No problem, anzi meglio perchè se ne sta discutendo:adamasio: wrote:Non avevo visto il link, persi, altrimenti sarei partito là con la filippica!
I dinosauri
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Re: I dinosauri
che poi la nostalgia della musica contemporanea cos'è se non una forma di disprezzo per il presente (che interpellato, risponde?)
Re: I dinosauri
certe persone non fanno bene al nostro paese.
penso anche alla trasmissione di fazio in cui (un mesetto fa, forse più) invitò fossati in studio a fare il patetico rockettaro e ad annunciare il suo ritiro; grande rispetto per un artista storico come fossati, e serena rassegnazione per i vertici rai/tv nazionale, a me ha fatto una tristezza simile al guardare una tv regionale in cui si esibiscono quelle band di ultrasessantenni-imprenditorianni60-signoriiosotutto che danno la raccomandazione al nipote poi sputano merda sul fronte giovanile, rivangando la purezza del rock italiano(!!!).
penso anche alla trasmissione di fazio in cui (un mesetto fa, forse più) invitò fossati in studio a fare il patetico rockettaro e ad annunciare il suo ritiro; grande rispetto per un artista storico come fossati, e serena rassegnazione per i vertici rai/tv nazionale, a me ha fatto una tristezza simile al guardare una tv regionale in cui si esibiscono quelle band di ultrasessantenni-imprenditorianni60-signoriiosotutto che danno la raccomandazione al nipote poi sputano merda sul fronte giovanile, rivangando la purezza del rock italiano(!!!).
- Tyler Durden
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Re: I dinosauri
Questa lettura mi ha infastidito.
"Non è colpa mia se la musica di 'ieri' è molto meglio di quella di oggi"
di Andrea Scanzi
(Il Fatto Quotidiano, 7 novembre 2016)
https://it-it.facebook.com/permalink.ph ... 5204072482
"Non è colpa mia se la musica di 'ieri' è molto meglio di quella di oggi"
di Andrea Scanzi
(Il Fatto Quotidiano, 7 novembre 2016)
https://it-it.facebook.com/permalink.ph ... 5204072482
I social network hanno creato, tra le altre e non sempre negative cose, disastri inauditi. Uno di questi è che ti tocca leggere commenti di persone con cui non hai niente in comune. Tra queste persone ci sono coloro che, se lodi i Rolling Stones o i Pink Floyd, replicano queruli: “Che palle questa musica vecchia, perché non parli di artisti nuovi?”. A tale domanda, di per sé involontariamente idiota, si potrebbe rispondere nella maniera più facile: “Perché parlo di quello che mi pare”. Lapalissiano. Facciamo però finta, adesso, di essere persone educate e timorate di Facebook. Prendiamo in esame la critica nascosta tra le pieghe di tali post piccati: “Parlare sempre della musica di ieri vuol dire implicitamente negare che oggi ci sia musica di qualità”. E’ vero? Sì e no. No, perché ci sono artisti – più o meno nuovi – molto bravi. E magari non li conoscete. Qualche nome: Il Pan del Diavolo, Sergio Marazzi, Luigi Mariano, Filippo Graziani, Alberto Bertoli. Eccetera (sì, eccetera). Dire che il cantautorato è morto, o che nulla c’è più da ascoltare, è una gran sciocchezza. Al tempo stesso, pensate all’ultimo gruppo che secondo voi resterà nella memoria. Non stiamo qui alludendo a chi ha appena indovinato un buon disco: alludiamo a chi durerà davvero nel tempo. I nomi, fatalmente, si assottiglieranno: Radiohead, Wilco, Sigur Ros. Tutta gente nuova, ma non nuovissima. Certo, potreste qui sparare Eddie Vedder, che anche solo per il duetto con Roger Waters in Comfortably Numb o per la colonna sonora di Into The Wild, meriterebbe dodici Nobel, ma mica parliamo di uno nuovo: Vedder e i Pearl Jam c’erano già quando per Kurt Cobain citare Neil Young non era l’anticamera del