Uccidere l’attesa: aspettando Twin Peaks

Ci hanno fatto gioire, soffrire e ancora gioire le contrattazioni tra Showtime e David Lynch avvenute a cavallo di 2014 e 2015; per fortuna poi come ormai noto a tutti, la faccenda si è risolta nel migliore dei modi: 18 episodi e non 9 come precedentemente annunciato, tutti rigorosamente scritti da Mark Frost e diretti dal leggendario regista.

Non solo quindi potremo fare un tuffo nel passato in quei luoghi iconici, ma lo faremo anche nel miglior modo possibile: su un canale via cavo che lascerà carta bianca ai creativi (e ci mancherebbe ormai), con la penna e la regia del duo dietro gli episodi migliori di entrambe stagioni, e quasi tutto il cast originale insieme ad un quantitativo indecente di nuove comparse. In più, una discreta lista di musicisti a noi noti che accompagneranno per lo score, l’obbligatorio Angelo Badalamenti (qui il cast completo). Mentre gongoliamo in attesa di poter fruire di quello che si prospetta essere l’evento televisivo dell’anno, prestiamoci all’insulso gioco dei consigli su cosa fare per ammazzare il tempo che ci separa dalla data di trasmissione (21 maggio con doppio episodio), il tutto ovviamente in salsa twinpeaksiana e organizzato per media.

TV
wayward-pinesIn ambito televisivo compilare una lista esaustiva degli show che hanno inseguito le atmosfere o anche solo citato il cult di inizio anni novanta non è cosa facile; tra i molti figurano una gran quantitativo di police procedural, come Top of The Lake, o ancora The Killing, remake del poliziesco danese Forbrydelsen, che fu presentato con una tagline inequivocabile (“Who killed Rosie Larsen?”), e che subì simile sorte quando fu cancellato al calare degli ascoltatori (salvo poi essere riscattato in seguito da Netflix). Essendo però Twin Peaks ben più di un semplice crime drama, ed essendo divenuto famoso non solo per lo sviluppo investigativo, dobbiamo scavare ulteriormente per trovare qualcosa di più vicino all’esperienza. In questo senso, la serie che prometteva più delle altre il ritorno di certi elementi weird, della misteriosità dell’ambientazione e quel tocco di ingenua ma sottile ironia, sembrò essere Wayward Pines, almeno stando alla campagna pubblicitaria che fu fatta. Peccato si sia poi rivelato un discreto buco nell’acqua, vuoi per la diffusa sciatteria nella costruzione del prevedibile script, vuoi per i noiosi attori, ed i personaggi, talvolta insulsi talvolta semplicemente ridicoli (lo sceriffo col cono gelato?).

les revenC’è però uno show che ha per lo meno saputo regalarci qualche momento intrigante, col giusto tocco di mistero, buone location ed un’ottima colonna sonora, ed è il francese Les Reventants. Non c’è la fitta foresta del north west americano ma una gallica valle montana, la cittadina dove si intersecano le vicende del discreto cast è spettrale quanto basta e fa bene da sfondo alle attività dei protagonisti, tutti accomunati da un avvenimento apparentemente sovrannaturale. Buona la resa televisiva, con un dosaggio della trama ben amministrato tra una puntata e l’altra; i luoghi diventano presto riconoscibili donando vitalità all’ambientazione, anche grazie al sapiente utilizzo dello score firmato dai Mogwai, le cui tracce sanno inserirsi di prepotenza nei momenti chiave, con insistenti ripetizioni (come anche in Twin Peaks accadeva). La seconda stagione pareva purtroppo anch’essa in netto calo, ma non avendola portata a termine eviterò di esprimermi. Se poi sentite di esservi allontanati troppo dall’ovile, potreste sempre dare una ripassata alla meno famosa ma parimenti onirica Hotel Room, miniserie in tre episodi diretta dallo stesso David, che andò in onda su HBO nel 1993, dal cui terzo episodio fu anche tratto il sample di apertura di un brano degli Isis.

Videogiochi
lamp ladyAnche nel campo videoludico si sprecano gli omaggi e le opere che hanno subito il fascino del lavoro di Lynch & Frost; in ambito Indie ad esempio non si può non citare il pixeloso survival-horror Lone Survivor (2012, PC, PS4), con i suoi rimandi al setting della loggia nera. Ancora più vicina alla poetica lynchiana (con impressioni di Mulholland Drive e Rabbits), è la rappresentazione surreale della periferia USA inscenata in Kentucky Route Zero (PC), di cui avevamo già mostrato un bellissimo momento alla “road house” qui. Tralasciando il classico dell’orrore Silent Hill, Il parco giochi tripla-A ci offre almeno due esempi di manifesta ispirazione, quasi due rivisitazioni del materiale originale ma di fattura non americana, Alan Wake e Deadly Premonition. Il primo (PC ,X360), un action/adventure horror, dalla buona atmosfera e piuttosto accessibile per un pubblico vasto, fece abbastanza bene nonostante la ripetitività di fondo; lo ricordiamo anche per essere firmato dal finlandese Sam Lake (Remedy) già designer dello storico noir Max Payne, nel quale era possibile in certi frangenti assistere ad un classico show within a show simile a “Invito all’Amore”. I punti di contatto in questo caso sono numerosissimi, a partire dall’ambientazione: una desolata località di montagna statunitense, vista e ricreata inevitabilmente da occhi europei. Se già tematicamente siamo piuttosto vicini, dato che il tutto ruota intorno il tema del doppelgänger e della possessione, è nelle piccole citazioni che il gioco arriva a dare il meglio nel senso che interessa a noi, e citiamo solo la “Lamp Lady” o il detective dell’FBI che lascia le tazze di caffè in giro per i livelli, giusto come assaggio.

