Pro-Progressive

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AFX
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Pro-Progressive

Post by AFX » 14 Sep 2019 21:39

Il topic per chi non è ciancaleoni ma apprezza di certo rock interpretato con fantasia e voglia di andare oltre le regole canoniche della forma canzone.
King Crimson, Genesis, The Soft Machine, Yes, Gong, Van Der Graaf Generator, Third Ear Band, Mike Oldfield, Pink Floyd, Traffic, Emerson Lake and Palmer, Rush, Jethro Tull, Robert Wyatt,
senza lasciare il kraut che in realtà è prog come Faust e Can
La chart degli utenti di RYM dove figurano anche alcuni italiani https://rateyourmusic.com/customchart?p ... countries=


e in anni più recenti Phish, Porcupine Tree, Primus, The Mars Volta, Oceansize, maudlin of the Well, Kayo Dot, King Gizzard, Caligula's Horse, Omar Rodriguez Lopez

Quali sono i preferiti?
Quali sono le nuove scoperte?
Quali sono le gemme nascoste?
Vogliamo fare una chart?
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Scavenger
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Re: Pro-Progressive

Post by Scavenger » 16 Sep 2019 15:07

Lo metto qui, non è propriamente progressive ma ha attraversato anche questo genere. Si tratta di Marek Grechuta, il più importante cantautore polacco. Egli ha contribuito a definire quel movimento chiamato “poezja śpiewana” (poesia cantata) che è tipicamente polacco e che non ha raffronti diretti nel mondo occidentale. Musicalmente è un forma di cantautorato lontana dai modelli anglosassoni, fondata su una tradizione folk che mette le sue radici nella cultura mitteleuropea, nella scuola jazzistica della Polonia, nella musica classica, nel cabaret. L’impostazione di base può ricordare persino il “lied” ed i testi, quando non scritti da Grechuta, provengono dai grandi classici della poesia polacca.
I primi due album, registrati con il collettivo Anawa, sono entrambi fondamentali:

Marek Grechuta & Anawa (1970)
Korowód (1971)

In realtà negli Anawa i leader sono due, l’altra figura dominante è quella del compositore e pianista Jan Kanty Pawluśkiewicz, che qui ruba la scena componendo gran parte delle musiche. Korowód nello specifico avvia i primi contatti con l’universo progressivo, come si evince specialmente nella lunga cavalcata della title-track firmata da Grechuta, dove flauto dolce e basso si rincorrono in una jam spettacolare. La traccia di apertura, “Widzieć więcej”, è invece un assolo al brač di Marek Jakowski che di fatto anticipa la world music oltre ai paesaggi più acustici dei Popol Vuh da Hosianna Mantra in avanti. “Dni, których nie znamy” (I giorni che non conosciamo) è semplicemente una delle canzoni polacche più famose, un vero manifesto generazionale.
Questo è uno dei miei album preferiti in assoluto, non solo dell’epoca.

Pawluśkiewicz registrerà poi un altro bellissimo album omonimo degli Anawa (1973) con Andrzej Zaucha alla voce mentre Grechuta inizierà la sua carriera solista vera e propria: Droga za widnokres (1972) e Magia obłoków (1974) sono i titoli essenziali.
Il primo è una raccolta memorabile di poesie cantate e musicate da Grechuta perlopiù su sottofondi percussivi disegnati fra linee di contrabbasso e chitarre, sia acustiche che elettriche. Il secondo un’escursione nel jazz-rock, una fusion dell’est che raggiunge il suo culmine nella clamorosa “Godzina Miłowania”. In entrambi i casi è accompagnato da una band di jazzisti polacchi denominata WIEM.
Con il box-set Świecie nasz (2005) ci si porta a casa tutta la discografia.

Alcuni pezzi chiave per farsi un’idea qui sotto:
Altro nome polacco che si può inquadrare nel progressive è Czesław Niemen, la cui fama raggiunse anche l’Italia nel 1970; fu ospite al Cantagiro cantando nella nostra lingua.
Non ne parlo molto solo perché l’ho ascoltato poco e lo conosco meno rispetto a Grechuta. Comunque Enigmatic, registrato nel 1969 e pubblicato l’anno successivo, è uno di quei dischi che precorrono tutto il rock progressivo.
Sul rock polacco poi si potrebbe aprire un capitolo a parte in ogni genere, visto che è una delle scene più ricche al mondo.