Rumba on the River: AFRICA

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hyperion
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Rumba on the River: AFRICA

Post by hyperion » 30 Mar 2019 16:48

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Fare ordine nella scena afro è impossibile, infinite contaminazioni: il tribalismo che si mischia con la musica afroamericana, cubana, portoghese nell'ovest del continente, con il medio oriente che penetra ogni nota per la zona nord e del corno d'Africa.
Tutta l'area subsahariana che trasuda la high-life, quella famosa di Fela, e la Makossa, una cosa che in Europa mai abbiamo sentito.
Rumba on the River, dove per "river" ci si riferisce a quel fiumiciattolo chiamato Congo, e per Rumba si intende quella afro, quella nata negli anni trenta nel Congo Belga e Francese, che ha infettato tutto nei successivi 50 anni. Se volete leggerne di più, c'è lui:
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Rumba on the River

Che la musica africana sia tornata di moda negli ultimi 3-4 anni è agli occhi di tutti, dopo un ventennio d'oro tra il '65 e l'85.
Molte le etichette che propongono reissues, compilations di rarità e "lost tracks". Nella maggior parte dei casi, sono pezzi da avere, la qualità della stampa e la ricerca che precede sono incredibili e stupende.

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Analog Africa - https://analogafrica.bandcamp.com/
Samy Ben Redjeb, tunisino trapiantato a Berlino, viaggia da 15 anni con un solo obiettivo: comprare vinili, conoscere musicisti, scoprire perle mai prodotte, o andate perdute. Antropologo della scena panafricana, così lo possiamo definire. Le uscite Analog Africa sono una più bella dell'altra.

Altra da citare è Hot Casa Records, dateci un'occhiata perchè è quasi tutto buonissimo: https://hotcasarecords.bandcamp.com/

Ma c'è anche musica nuova, dove per "nuova" intendo degli ultimi 15 anni, e tutt'ora esce sporadicamente qualcosa di interessante.
Vivo in Uganda e viaggio in Africa da qualche anno, così mi sono detto:"perchè non fare una mini rubrica di quello che scopro in giro?".
Ed eccoci qui. Eviterò volutamente la scena del Sahel e Tuareg, visibilità ce n'è fin troppa, con artisti che fanno tutti le stesse cose ormai, dove se ne salvano giusto un paio, ovvero i più grandi.

Solo un mese fa, a Addis Ababa, ero al The African Jazz Village. Do una gomitata all'amico li con me e gli faccio:"Oh! Vecio! ma quello è Mulatu Astatke". Prendo coraggio e vado. Lo ringrazio e parlandoci per dieci minuti, scopro che è praticamente il nonno che vorrei.
"What the fuck are you doing in Uganda? NGO?" - "No Mulatu, I'm a fish farmer, based on a small island on Lake Victoria, do you know? the biggest one?". Si mette a ridere, mi abbraccia, mi da una pacca sulla spalla e mi fa:"Sorry son I have to go, tonight I promised that I'll play a couple of songs here".
Mulatu, ovvero "quello che ha inventato l'EthioJazz".

E quindi? Quindi ogni tanto passerò di qua a lasciarvi qualche regalino.
Comincio con una cosa strana, che è uscita ieri:

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"Wasalala" by Madalitso Band (2019) - https://madalitsoband.bandcamp.com/album/wasalala

Malawiani, sono un duo di ragazzi che suonano l'Africa, quella povera.
Intuitive, authentic, and full of ruthless rhythms, Malawian Madalitso Band has taken Europe by storm. Madalitso will make you clap, dance, smile, and rethink everything you thought you knew about African sound and instrumentation. Madalitso is authentic to the core and coming on tour once again after demand from clubs and festivals from Europe to the USA.
The traditional duo from Malawi, who in the last year have been featured on BBC Africa, and performed at such festivals as Roskilde in Denmark, were first discovered by a local producer busking outside a shopping centre in Lilongwe in 2009. The connection that the musicians gained with each other through living this way for 10 years is evident in the way they burst onto the scene, after their very first performance outside Malawi, in 2017, at Sauti Za Busara in Zanzibar. 6 months later and they were on an aeroplane for the first time in their lives, to do a 2 week European tour, and wow audiences with their down-to-earth nature, and raw on-stage energy.
A new album is being released in March 2019 under Bongo Joe Records, a label from Geneva, who instantly fell in love with the Madalitso ethos, when the music inside is so strong that it says, "so what that we can't afford instruments, we'll build our own." The music inside Madalitso Band is SO strong, and it comes out effortlessly, full of syncopated rhythms, lush harmonies and a solid back beat.
Two nice guys from the village in Malawi, smiling their way around the world and bringing dancefloors to life. What's there not to like about that.
Belli e sorridenti.

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