Son d'accordo, è quello che ho scritto. L'errore dell'amministrazione Trump è guardare a tutte le questioni con una prospettiva di breve periodo. Non c'era alcuna necessità profonda di questo intervento in Venezuela, che se nel brevissimo termine porterà qualche vantaggio, sul lungo termine creerà solo problemi. Uno dei tanti sciocchi colpi di testa di Trump. Uno scempio, come l'ho definito nel mio primo post. Ciò detto, di scempi gli USA ne hanno fatti tanti e l'amministrazione Trump non è certo la prima a mettere in piedi operazioni scellerate. Non mi crea particolare stupore questo intervento in Venezuela in particolare.AFX wrote: ↑05 Jan 2026 16:27 L’operazione di Panama avvenne in un contesto di guerra fredda ormai al tramonto, ma con un ordine internazionale ancora fortemente dominato dagli USA. Gli Stati Uniti giustificarono l’operazione con una serie di motivazioni, ma principalmente a loro interessava la difesa del Canale di Panama. Oggi 2026, dopo decenni in cui il Sudamerica è stato tutto sommato calmo e non ha certo avuto ISIS, talebani, guerre interne, armi chimiche vere o presunte, e rischi di creazione di bombe atomiche, gli USA candidamente e spudoratamente si dichiarano per quello che sono: una potenza allo sfascio che per continuare a essere egemone ha bisogno di prendersi risorse altrui e fomentare guerre e cambi di regime laddove c'è rischio che Russia e Cina facciano affari. Va a finire per forza male, perché nessuno accetterà di essere sotto a questi USA.
Qui son meno d'accordo, ma ho già spiegato. Se è vero (per alcuni versi) che gli USA sono meno egemoni nel mondo rispetto agli anni '90 e che gli attori globali "forti" sono più numerosi, è anche vero che in America Latina da fine anni '80 a oggi gli USA hanno avuto la strada completamente spianata. Nessuno può realisticamente pensare di contendergliela. La Cina forse potrebbe, ma ha le mani in pasta in aree oggettivamente per loro più strategiche: non si dannano certo l'anima per il Sud America. Il Brasile forse rappresenta una parziale eccezione nella regione, ma fino a un certo punto. Poi per il resto vale quel che ho scritto: stan tutti in balia degli USA.
Perfettamente d'accordo, ma penso si capisse anche dai miei precedenti commenti. Anche se poi l'establishment chavista non è che fosse compatto dietro Maduro, che aveva bisogno dei cubani per proteggersi personalmente. Comunque sia ora non sarà una passeggiata per gli USA, su quello hai ragione.AFX wrote: ↑05 Jan 2026 16:27La caduta di Maduro non può che generare instabilità e lotte di potere interne, che gli USA faticheranno a domare, e che istigheranno tutto il Sud America, il tutto per cercare di prendersi il petrolio del Venezuela, altro che per la lotta al narcotraffico di cui il Venezuela non è per niente protagonista (quindi che farà Trump, andrà anche in Colombia?). Inoltre, la struttura del regime chavista, compresi militari e gruppi criminali, è già chiarissimo dopo 2 gg che rimane intatta e difficilmente accetterà un controllo statunitense.
Cuba e Messico sì, è già sucesso e tantissimo di brutto è stato già fatto in questi 2 paesi da parte di varie amministrazioni USA... invece la Groenlandia sarebbe veramente il colmo dell'assurdità (e lì sì qualcosa di mai visto), ma voglio credere/sperare che in questo caso siano solo "sparate" quelle di Trump.AFX wrote: ↑05 Jan 2026 16:27 Intanto però Trump già minaccia Cuba, Messico e Groenlandia. E' mai successo questo negli ultimi 50 anni qualcosa di simile? NO, non te lo dicono i libri perché non è successo. E' adesso che sta accadendo, è adesso che l'America è alla frutta e che pensa di giocarsela con la forza, senza accettare che le forze sono cambiate e non può più dettare legge in giro per il mondo come gli pare
Perfettamente d'accordo.
Sull'imperialismo sovietico/russo avrei 2-3 cose da dire... non è meno schifoso di quello americano. Agli americani riesce solo meglio perché hanno più potere/mezzi.
Perfettamente d'accordo. Tuttavia, cose che possiamo farci: 0.
Prendere atto dell'inadeguatezza degli attuali strumenti del diritto internazionale è il primo passo per provare a lavorare per mutare i rapporti di forza.
Perfettamente d'accordo. Per questo ogni volta che posso parlo del fatto che l'Europa nel suo insieme debba puntare ad affrancarsi dagli USA nel medio termine e che l'unico modo per riuscirci è diventare un soggetto politico e militare. L'Europa oggi è (giustamente e inevitabilmente) atlantista perché non ha alternative. Da cittadino ed elettore però mi piacerebbe che si lavorasse per crearle queste alternative. Bisogna avere l'ambizione di contare qualcosa.
P.S.: vedi che se si argomenta invece che scrivere "gne gne gne e fastidiosi attacchi ad personam" poi ci si ritrova sulla maggior parte delle questioni e si può intavolare una discussione interessante su quelle che sono le differenze di vedute. Una volta questo forum era un posto di questo tipo



