei made in USA.

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Enrico_F
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Re: Scrittori statunitensi

Post by Enrico_F » 10 Feb 2012 14:21

Finiti di recente i 49 racconti dell'Ernesto, e Tropico del Cancro.
Amore totale per i primi, e io sono uno che con i racconti non va d'accordissimo. Condivido quello che si diceva più su, il primo su Francis Macomber è perfetto, e basta.

Molto appagante la lettura di Miller: nonostante alcuni brevi momenti di "cedimento", il tutto regge benissimo; è vero, crudo, profondo, ti coinvolge. Apprezzato il saggio di Orwell in coda, soprattutto per i "confronti" con Ulisse e Viaggio al termine della notte.

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Percy
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Re: Scrittori statunitensi

Post by Percy » 10 Feb 2012 14:57

Enrico_F wrote:Finiti di recente i 49 racconti dell'Ernesto, e Tropico del Cancro.
Amore totale per i primi, e io sono uno che con i racconti non va d'accordissimo. Condivido quello che si diceva più su, il primo su Francis Macomber è perfetto, e basta.
Iniziato anche io i 49 racconti, mi è bastato il primo per superare tutte le indecisioni che avevo sull'iniziarlo; ma anche il secondo, di una sintesi davvero spietata, è quasi crudele.

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Sardonicus
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Re: Scrittori statunitensi

Post by Sardonicus » 19 Mar 2012 15:55

sto leggendo Ogni Cosa è Illuminata di Safran Foer: mi sta entusiasmando :)!

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Re: Scrittori statunitensi

Post by Decades » 06 Apr 2012 18:51

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Ebook in inglese, ne ho letto metà ieri sera e metà poco fa. In pratica poco più di sessanta pagine, ce la si fa in pochissimo tempo. Si legge benissimo anche in inglese, anzi, la parlata ignorantona piena di tomorra, whatta, fella eccetera non so come sia stata resa in italiano, ma fa colore.

Divertente, poi terribile, emotivamente devastante il finale.
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Re: Scrittori statunitensi

Post by Decades » 16 May 2012 14:49

La svastica sul sole, di Philip K. Dick (1962)
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Questa copertina in particolare racchiude lo scenario. Tag: nazi e Giappi hanno vinto la guerra, Tao, I Ching, un libro sci-fi secondo cui invece la guerra l'hanno vinta gli Alleati. Ma non è un romanzo che punta tutto sul cosa sarebbe accaduto, e non è neanche un romanzo in cui la situazione viene utilizzata come scusa per narrare storie di uomini. È piuttosto un gioco di riflessi e riflessi nei riflessi. Non ha i siparietti che fanno sorridere come ci sono in Ubik, il sarcasmo quando c'è è sottile. Scorrevole e "semplice" nella scrittura, ma brillante.

Prossimi suoi, per quando avrò voglia: Le tre stimmate di Palmer Eldritch, forse rilettura di Ubik, poi Valis.
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Re: Scrittori statunitensi

Post by Decades » 20 Jun 2012 11:44

Cosmopolis di DeLillo, che avevo pianificato di leggere #beforeitwascool a causa del film di Cronenberg.

Quando c'è "Benno Levin" ci sento anche il solito DeLillo, quando si tratta di Eric, che prenderei a calci dall'inizio alla fine senza sosta, non capisco se il Don stia cercando il colpo ad effetto per star dietro a Palahniuk o se invece sia solo un espediente per sottolineare l'antipatia del personaggio e renderlo ancora più fastidioso. Nel dubbio, le ultimissime pagine mi hanno fatto optare per la seconda ipotesi. Lateralmente, gli aspetti economici, di crisi, di rivolta cittadina, saranno attuali ma personalmente mi risultano un po' noiosi.

In ogni caso non credo sia il libro migliore per avvicinarsi a DeLillo, che ne sia stato tratto un film relativamente strombazzato potrebbe essere deleterio per potenziali lettori che magari punteranno su questo invece che su Rumore Bianco.
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Re: Scrittori statunitensi

Post by Kqueg » 25 Jun 2012 12:00

-Colui che sussurrava nel buio- è un racconto di HPLovecraft nel II volume del Necronomicon da cui è stato fatto un film che si chiama appunto "Whisperer in the Dark". ORa sò che non è la sezione cinema ma ci tenevo a segnalarvi questo film in b/n del 2011 girato secondo stereotipi da film horror anni '30 e molto vicino al racconto breve dello scrittore. E' notizia di quest'anno che le Montagne della Follia non sarà prodotto dopo un primo interessamento da parte di Scott a una pre-produzione da parte di G. Del Toro. Sembra che il regista messicano abbia accantonato il tutto dopo la realizzazione di Prometheus da parte di R.Scott. Un vero peccato secondo me.

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Re: Scrittori statunitensi

Post by Decades » 20 Sep 2012 20:10

Vineland parte male, si riprende per qualche tratto e inizio a pentirmi di averlo sfiduciato troppo presto, poi però diommio la pesantezza e il disinteresse. L'ho portato a termine di forza come una punizione. Nonostante sia più lineare di V. e dell'Arcobaleno mi è sembrato persino più caotico, ma caotico a vuoto. L'unica trovata mezza decente sono i Thanatoidi.

Da wikipedia
Il romanzo è evidentemente una specie di bilancio degli anni ottanta, l'epoca di Ronald Reagan e della spettacolarizzazione, della "morte delle ideologie" e della fine dei movimenti d'opposizione dei decenni precedenti. Fors'anche per questo l'atmosfera del romanzo è cupa e a tratti pessimistica, e immagine di morte compaiono ripetutamente nella vicenda. Attraverso la ricerca di Prairie Pynchon esprime un giudizio ben preciso sulla generazione controculturale e sui suoi errori, ma è ancor più deciso nel mostrare le miserie dell'amministrazione Reagan e del neoliberismo, della war on drugs e del fondamentalismo religioso, insomma, della restaurazione che fa seguito alle speranze di mutamento degli anni sessanta.
va bene tutto, ma non m'è rimasto niente di tutto ciò. Boh, brutto.


Ho iniziato La ragazza dai capelli strani di Wallace, poi lo commento nel suo topic, ma per dire.. dopo sto buco nero che mi aveva tolto ogni voglia di leggere pare di rinascere.
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