Strategie di ascolto ep. 2: come utilizzare Spotify

È importante fare una premessa: questo articolo non è uno spot pubblicitario, alcune feature sono proprie di Spotify mentre altre si ritrovano anche in realtà simili come Apple Music e i setup di ascolto potrebbero essere diversamente replicabili. In questo post, però, si parla di Spotify e basta. Evidenzierò pregi e limiti del servizio di origine svedese tenendo conto delle esigenze di chi ascolta la musica che di solito proponiamo noi. Insomma, non mi rivolgo all’utente da playlist con le hit del momento ma a quello che ha speso anni a costruirsi un archivio musicale di tutto rispetto, su supporti classici (cd, vinili, musicassette) o informatici (per vie più o meno lecite) e ha sempre voglia di ascoltare musica durante il giorno e in qualunque situazione. È uno scenario molto diverso da quello descritto nell’episodio precedente delle strategie d’ascolto, rivolto agli audiofili e a chi preferisce tornare a casa dopo una lunga giornata, mettere su magari soltanto un disco o due ma ascoltarseli come si deve. Il massimo della qualità ottenibile da Spotify è 320kbps, che va benissimo finché non si diventa estremamente esigenti, se non addirittura snob verso i formati non analogici.

Perché un servizio di streaming musicale on demand?

spotify-recentPerché è il modo più semplice per avere sempre tutto a portata d’orecchio ed essere aiutati nelle scelte e nello scoprire cose nuove. Gestire un lettore mp3 portatile spesso significa occupare decine di gigabyte, doversi destreggiare tra i vari cavi, capire come ottimizzare lo spazio del dispositivo e poi attendere il termine del trasferimento dei file. E poi, dopo qualche ora, puntualmente ci si accorge che il disco di cui si ha voglia in quel momento è stato lasciato in qualche cartella di un hard disk esterno. Non so voi, ma queste operazioni mi hanno sempre trasmesso un certo senso di frustrazione e fatto perdere un sacco di tempo. Con Spotify Premium per me c’è stata la svolta perché nella maggior parte dei casi devo solo preoccuparmi di scegliere cosa ascoltare e basta.

Nel caso di dischi appena usciti so che aprire Spotify significa molto probabilmente poterli ascoltare subito. Inutile stare a raccontarvi com’è che di solito si procede da quando abbiamo la banda larga, lo sappiamo tutti. Personalmente ho acquistato a scatola chiusa un solo album negli ultimi dodici anni, ormai l’ascolto preventivo è una tappa ragionevole se non hai dell’oro sepolto da qualche parte. Poterlo fare in maniera legale e nel rispetto dell’artista è un plus che per qualcuno non è di poco conto.

Spotify in mobilità

Spotify dà il meglio di sé in mobilità, ovviamente in versione Premium. Il tragitto casa-università o casa-lavoro, viaggi, la corsetta all’aria aperta o la passeggiata in auto sono tutti contesti in cui il Premium diventa sfruttabile. Il giorno dell’uscita di “Burn the Witch” dei Radiohead ero in viaggio e sarei stato fuori per qualche giorno, per cui avevo cercato di farlo sul treno tramite il mio misero account base dell’epoca. Impossibile ascoltarla più di due volte di seguito, il sistema non lo permetteva. Questa storiella triste per dire che se volete sfruttare Spotify in mobilità allora l’abbonamento Premium è obbligatorio. spotify-running

Poter decidere in qualunque momento cosa ascoltare senza una preparazione preventiva non è affatto poco. Se invece si ha già idea di cosa si vorrà ascoltare prima di mettersi in viaggio o iniziare una normale giornata e si ha quindi la possibilità di risparmiare centinaia di megabyte del proprio piano tariffario mobile, con una rapida ricerca si possono individuare gli album e le playlist di interesse e attivare lo switch per il download. Tutto ciò che è stato scaricato si ritrova facilmente attraverso la corrispondente vista dell’app (album, playlist, …) tirando giù la tendina nascosta del filtro. 

