sì, un gran bel sottofondotoolipano wrote: ↑20 Sep 2021 00:12Segnalo il disco di Nala Sinephro - Space 1.8
Jazz minimale e con contaminazioni electro. Se vi è piaciuta la collaborazione tra Pharoah Sanders e Floating Points, dovrebbe piacervi anche questo, anche se poi è diverso. Comunque un altro disco 2021 da tenere in considerazione
già già...JAZZ!
Re: già già...JAZZ!
Re: già già...JAZZ!
(ciao a tutti, è un piacere tornare su questi lidi)
Un altro bel disco di quest'anno è questo dalla Polonia: https://bloto.bandcamp.com/album/kwasy-i-zasady
A parte il primo brano, che è uno sfogo free (comunque godibilissimo), il resto è pura ipnosi tra basi hip-hop e tappeti di synth. Stupisce che sia stato registrato in presa diretta in un'unica sessione
Un altro bel disco di quest'anno è questo dalla Polonia: https://bloto.bandcamp.com/album/kwasy-i-zasady
A parte il primo brano, che è uno sfogo free (comunque godibilissimo), il resto è pura ipnosi tra basi hip-hop e tappeti di synth. Stupisce che sia stato registrato in presa diretta in un'unica sessione
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Re: già già...JAZZ!
Sto contraendo una dipendenza morbosa nei confronti di Point Of Departure di Andrew Hill. Davvero, se non siete mai stanchi del fraseggio di Dolphy procuratevelo, è qualcosa di superlativo questo disco.
Re: già già...JAZZ!
https://www.nytimes.com/2021/12/03/t-ma ... hurch.html
un articolo su Coltrane
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Re: già già...JAZZ!
https://www.jazzwise.com/features/artic ... ms-of-2021
Classifica dei migliori dischi jazz del 2021 per jazzwise. Mi mancano vari nomi, nel complesso non male. Aggiungerei senza dubbio:
The News di Andrw Cyrille - Molto bello, ma per gusto personale lo metterei sotto Lebora e soprattutto The Declaration Of Musical Indipendence che ho amato.
Uneasy e A Love Sonnet For Billie Holiday entrambi di Vijay Iyer e colleghi. Nel secondo figurano nientemeno che Wadada Leo Smith e Jack DeJohnette, giusto due a caso...
Defeat dei Fire!
Road To The Sun di Metheny forse andrebbe nel reparto musica classica. Mi accorgo adesso che è piaciuto a tutti meno che agli utenti di RYM, curioso.
Forse la precedente annata mi è sembrata più ricca in ambito jazz, ma probabilmente starò perdendo qualcosa.
Tra gli ascolti attuali che esulano il 2021 sicuramente il live di Steve Coleman al Village Vanguard (bella vita chi lo frequenta abitualmente) e Ezz-Thetic di George Russell che è un autentico capolavoro. Sostanzialmente Russell è il papà del modale che anticipa e forgia circa una ventina di anni prima del suo massimo splendore. Tra l’altro ha vissuto per anni nello stesso pianerottolo accanto Gil Evans! Il suo Lydian Chromatic Concept of Tonal Organization è il testo fondamentale su cui hanno studiato tutti i grandi improvvisatori e compositori delle epoche successive.
Classifica dei migliori dischi jazz del 2021 per jazzwise. Mi mancano vari nomi, nel complesso non male. Aggiungerei senza dubbio:
The News di Andrw Cyrille - Molto bello, ma per gusto personale lo metterei sotto Lebora e soprattutto The Declaration Of Musical Indipendence che ho amato.
Uneasy e A Love Sonnet For Billie Holiday entrambi di Vijay Iyer e colleghi. Nel secondo figurano nientemeno che Wadada Leo Smith e Jack DeJohnette, giusto due a caso...
Defeat dei Fire!
Road To The Sun di Metheny forse andrebbe nel reparto musica classica. Mi accorgo adesso che è piaciuto a tutti meno che agli utenti di RYM, curioso.
Forse la precedente annata mi è sembrata più ricca in ambito jazz, ma probabilmente starò perdendo qualcosa.
Tra gli ascolti attuali che esulano il 2021 sicuramente il live di Steve Coleman al Village Vanguard (bella vita chi lo frequenta abitualmente) e Ezz-Thetic di George Russell che è un autentico capolavoro. Sostanzialmente Russell è il papà del modale che anticipa e forgia circa una ventina di anni prima del suo massimo splendore. Tra l’altro ha vissuto per anni nello stesso pianerottolo accanto Gil Evans! Il suo Lydian Chromatic Concept of Tonal Organization è il testo fondamentale su cui hanno studiato tutti i grandi improvvisatori e compositori delle epoche successive.
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Re: già già...JAZZ!
https://intlanthem.bandcamp.com/album/forfolks
Davvero molto bello il nuovo Forfolks di Jeff Parker. Fraseggio che può trarre in inganno (distrattamente può ricordare Frisell o Scofield), ma ad ogni modo molto personale. Dategli un’occhiata, anche i precedenti meritano parecchio.
Davvero molto bello il nuovo Forfolks di Jeff Parker. Fraseggio che può trarre in inganno (distrattamente può ricordare Frisell o Scofield), ma ad ogni modo molto personale. Dategli un’occhiata, anche i precedenti meritano parecchio.
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Re: già già...JAZZ!
L’ultimo New Masada Quartet è una goduria. Roba che solo un genio come Zorn può concepire. Julian Lage alla chitarra fa un lavoro strepitoso, idem la sezione ritmica. Solo applausi.
https://johnzornresource.com/news
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Re: già già...JAZZ!
Questo ce l’ho in lista.The Sheltering Sky wrote: ↑11 Dec 2021 10:19https://intlanthem.bandcamp.com/album/forfolks
Davvero molto bello il nuovo Forfolks di Jeff Parker. Fraseggio che può trarre in inganno (distrattamente può ricordare Frisell o Scofield), ma ad ogni modo molto personale. Dategli un’occhiata, anche i precedenti meritano parecchio.
Per il resto devo dire che generalmente non ascolto molti album jazz contemporanei perché mi mancano ancora vari classici, vorrei recuperare prima quelli.
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Re: già già...JAZZ!
Non posso darti torto, il consiglio che mi permetto di darti è di ascoltare quello che più ti intriga prima di intraprendere un percorso enciclopedico. Magari dischi come A Love Supreme o The Black Saint And The Sinner Lady sono abbastanza trasversali e senza tempo per catturare fin da subito la giusta attenzione. Poi inevitabilmente se il genere piace si va ad approfondire attraverso libri, interviste etc... A meno che non si è parecchio rétro non credo sia il caso di partire con lo stile di New Orleans, il Manouche o le orchestre Swing (Duke Ellington a parte che invece bisogna conoscere a fondo).Roto wrote: ↑17 Dec 2021 04:05Questo ce l’ho in lista.The Sheltering Sky wrote: ↑11 Dec 2021 10:19https://intlanthem.bandcamp.com/album/forfolks
Davvero molto bello il nuovo Forfolks di Jeff Parker. Fraseggio che può trarre in inganno (distrattamente può ricordare Frisell o Scofield), ma ad ogni modo molto personale. Dategli un’occhiata, anche i precedenti meritano parecchio.
Per il resto devo dire che generalmente non ascolto molti album jazz contemporanei perché mi mancano ancora vari classici, vorrei recuperare prima quelli.
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