Recensioni

Clipping – Visions of Bodies Being Burned

Mi imbattei nei clipping. l’anno dopo il loro promettente debutto, lavoro colpevole di aver dato in pasto ai più scettici un mucchio di ottimi pezzi purtroppo carenti di personalità e piuttosto acerbi. Dovevano evidentemente trovare la formula che più gli si addicesse ma, vuoi per la mole non indifferente di black music di rilievo venuta fuori nell’ultimo decennio, vuoi il non aver creduto pienamente nelle loro capacità, ho finito con l’accantonarli prematuramente. Poi il fulmine a ciel sereno, quel decantato There Existed An Addiction To Blood capace di rilanciarli nella sfera di interesse degli appassionati. La causa di cotanti elogi da parte della critica specializzata va ricercata nell’aver etichettato come avanguardistico un sound che di per sé non presenta grosse innovazioni, ma perfeziona un concetto già ben avviato, ovvero applicare elementi noise e industrial all’ambito black.
 
Se il predecessore necessitava di più varietà sonora, non possiamo certo puntare il dito contro Visions of Bodies Being Burned. Qui ad uscirne vincitori siamo noi fruitori del prodotto, dato che il materiale per cui spellarsi le mani abbonda. Le ritmiche serrate non sono state accantonate, i versi brutali tantomeno, e ciò contribuisce ad arricchire il macabro immaginario creato dai californiani. “Say the Name” è diretta, d’impatto, un loro opener che si rispetti come da copione. A “’96 Neve Campbell” spetta l’arduo compito di essere il pezzo meno astruso, ciononostante non molla di un centimetro e vede come ospite il duo Cam & China, incisivo al punto giusto. “Make Them Dead” potrebbe essere un pezzo di Trent Reznor se mai decidesse di trattenersi per qualche ora in studio con Daveed Diggs e compagni (e tornasse ad osare con queste benedette distorsioni). “Looking Like Meat” è una comprensibile battuta d’arresto, forse spinge troppo sull’acceleratore, ma nessun danno, non scordiamoci che a salire in cattedra in tracce simili troviamo loro e pochi altri.
 
Ci aveva visto lungo la Sub Pop, assicuratasi dopo appena un mixtape le gesta del trio, che continua a mietere vittime attraverso un concentrato di hip hop e horror-core dal sapore cinematografico. Fate in modo che si impossessi di voi.

 

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