Weezer – Pacific Daydream

Weezer – Pacific Daydream

Le fasi del fan dei Weezer ad ogni una nuova uscita sono le seguenti:
A. Sgomento condito da disgusto
B. Nostalgia (“rivoglio Blue Album e Pinkerton”)
C. Rassegnazione
D. Accettazione (opzionale)

Io questa volta sono ancorato nella prima, forse come è già successo per altri dischi mi crescerà, ma per ora non ho voglia di andare oltre. Il White Album spiazzava perché veniva dopo EWBAITE (dove c’erano canzoni che se si va a rileggere il testo ora, si evince che Cuomo come minimo è schizofrenico) ma è rimasto, canzoni semplici però divertenti che ancora mi capita di riascoltare. Questa volta a parte un paio di pezzi, dopo un solo ascolto intero, non capisco il senso di questa uscita estiva fuori tempo, con spirito simile al precedente ma con una produzione molto più ruffiana, e che più di prima tenta disperatamente di ritagliarsi uno spazio nelle top charts (c’è pure un verso che fa trasparire tutta la frustrazione di Cuomo per il fatto di essere un “soprammobile” in un mondo hip hop). E non ha minimamente scuse, ha licenziato il produttore del precedente che invece era un fan dei vecchi Weezer, e ha chiamato tale Butch Walker che ha prodotto solo robaccia (e pure Raditude), dichiarando che prima aveva lasciato prendere il sopravvento alla voce dei fan, e che questa volta voleva fare quello che gli pareva. E non dimentichiamoci che dopo White Album aveva parlato di un successivo Black Album dai suoni scuri e metropolitani, che ora pare uscirà invece in primavera… Non si critica il voler crescere musicalmente, ma qui assistiamo ad un processo assurdo, da una musica più matura si è caduti in una roba che va sempre più (o almeno tenta) verso l’orecchio ragazzini (che a quanto pare sono quelli che ormai presenziano fissi ai concerti).

Detto ciò, Weekend Woman è carina (e pare sia una vecchia demo di periodi più rosei), Mexican Fender pure è ascoltabile ma per il resto niente di che, se si ha tolleranza per gli inni pop plasticosi pure feels like summer ci può stare, ma stiamo sempre parlando del meno peggio.

Il figlio e l'erede di niente in particolare. "The media cyborg lives thanks to the media. In the age of cyber-medialism with its emphasis on simulation the hi-tech media become the condition for survival". Dicono di me (?): "His mind is in a perpetual St. Vitus dance - eternal activity without action - "

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