A quel punto non c’è altro da fare se non mettersi in ascolto. Avere un paio di cuffie/auricolari che siano almeno un minimo isolanti non può che migliorare l’esperienza di ascolto. Personalmente ho optato per due opzioni: delle intra-ear da una ventina di euro (portandole in giro le maltratto troppo per poterci spendere di più a cuor leggero) e delle over-ear di qualità migliore per situazioni più comode. Non entro nel merito delle marche perché il gusto personale e la musica che ascoltate sono troppo rilevanti in questo caso. Probabilmente avrete già un’idea di cosa vi piace ma se non è così consiglio di andare per negozi e testare la differenza tra il suono iperbilanciato delle Sennheiser, quello leggermente più orientato ai bassi delle Bose, quello più cupo delle Sony e via dicendo. Potete farlo sfruttando Spotify stesso, collegandoci le varie alternative esposte e scegliendo generi diversi. Solo non spendeteci un capitale, ecco. Il Bluetooth è da valutare per non avere l’ingombro dei cavi, a patto che non vi facciate cogliere dalle crisi di panico nell’accorgervi di star succhiando sia la batteria del cellulare sia quella delle cuffie.

A proposito di Bluetooth, se la vostra auto supporta il collegamento… ci arrivate da soli, vero?

Spotify a casa

Spotify funziona bene anche dal pc di casa. In questo scenario la versione free ha un’utilità maggiore, anche se fa provare il brivido felino di essere interrotti da J-Ax durante l’ascolto dei Boards of Canada.

soundlink-boseSiccome ascoltare musica dalle casse del laptop è un peccato grave, se avete modo di collegare il pc al vostro hi-fi tanto meglio, altrimenti esistono degli speaker di dimensioni contenute, molto comodi, che fanno il loro sporco lavoro e vanno benissimo per piccole e medie stanze. Lasciate perdere le scatolette da 20 euro, se avete intenzione di sfruttare questa possibilità valutate di spenderci tra i 100 e i 200 euro e prenderne uno che funzioni sia con cavo (imprescindibile) sia col Bluetooth. Questo è valido in generale se si ascolta tanta musica dal PC.

Con un abbonamento Premium di Spotify e un aggeggino di quelli, invece, si può anche evitare di usare il computer: tablet o telefono connessi allo speaker costituiscono un setup minimale e perfettamente valido per ascoltare musica in streaming in maniera per lo meno degna. Questa cosa può rivelarsi molto soddisfacente se non avete lo spazio o la disponibilità per farvi l’impiantone; ad esempio se siete studenti in affitto e costretti a cambiare alloggio ogni tot mesi, o se vi capita di dover vivere temporaneamente in un altri posti.

Come scegliere cosa ascoltare

Il dover scegliere è un problema molto poco banale soprattutto quando hai a disposizione virtualmente qualunque cosa. Spesso capita di avere solo voglia di ascoltare qualcosa senza avere già un’idea precisa. Spotify offre diverse soluzioni a questo problema.

spotify-daily-mixesÈ probabile che si mantenga una certa coerenza di ascolti nel corso delle settimane, per cui i Daily Mix rappresentano una grande risorsa. I Daily Mix sono playlist infinite personalizzate generate in base agli stili più ascoltati di recente. In questo momento ne ho a disposizione sei: uno di elettronica e dintorni, uno più yo oriented, uno a base di musica pesante, uno retrowave, uno italiano (intendendo Aucan, Drink to Me, Cosmo, Godblesscomputers e Wrongonyou, non Emma e i Negramaro) e uno pieno di pezzi estrapolati da varie soundtrack. Nel periodo in cui ascoltavo molto i Pavement avevo a disposizione anche un mix composto da Dinosaur Jr., Yo La Tengo, Built to Spill… insomma, ci siamo capiti. Per quanto gli algoritmi di decisione ci prendano abbastanza capita che possano inserire qualcosa di meno gradito, ma è facilissimo rimediare. Anzi, per poter sfruttare le potenzialità dei Daily Mix è addirittura doveroso dare dei feedback sulle scelte fatte dal sistema. Ad esempio in quello italiano mi ritrovo anche i Marta sui Tubi ma con un click ho potuto segnalare la mia volontà di escluderli dai futuri mix. Un’operazione facile e veloce per migliorare le esperienze di ascolto future.

