Let's have a Depeche Mode celebration

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Re: Let's have a Depeche Mode celebration

Post by AFX » 25 Jul 2023 14:50


grandioso Dave Gahan per questa cover dei Gun Club
https://glitterhouserecords.bandcamp.co ... whelmed-us
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Re: Let's have a Depeche Mode celebration

Post by AFX » 01 Aug 2023 14:06

Comunque ragazzi l'ultimo è il loro migliore da 20 anni e passa. E' dark e sentito. E i bassi riempiono una stanza facilmente.
Non lo so se c'è una band attiva dagli inizi degli '80 così seria. Certo non U2 né Cure.
E' veramente legittimo essere fan dei Depeche Mode. Poi certo che ci sono tanti che vanno allo stadio come andrebbero a vedere Vasco o Red Hot Chili Peppers, però per chi sa cosa significano... che grande band.

Depeche Mode > Led Zeppelin, facile facile, così, a random. Per dire.
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Re: Let's have a Depeche Mode celebration

Post by AFX » 26 Nov 2025 08:51

Ho ascoltato in anteprima il nuovo live dei Depeche Mode, in uscita a inizio dicembre.
La cosa mi offre l’occasione per fare il punto su Gore e soci: ciò che continuo ad amare, e ciò che non amo più.

⸻

NOVE COSE CHE CONTINUO AD AMARE
1. Memento Mori: riascoltato oggi è ancora più bello di due anni fa.
2. La coerenza: nessuna band della loro generazione può anche solo avvicinarsi.
3. Martin Gore: quando canta.
4. Il senso dell’oscurità: non l’hanno mai trasformato in una posa.
5. Le melodie che sembrano semplici e invece ti entrano nelle ossa.
6. Il modo in cui hanno trasformato un tema come il lutto in un linguaggio.
7. L’estetica musicale: mai fuori fuoco, mai fuori tema.
8. La capacità di cambiare rimanendo riconoscibili.
9. Il fatto che, dopo quattro decenni, mantengano intatta la loro rilevanza.

⸻

NOVE COSE CHE NON AMO PIÙ
1. Le stonature di Gahan. Non occasionali, oramai strutturali.
2. Il far cantare al pubblico le parti che non regge. Insopportabile.
3. Non sono una band da stadio. Per quanto continuino a riempirli, la loro forza sarebbe nei club.
4. La batteria live soffoca i synth: più rumore, meno profondità.
5. Il modo di stare sul palco di Gahan. Da magnetismo puro a parodia di se stesso.
6. Estetica live show: Corbijn, da anni, racconta i Depeche Mode come se non lo fossero.
7. Le scalette sempre uguali. Un catalogo monumentale lasciato a prendere polvere.
8. Live musicalmente iperprodotto. Poco verosimile.
9. Il gigantismo dello show

Un post di Marco Pipitone del Fatto Quotidiano
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