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a 360° su musica e cultura pop
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Tyler Durden
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Re: tool

Post by Tyler Durden » 21 Apr 2018 21:20

Finora ho ascoltato l'album 5 volte per intero.
Ora mi sono andato a leggere tutti i vostri commenti di queste pagine e l'idea che mi son fatto è che abbiate ragione un po' tutti e nessuno. Che è un paradosso. Ma questo è il classico album che alla fine non metterà mai tutti d'accordo.
Personalmente, vivo questo paradosso così: se lo ascolto pensando che sia il nuovo capitolo APC - una delle band che più ho amato nella vita - ritengo che sia una delusione. Se invece lo ascolto immaginandomi un'altra band qualsiasi, concludo che tutto sommato ci può anche stare.
Insomma una porcheria non lo è. E non è neanche una roba per cui esaltarsi. Sa un po' di finto, questo sì: c'è spesso troppa emotività forzata.
Se dovessi esprimere un voto adesso, darei il classico 6 politico.

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toolipano
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Re: tool

Post by toolipano » 22 Apr 2018 09:30

provo a dire la mia dopo 3 ascolti.
Fondamentalmente anche a me sembra un album sufficiente. Ciò che strania è pensare che sia un album degli APC. In almeno 5-6 pezzi è quasi impossibile trovare un punto di incontro tra questa band e quella di Mer de Noms e Thirteenth Step.
A me, sinceramente, la prova di Maynard sembra confortante in chiave Tool. A livello melodico non è male il disco, a livello lirico non ho approfondito molto ma pare un po' banale rispetto ai suoi standard. Billy fa certamente un gran lavoro: gli arrangiamenti sono davvero elaborati, anche troppo! Molte scelte sono sicuramente discutibili, ma si sente che è materiale su cui ha lavorato molto.
Le cose che più mi straniano sono le seguenti: pochissimi pezzi up-tempo, poca chitarra, produzione patinata e, soprattutto, una tracklist davvero strampalata. Mi sembrano un po' una serie di pezzi buttati lì uno dietro l'altro senza una logica, o almeno io non la trovo. Perlomeno nessuno potrà dire che non è un album variegato.
Probabilmente il disco è anche un po' troppo lungo. Ci stavano 1 o 2 pezzi in meno: tipo By and Down the River e i Pesci. Quest'ultima è una merdata senza appello, però ti ritrovi a canticchiarla contro il tuo volere come solo le peggiori canzoni da centro commerciale sanno fare :lol:
La parte finale non l'ho inquadrata benissimo ancora: Hourglass, Get the Lead Out. Il mio voto finale dipenderà da come finirò per giudicare questi due pezzi. Se si riveleranno essere buoni con un altro po' di ascolti posso avvicinarmi al 70 (facciamo 68 dai..), altrimenti un bel 6 politico

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Pilgrim
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Re: tool

Post by Pilgrim » 22 Apr 2018 10:51

toolipano wrote: ↑22 Apr 2018 09:30 i Pesci. Quest'ultima è una merdata senza appello, però ti ritrovi a canticchiarla contro il tuo volere come solo le peggiori canzoni da centro commerciale sanno fare :lol:
oh, incredibile, stessa cosa.
Fa cagare ma non riesco a smettere di cantarla :lol:

Ascolto tutto ora per la terza volta. Leggendo qualche vostro commento sapevo cosa aspettarmi da quelle che non avevo già ascoltato.
Se uno ascolta l'album senza conoscere niente, le prime due sono belle, creano un bel mood e sono dei pezzi ottimi. Creano aspettativa.
Il problema è poi il saliscendi, l'altalena emotiva che non regge, la produzione e gli arrangiamenti che non ricordano se non in alcuni momenti sporadici, la band monolitica e con un suono cupo/etereo che ci avevano lasciato in 13th step.