Se i Daily Mix si basano per lo più su ciò che è stato ascoltato in passato e buttano nella mischia qualche nome extra, la playlist Discover Weekly nasce in maniera specifica per offrire nuovi spunti e possibili scoperte. Release Radar, invece, si limita alle nuove uscite.

Ma non finisce qui. Non hai mai ascoltato Sufjan Stevens (vergognati) e non sai da dove cominciare? C’è la playlist “This Is: Sufjan Stevens”, come c’è anche per i Beach Boys, Bob Dylan o Bonobo. Esistono anche playlist specifiche per i generi, dal funk all’outrun, e per i mood, da “Winter acoustic” a “Deep dark indie”. Esplorando il sistema, si trova veramente di tutto. La qualità non sempre è altissima per quelli esigenti come noi, ma queste playlist rappresentano sempre dei buoni diversivi.

Spotify Premium, sì o no?

Alla fine la vera domanda è questa, visto che il servizio base può essere fruito gratuitamente. E la risposta, come spesso accade, è “dipende”. 

Spotify Free è un optional utile e sufficiente se:

  • Ascoltate musica principalmente a casa
  • Avete una collezione ben nutrita che non sta lì a prendere polvere
  • Avete a disposizione un setup hi-fi avanzato
  • Avete un lettore mp3 dalla capienza virtualmente infinita
  • Volete solo farvi un’idea di un album prima di procurarvelo con altri mezzi
  • Vi piace creare e condividere playlist

Spotify Premium è game changing se:

  • Siete fuori casa ma volete la vostra musica
  • Avete la necessità di spostarvi spesso
  • Non volete più perdere tempo a gestire un lettore mp3
  • Volete dei suggerimenti d’ascolto validi
  • Vi sentite in colpa quando scaricate illegalmente il mondo intero
  • Volete utilizzarlo come lettore audio principale

Tips & Tricks

  • Ciò che non trovate su Spotify, tipo Andy Stott o i Tool, potete ascoltarlo da PC attivando le opzioni per i file locali, e da mobile caricandolo su servizi tipo Google Play Music
  • Se avete l’account Premium verificate dalle impostazioni che la qualità dei download sia adeguata a ciò che vi aspettate o che potete permettervi a livello di banda
  • Su PC non è possibile scaricare gli album, ma le playlist sì. Se volete ascoltare un album offline create una playlist, metteteci dentro il disco intero e mettete in download quella
  • Se state ascoltando Spotify dal PC, il vostro smartphone è un telecomando
  • Potete salvare nella vostra musica solo un numero limitato di tracce per dispositivo, per cui sfruttate le playlist, organizzandole in cartelle, per dare ordine e struttura alla vostra collezione
  • Potete sfruttare servizi come IFTTT per raccogliere statistiche sui vostri ascolti o mettere da parte le Discover Weekly
  • Potete provare l’abbonamento Premium a prezzo ridotto per i primi mesi e poi decidere di non proseguire. È probabile che dopo qualche tempo sarà Spotify stesso a proporvi di abbonarvi nuovamente a un prezzo temporaneamente più vantaggioso
Webmaster, blogger e ghostwriter. Si dice che abbia una compilation con dentro ogni buona canzone mai scritta. L'immagine della perfezione è la Via Lattea su una foresta di aghifoglie. Se ha un suono ha anche un colore, e questo vale anche per l'acqua. Com'è evidente, ha sempre parlato per enigmi. Low e Loveless in blu come dischi della vita.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi