Che ci sia cresciuto assieme o incappato dopo i fuochi, quando dici Explosions in the Sky la sensazione che ti pervade e i rimandi sonori che riaffiorano sono invariabilmente quelli. Diciamo subito che il mezzo miracolo compiuto con The Wilderness, sesto full-length per la band texana, consiste nel far sentire a casa l’amante di vecchia data senza affatto sedersi sui familiari stilemi, anzi. Se dopo The Earth is not a Cold Dead Place (2003), capolavoro tra i culmini degli anni rampanti del post-rock, la vena aveva patito un certo inaridimento, qui si respira una sorprendente freschezza (John Congleton in co-produzione avrà aiutato).
Le chitarre tornano in una veste nuova eppur non meno sgargiante, sebbene le note cavalcate siano spesso costrette in scala ridotta. Si percepisce poi, sia nella breve durata che nell’intero arco dell’album, un dinamismo ritmico mai così marcato. Altrettanto inedito è il ruolo della componente elettronica, amalgamata nei soundscape con sapiente delicatezza. Un ritorno convincente, a tratti toccante (viene in mente l’apertura con “WIlderness”), che ci ripropone una band in grado di onorare la sua identità traendone slancio e guardando avanti.
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