Alcuni sono comunque bei pezzi, direi che ce ne sono almeno 4-5 buoni/ottimi, e gli altri sono mediocri/sufficienti. Non è un disco pessimo, non è da buttare tutto, oggettivamente la sufficienza la può tranquillamente prendere.
Ma è anche ovvio che per chi come noi ha vissuto gli APC in un certo modo, questo non può che essere una delusione bruciante, che non può che concludersi in una stroncatura. Nei precedenti 2 album non c'è un pezzo che per me non sia ottimo/capolavoro. Se poi su Spotify ti parte l'autoplay di 13th step in automatico finito il disco, è la fine.
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AripRne
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Re: tool

Post by AripRne » 22 Apr 2018 17:34

primo ascolto:

per ora un 70 c'è. Ho skippato So long
alti abbastanza alti e bassi più bassini. Però il disco si ascolta. Anche Delicious: quando è partita mi faceva no, ma non lo so. No, imparagonabile a Mer e Thirteenth. Vero che le migliori erano i singoli. Mi riservo di approfondire sui testi e di riascoltare per capire davvero quanto mi piace
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Re: tool

Post by toolipano » 23 Apr 2018 08:38

bella la seconda parte della rece :)

Comunque se si alza molto il volume migliora tutta la situazione

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AripRne
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Re: tool

Post by AripRne » 23 Apr 2018 10:05

segnalo due refusi nella rece:

Terzo paragrafo, manca un CHI

"È fin troppo radiofonica questa collezione di brani, e alle orecchie di come noi è cresciuto anche con la sua musica, ciò non passa inosservato."


Penultimo paragrafo, penso che quello debba essere un NON

"È andata avanti. La saluto con la mano mentre lei già un può vedermi."


Recensione bella e onesta, e soprattutto col finale giusto. Anche poi in relazione al disco stesso: per quanto chiaro il riferimento di quel "Be patient", essendolo anche con Eat the Elephant alcune sensazioni potrebbero cambiare persino per chi come noi ci ha avuto un rapporto più profondo del normale, con gli APC. Resta comunque vero quello che si dice nel primo paragrafo
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Messer Dino Compagni
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Re: tool

Post by Messer Dino Compagni » 23 Apr 2018 11:21

Ho scritto quella seconda parte così un po' perché l'analogia veniva ovvia, un altro po' perché c'è comunque qualcosa che ci sfugge di brutto.

Sono d'accordo con quanto scrive AFX e senza le esagerazioni e l'amarezza sono d'accordo anche con laJoneseria e...con tutti gli altri. Ovvero chiunque tiri fuori una considerazione su Eat the Elephant, ha ragione.

- Sicuramente non è un capolavoro. Ma quante band riappaiono a 15 anni di distanza con un capolavoro? Nemmeno MBV. Tra l'altro dopo Emotive il marchio infallibilità per me già non c'era. Per quanto quel progetto fosse a se'.
- Non sono la stessa band. Ok, ma chi fa rock così oggigiorno ed è preso sul serio?
- E' easylistening e lontano dalle coordinate che molti di noi hanno preso. Ok, ma ricordo che abbiamo ascoltato e apprezzato gli Arctic Monkeys, i Tame Impala, gli Arcade Fire. Ecco riguardo al fatto che il cattivo (come il buon) gusto è personalissimo: So Long > Discografia Tame Impala.
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Try to lull us in before the havoc begins into a dubious state of serenity
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Tyler Durden
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Re: tool

Post by Tyler Durden » 23 Apr 2018 12:09

Messer Dino Compagni wrote: ↑23 Apr 2018 11:21 - Non sono la stessa band. Ok, ma chi fa rock così oggigiorno ed è preso sul serio?
Più che altro il rock versante heavy e non radiofonico è in seria crisi di identità e qualità da anni ormai, quindi anche noi, forse, siamo degli illusi ad aspettarci che sia una band inattiva da anni a risollevarne le sorti.

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toolipano
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Re: tool

Post by toolipano » 23 Apr 2018 12:42

tutto bene il discorso su Eat the Elephant Messer
Però quando si è completamente da soli a pensarla in un certo modo...
Messer Dino Compagni wrote: ↑23 Apr 2018 11:21 Ecco riguardo al fatto che il cattivo (come il buon) gusto è personalissimo: So Long > Discografia Tame Impala.
...occorre farsi delle domande :lol:
Tame Impala sono tra le 5 band più importanti di questo decennio

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Messer Dino Compagni
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Re: tool

Post by Messer Dino Compagni » 23 Apr 2018 12:49

Kriptonite per me.
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