What Else Is There? aka La crisi

a 360° su musica e cultura pop
Roto
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Re: What Else Is There? aka La crisi

Post by Roto » 24 Oct 2019 11:22

AFX wrote:
24 Oct 2019 02:08
è successo che a un certo punto sono arrivati i negri ragazzi, questa è la verità. Non c'è da essere bigotti o amari, si sono presi la ribalta e non l'hanno più lasciata. Il decennio precedente è stato indie e parzialmente yo e -step, questo che stiamo vivendo è stato dominato dalla negritudine e da un po' di elettronica al massimo.
È vero. Secondo me in assoluto il genere degli anni 10 in campo prettamente qualitativo è stato l’elettronica, ma i negri hanno dominato il mainstream, ed in alcuni casi specifici portando dischi belli ed originali. Quindi sì, dobbiamo farci i conti.
La bolla secondo me non durerà a lungo però, perché oggi l’hip hop sta diventando il nuovo pop, ci sono artisti che sfornano roba in continuazione, e questo comincia a portare un calo di ispirazione ed una banalizzazione della proposta.
Ogni anno ci sono 6/7 dischi Black rilevanti, ma su quanti? Ne escono troppi... non potranno mantenere l’ispirazione per sempre, con un grado di saturazione tale.
Nel prossimo decennio mi aspetto una ripartenza del rock, magari integrando elementi di hip hop ed elettronica. E no, non parlo di rap su basi rock o stronzate simili (un revival nu metal non è una prospettiva augurabile), ma di artisti che integrano bene i suoni electro ed i ritmi hip hop su una struttura rock superando definitivamente la divisione tra i generi.
Uno che ha tracciato una buona strada in questo senso è King Krule

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Tyler Durden
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Re: What Else Is There? aka La crisi

Post by Tyler Durden » 24 Oct 2019 12:14

toolipano wrote:
24 Oct 2019 10:10
In ogni caso è chiaro che se parliamo di musica rock bisogna ammettere che il malato è terminale e nessuno di noi lo avrebbe potuto prevedere una decina di anni fa.
Eh sì, è quello il problema che mi rattrista di più.
Negli anni 90 invece si poteva godere di gente come Tool, Soundgarden e Nine Inch Nails (oltre a Nirvana e Pumpkins ovviamente) in alto nelle classifiche. Ed era roba che vendeva! Mica fenomeni da garage.

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Re: What Else Is There? aka La crisi

Post by hyperion » 24 Oct 2019 17:42

toolipano wrote:
24 Oct 2019 10:10
hyperion wrote:
24 Oct 2019 09:31
Sono arrivati negri brutti però, perchè a me non andrà mai giù l'hip hop, MAI.
Non si può far di tutta l'erba un fascio però. Ci sono dischi di indiscutibile qualità. Poi se non piacciono a te è perfettamente legittima come cosa, ma il problema è tuo
Sono d'accordo, è un problema mio. Comunque sia non disdegno i nomi storici, anzi.
I vari Tyler e compagnia però non mi dicono nulla, niente di niente.

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Neve
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Re: What Else Is There? aka La crisi

Post by Neve » 25 Oct 2019 09:15

toolipano wrote:
24 Oct 2019 10:10
C'è da dire che secondo me una cosa positiva è che mi sembra che la musica pop si stia evolvendo in maniera un minimo più interessante negli ultimi anni. Qualche elemento di complessità si intravede in pezzi anche molto radiofonici e di successo. Una magra consolazione per chi come noi vive soprattutto di roba alternativa e spesso stramba, ma tant'è. Poi sì la merda c'è, ma quella c'è sempre stata.
Questa è l'altra componente da considerare.
Per come la vedo io tutto è successo in un momento ben preciso, l'uscita di "808s & heartbreak". Da quel momento in poi è crollata del tutto la divisione tra generi e la distinzione tra pop e musica indipendente (in sensio ampio, "progressista"). Prima di quel disco c'era una distinzione netta e magari anche un po' stupida tra musica alta e musica di consumo. Questa divisione aiutava molto chi era appassionato di musica a distinguere tra le cose che valeva la pena di provare e le cose che potevi evitare a priori. Oggi, apri pitchfork (esempio più semplice, per interndersi) e non c'è modo di capire se quello che ti stanno proponendo è un disco sperimentale o un disco di merda di qualche cazzone che sparisce 2 mesi. E' tutto appiattito, tutto incredibilmente conforme.

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Re: What Else Is There? aka La crisi

Post by AFX » 25 Oct 2019 14:56

del tutto la divisione tra generi
non credo, solo molto superficialmente trovi elementi rock, jazz, metal, post nella musica di Kanye West e colleghi
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Re: What Else Is There? aka La crisi

Post by Neve » 25 Oct 2019 16:02

Si certo, intendo la "divisione" nel modo in cui viene recepita da chi ascolta e critica. Adesso non è concepibile che un critico o un semplice appassionato di musica parli solo di rock, solo di hip hop o solo di elettronica. E' fisiologico dell'era internettiana, non dico che KW abbia cambiato il mondo con quel disco, ma secondo me quello è un punto di svolta.