suicidio ma un approccio artistico. Vale lo stesso in Italia. Nulla di personale contro Motta, ma negli anni Settanta se ne sarebbero probabilmente accorti in pochi. Invece adesso si grida al miracolo, perché lo dice il Club Tenco e forse perché non pare esserci nulla di meglio. Idem per Calcutta, col rischio che tra pochi anni di loro non resterà poi molto più di quel che è rimasto di Vasco Brondi (bravo, ma oggi lo ascoltate ancora?). C’è, in giro e nella critica di settore, un gran bisogno di fare le nozze coi fichi (e coi talenti) secchi. Non è passatismo: è la mera realtà dei fatti. Diceva Goethe: “La vita è troppo breve per bere vini mediocri”. Nulla di più vero, e vale anche per la musica. Come pure per la letteratura. Non si capisce perché io debba perdere tempo a farmi piacere per forza un cantante “giovane”, se posso godere come un riccio con Darkness On The Edge Of Town di Springsteen, Alchemy dei Dire Straits, Graceland di Paul Simon o So di Peter Gabriel. Si è qui volutamente citato opere tra Settanta e Ottanta, perché se avessimo preso l’interregno tra Sessanta e Settanta sarebbe stato troppo facile: basta la tetralogia dei Led Zeppelin, o uno Sticky Fingers degli Stones, per uccidere qualsiasi teorico paragone col presente. C’è più talento in una nota qualsiasi di Obscured By Clouds, disco “minore” per antonomasia dei Pink Floyd, che in tutta la discografia di qualsiasi artista di oggi. Ci sono contemporaneità che alimentano talenti e altri no, così come ci sono tempi in cui Pelè ha una “elle” sola e altri che ne hanno due. Per questo e per mille altri motivi, se a fine 2016 un assolo di Jimi Hendrix, Duane Allman, Eric Clapton, Jeff Beck, Ry Cooder o Stevie Ray Vaughan ci emoziona più di qualsiasi gorgheggio odierno, non rompete troppo le scatole: ognuno ha la contemporaneità che si merita, ma nella musica - per fortuna - le fughe all’indietro sono consentite. Più ancora: caldamente consigliate.
(Il Fatto Quotidiano, 7 novembre 2016)
Last edited by Tyler Durden on 10 Nov 2016 09:47, edited 1 time in total.
Re: I dinosauri
Fategli ascoltare Arca per 48 ore consecutive. Voglio vedere come ne esce.
Re: I dinosauri
Molto più educativo il Grande Fratello di questo articolo
- Tyler Durden
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Re: I dinosauri
Ma la cosa fastidiosa è che leggendo anche i commenti al relativo post su facebook, c'è una marea di pecore che gli va dietro elogiando i mostri del passato senza minimamente conoscere il presente.
Ma poi a nessuno viene mai in mente che tra gli anni 70 e oggi c'è di mezzo una gigantesca rivoluzione tecnologica e culturale, che per forza di cose ha investito anche il mondo della musica?
Se è cambiato il modo di fare, ascoltare, e scoprire la musica, dovrebbe cambiare anche il modo di fare informazione a mio avviso; altrimenti continueremo per sempre a leggere articoli di tale superficialità!
Ma poi a nessuno viene mai in mente che tra gli anni 70 e oggi c'è di mezzo una gigantesca rivoluzione tecnologica e culturale, che per forza di cose ha investito anche il mondo della musica?
Se è cambiato il modo di fare, ascoltare, e scoprire la musica, dovrebbe cambiare anche il modo di fare informazione a mio avviso; altrimenti continueremo per sempre a leggere articoli di tale superficialità!
Last edited by Tyler Durden on 10 Nov 2016 12:26, edited 1 time in total.
- Homunculus1510
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Re: I dinosauri
Raga, Andrea Scanzi.
Raga.
Dai.
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Why should we feel bad for what we've done? We still got the taste dancing on our tongues.
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