Deadly Premonitiondeadly-premonition-coffee (PC,X360,PS3) poi è quanto più possibile vicino ad un adattamento ufficiale del materiale, filtrato sempre dalla visione di Swery65, game designer estroso e totalmente fuori dagli schemi, per giunta da poco ritiratosi dalla scena. C’è un detective caffeinomane, la cittadina è ridicolmente simile, c’è una controparte del maestoso Great Northern Hotel, c’è quella che sembra una presenza maligna ed un omicidio rituale, insomma inutile elencare, andate a vedere da voi il resto. La visione leggermente trash, quasi non-sense di questi creativi sviluppatori nipponici tra cui figura swery va poi a nozze col testo originale, ed anzi va di pari passo con certi momenti non proprio d’alto livello della seconda stagione, permettendo ai creatori di mostrare a schermo senza ritegno una serie di bizzarrie dopo l’altra, che potranno divertirvi o urtarvi a seconda della personale sensibilità. Sebbene il tutto sia in fin dei conti un bellissimo tributo, spassosamente over-the-top, va anche segnalato come il gioco venga ricordato soprattutto per la legnosità, i molti bug, comparto tecnico pessimo, oltre che scelte di design semplicemente insensate, come la necessità di fare benzina per l’auto, con annessa possibilità di rimanere a secco nei boschi. Da provare solo se già siete molto pratici del mezzo.

Musica

Per noi attenti a tutto ciò che è suono, il ritorno di Cooper e colleghi rappresenterà ancor di più un evento memorabile, non solo per il ritorno di Badalamenti, ma anche per gli altri artisti coinvolti, già collaboratori o amici di Lynch, che non vediamo l’ora di scoprire come verranno impiegati. Alla veterana e di casa Julee Cruise, si affiancheranno (accreditati senza andare nello specifico): Trent Reznor e moglie, Robin Finck (NIN), Eddie Vedder, Sky Ferreira, Ruth Radelet (Chromatics), Chrysta Bell (“musa” di Lynch), Sharon Van Etten, Rebekah Del Rio, e le band Au Revoir Simone e The Cactus Blossoms. Se non fatichiamo ad immaginare una possibile collocazione davanti al sipario della Roud House per alcuni di questi, come la bella e svagata Sky Ferreira, o la stessa Del Rio (che già vedemmo nel Club Silencio di Mulholland Drive), è invece meno banale prevedere con precisione in che vesti (e se) vedremo, Eddie Vedder (che le camicie potrà portarsele da casa), o lo stesso Reznor, che dovesse apparire in video, sarebbe per la prima volta in veste d’attore. Volendo saggiare rapidamente cosa ci aspetta, ci viene incontro il sito WelcomeToTwinPeaks, che ha pubblicato un mix contenente vari brani dai musicisti sopra elencati.
Nell’improbabile eventualità che vi fosse sfuggito, siamo inoltre obbligati a ricordare l’uscita a nome Xiu Xiu dello scorso, che per l’occasione hanno magistralmente reinterpretato una selezione di brani dalla OST di serie e film, e per la quale rimandiamo al nostro articolo dedicato.

Per entrare nel mood, una breve lista di dischi da ascoltare:

Insomma di cosa da provare ce n’è a bizzeffe, volendo trovare qualcosa da leggere, potreste tenere in considerazione il nuovo libro di Mark Frost, che riempirà il gap lungo 25 anni tra le due serie, o qualcosa da queste due liste, quella dei libri preferiti di Lynch, e quella di Barnes & Noble dei libri da leggere mentre si aspetta la nuova stagione. Se poi vi interessa altro genere di memorabilia, tenete d’occhio la reissue di prossima uscita dell’LP della OST di Fire Walks With Me prima che vada fuori stampa, o ancora date uno sguardo a questo bellissimo set di tarocchi con immagini ispirate ai personaggi della serie.

Il figlio e l'erede di niente in particolare. "The media cyborg lives thanks to the media. In the age of cyber-medialism with its emphasis on simulation the hi-tech media become the condition for survival". Dicono di me (?): "His mind is in a perpetual St. Vitus dance - eternal activity without action - "

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