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Re: What Else Is There? aka La crisi

Post by Roto » 25 Oct 2019 16:23

Per me alla musica rock manca soprattutto il mito, l’icona.
Che ci sia stato anche un calo di ispirazione nella proposta è evidente e sotto gli occhi di tutti, ma poi in fondo i dischi rock buoni escono, se uno se li sa cercare. Quest’anno black midi e Girl Band hanno cacciato fuori due bei dischi che, seppur citazionisti, suonano effettivamente freschi e creativi.
E questo succede ogni anno, in questo decennio abbiamo comunque avuto gente come Beach House e Tame Impala, artisti che sicuramente sopravviveranno alla prova del tempo.
Il fatto è che i dischi rock belli sono sempre meno, mentre una volta eri invaso dal rock, in tutte le sue declinazioni, anche quelle meno nobili. Avevi una scelta ampia, potevi scegliere se accontentarti di quello che passavano in radio o se interessarti a qualcosa di più alternativo.
Poi certo, il pop c’è sempre stato, ma comunque il rock dominava le vendite (a volte con band ridicole, anche questo va detto). La verità è che è venuto a mancare il mito della musica rock, non abbiamo più icone che smuovano le masse, perché oggi queste icone sono diventati i rapper, ed il sottobosco creativo è probabilmente il mondo electro.
Quindi il rock è diventato una questione per appassionati, o per critici, il pubblico generalista se ne interessa sempre meno.
È un circolo vizioso perché moltissimi appassionati di musica rock sono rimasti davvero agli anni 70/80 (i più evoluti forse arrivano a prendere in considerazione la scena grunge) e cercano roba nostalgica, e quindi nascono o band super derivative che la critica snobba (giustamente, lo facciamo anche noi se si tratta di gente come i Greta Van Fleet) e che al pubblico generalista puzzano di vecchio, o band effettivamente valide che però non hanno la forza per spiccare il volo e detronizzare né l’hip hop (per quanto riguarda l’influenza sul mondo mainstream) né l’elettronica (per chi cerca, come noi, la novità nella musica).
Quello che servirebbe in questo momento è un altro Kurt Cobain, uno che sappia prendere il meglio delle correnti più underground e trasformarlo in un fenomeno planetario col suo carisma, per convincere tutti ad imbracciare di nuovo le chitarre e avere voglia di creare qualcosa.
Un altro “disadattato estroverso” che ci dica di nuovo: “Adesso siamo qui, fateci divertire”

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Re: What Else Is There? aka La crisi

Post by Roto » 02 Dec 2019 18:32

Dopo tanti anni di stallo, qualcosa si muove, ed ancora una volta bisogna ringraziare l’Inghilterra.
La voglia di riprendere le chitarre in mano in terra d’Albione risale in realtà al 2013, con l’esordio di King Krule che ha influenzato due diverse categorie di musicisti: quelli di stampo hypnagogic pop/ sophisti pop, come Puma Blue, Yellow Days, Cosmo Pyke o gli Her’s (morti qualche mese fa in un incidente stradale); e quelli che stanno portando a questa interessante rinascita post punk, un post punk contaminato con qualsiasi genere possibile.
Un anno di svolta è stato sicuramente il 2017, con l esordio degli IDLES, The Ooz di King Krule e mettiamoci dentro anche gli Algiers (che dal post punk partivano per arrivare a qualcosa di completamente diverso).
Poi nel 2018 sono arrivati altri due pesi massimi, l’esordio degli Shame e il secondo disco degli IDLES (davvero memorabile).
Questo è stato l’anno dei black midi, con la loro miscela totale, e di altre due band potenzialmente molto interessanti della stessa etichetta, vale a dire Squid, che hanno inciso un EP veramente figo, e Black Country, New Road che hanno invece sfornato due lunghi singoli dall’incedere molto slintiano.
In più, anche in Irlanda negli ultimi anni sta succedendo qualcosa di simile. Lì è partito tutto dall’esordio dei Girl Band, targato 2015, e loro stessi hanno chiuso il cerchio quest’anno con un monolite rumorosissimo, assolutamente uno dei dischi rock dell’anno per il sottoscritto. Insieme a loro quest’anno hanno raggiunto un discreto successo anche i Fontaines D.C., che avete già citato.
Ce n’è abbastanza per parlare di una vera e propria scena. E la cosa bella è che queste band partono tutte dal post punk per approdare a qualcosa di assolutamente personale: gli Shame sono quelli più melodici, gli IDLES i più violenti, i Black midi hanno un piglio molto progressivo, e così via.
L’impressione, insomma, è che nel prossimo decennio potremmo finalmente vedere una rinascita della guitar music, specialmente se queste band (tutte molto giovani) manterranno le attese.

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Re: What Else Is There? aka La crisi

Post by toolipano » 02 Dec 2019 21:52

bel post... tanti nomi che non conosco!

In generale, chitarre o no, volevo fare un'osservazione sul 2019 come annata in musica: altissimo livello! Una delle migliori di questo decennio per varietà e qualità secondo me.

La "crisi", forse, è lontana

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Re: What Else Is There? aka La crisi

Post by Decades » 03 Dec 2019 12:57

Boh, a parte gli Algiers che mi esaltano tantissimo e comunque hanno, guarda caso, elementi di musica nera, gli altri non stanno proprio nel target di cose che mi interessa ascoltare. Gli Idles bravissimi ma una volta all'anno, i black midi a me non dicono assolutamente nulla.
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