Ufomammut – 8

Ufomammut – 8

Come sussurra lo psicopompo del culto che compare nell’acida visione che assale il protagonista del video di Warsheep, basta spingere leggermente il numero 8 per farlo ruotare con un gesto cabalistico e renderlo orizzontale e infinito, l’ ∞ . Ed è così che 8 diventa il titolo dell‘ottavo lavoro in studio registrato da Poia, Vita e Urlo, al secolo gli Ufomammut. Un 8 che spicca nella bella copertina, come al solito opera del collettivo Malleus che per 2/3 è composto dagli stessi Poia e Urlo, e sembra disegnato per descrivere un percorso che guida all’ascolto: ci faremo largo fra nubi mefitiche rincorsi da ininterrotti cicli di riff solidi e ritmi psichedelici.

Un disco che soddisferà i numerosi affezionati sparsi per il globo. C’è tutto ciò che ha reso gli Ufomammut una band di culto in quasi venti anni d’attività: l’incedere ostinato, martellante e asfissiante creato dalla sezione ritmica condito dalle grida malapena intellegibili che Urlo lancia fra gli strati sovraincisi di sintetizzatori, alternato a momenti intrisi di calma inquietante, di chiara ispirazione floydiana.

Le 8 tracce (ma va?) per 48 minuti totali sono da intendersi come un continuum, ed è difficile, forse pure scorretto, estrapolarne una dall’intero. Ci proviamo citando Zodiac, che ne rappresenta la sintesi più rappresentativa, dove tutti gli ingredienti per la pozione magica  si riuniscono nel calderone degli stregoni in un sabba di sludge, doom, drone e psych. In Prismaze le cose si complicano fino a creare un caos controllato, che si scioglie lasciando prendere il sopravvento l’elemento centrale degli Ufomammut: la mescola solida di basso, batteria e chitarra. L’aggiunta di voci e suoni effettati aiutano la percezione nel suo intero del mastodontico animale preistorico proveniente da altri mondi evocato dal nome della band, che si avvicina con incedere frenetico e violento.

Per la prima volta i tre registrano in presa diretta suonando insieme le strutture create in sala prove, e questo rende il prodotto più immediato dei precedenti. Il disco convince perché riesce a coinvolgere prima e meglio rispetto alle ultime uscite. Per noi 8 è un lavoro che vale 80.

 

 

Amico fraterno di Cagliostro, dopo anni di ricerca spesi ad indagare il microcosmo e il macrocosmo, trova finalmente la materia prima nel mediocosmo. Gobbo di nascita, yorkiano per passione. Gobba? Quale gobba?

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