Strategie di ascolto ep. 1: consigli pratici per audiofili in erba

Il giorno che ho scoperto l’alta fedeltà

I mezzi tramite i quali riproduciamo la musica, siano essi cuffiette da 2 euro comprate alla Lidl o l’impiantone hi-fi da 3.000 euro acquistato aggiungendo un componente alla volta e mettendo da parte mese dopo mese parte del vostro sudato stipendio, hanno da sempre condizionato il modo in cui ne fruiamo.

Detto che si può godere della musica riprodotta in qualsiasi formato e da qualsiasi tipo di supporto e che non possiamo certo considerare l’ascolto musicale un hobby riservato ai soli “ricchi”, è altrettanto vero che il costoso mondo dell’alta fedeltà può permetterci di ascoltare i nostri brani preferiti in maniera che la riproduzione si avvicini il più possibile alle intenzioni di chi il disco l’ha scritto e prodotto, senza distorsioni e barriere tecnologiche.

Mentre scrivo sto ascoltando “I Am Trying to Break Your Heart” dei Wilco. Un pezzo bellissimo scritto da una delle mie band preferite e che avrò ascoltato un milione di volte. Seduto sul divano, posizione di ascolto scelta accuratamente dopo diverse prove, distanza tra i diffusori ideale, disco nel lettore CD Marantz 6005, amplificatore Marantz PM6005, diffusori Mordaunt Short Aviano 1, mi accorgo per l’ennesima volta di quanto il suono di questa canzone sia straordinario. Poche band suonano così riconoscibili come i Wilco. Apprezzare la pulizia e il complesso sottobosco sonoro della band sarebbe impossibile senza una soluzione tecnologica adeguata. Ciò non significa che “I Am Trying to Break Your Heart” non sia bella se ascoltata dalle cuffiette della Lidl di cui sopra, semplicemente l’esperienza è diversa.

A meno che non siate dei baronetti o che vostro padre sia milionario, il tempo è diventato il bene più prezioso per la maggior parte di noi. Quante volte diciamo a noi stessi: “vorrei fare una cosa, ma non ho il tempo di farla”, “se solo avessi più tempo”. Sono frasi che ripetiamo in continuazione, come un mantra, quasi a volerci giustificare per tutto ciò che vorremo fare, ma non riusciamo. E ricordiamo con nostalgia i bei tempi dell’Università in cui divoravamo 30 dischi alla settimana arrivando preparatissimi a Dicembre per stilare la nostra top 50 di fine anno.

Ecco, per me la passione per l’hi-fi è un modo per sfuggire da quel circolo vizioso in cui continuiamo ad auto commiserarci per il tempo che non abbiamo di vivere il nostro hobby preferito. La musica è sempre stata la mia migliore amica e non solo voglio trovare del tempo da dedicarle, ma voglio anche che il tempo trascorso con lei sia speciale.

Ma come nasce l’hobby per l’alta fedeltà? Nel mio caso tutto è incominciato in modo del tutto fortuito. Avevo 16 o 17 anni e stavo aiutando mio padre a riordinare il garage. All’improvviso, dentro un vecchio armadio mi sono ritrovato davanti un grosso e brutto aggeggio di metallo pieno di valvole e levette: era il glorioso amplificatore Pioneer SA 608, acquistato quasi trent’anni prima da mio padre e malamente rimpiazzato in salotto da un noiosissimo micro hi-fi da due soldi. Da quel momento lì in poi il modo in cui ascolto la musica è cambiato per sempre. Ho portato l’ampli da quello che sarebbe diventato il mio negozietto hi-fi di fiducia e l’ho fatto riparare. Insieme a lui un vecchio lettore CD e un giradischi, sempre Pioneer. Da lì in poi non mi sono più fermato e sono arrivato all’assetto che ho oggi.

Chiarisco subito che non sono tra quelli che si sono convertiti totalmente al vinile e per me i CD conservano un certo fascino. Per questa ragione ho puntato tutto sull’ascolto da CD e da supporti multimediali.

Del lettore cd ho già detto sopra, invece per quanto riguarda i file li riproduco dal mio fedele NUC collegato allo schermo del televisore. L’ottimo DAC integrato nel Marantz PM 6005 collegato al NUC con un cavo ottico di qualità elevata mi permette così di ascoltare la musica digitale senza dovermi preoccupare troppo di non avere tutti i dischi originali. A oggi possiedo circa 400 cd ed è una discoteca in costante crescita, però non potendo comprare tutto subito sapere di poter contare su questa soluzione mi soddisfa molto. Possiedo anche una cinquantina di vinili, che ascolto ancora col vecchio giradischi Pioneer del garage di mio padre. La qualità non è il massimo e la differenza rispetto al lettore cd Marantz si sente tutta. Prima o poi non escludo di regalarmi un bel giradischi di fascia medio-alta, ma non è ancora arrivato questo momento. In fondo è sempre bello avere qualcosa da desiderare: mica si può avere sempre tutto subito.

A questo punto, per coloro che fossero interessati a passare al lato oscuro dell’alta fedeltà, vorrei dare qualche consiglio, sulla base dell’esperienza che ho maturato in questi anni, su come costruirvi il vostro bel impiantino hi-fi pezzo per pezzo, passo dopo passo, possibilmente senza spendere molto:

1. Se non si dispongono di grosse cifre non è necessario comprare tutto subito, ma magari un componente alla volta. Un’altra soluzione che permette di minimizzare la spesa e massimizzare la resa può essere buttarsi sull’usato. In questo caso è però fondamentale farsi consigliare da qualcuno che ne sa per non beccarsi delle fregature.

2. Io consiglio sempre di partire dall’amplificatore, perché è il componente al centro della catena. Diciamo un po’ che è il cervello dell’impianto. Nello stesso momento si può puntare ai diffusori. La sinergia tra ampli e casse è fondamentale. Prima di comprare delle casse assicuratevi che suoni
no bene col vostro ampli e, viceversa, prima di comprare un ampli, accertatevi che le vostre fedeli casse verranno pilotate come si deve. A mio parere perché si possa iniziare a parlare di alta fedeltà a livello entry level a questo punto avrete speso minimo 400-500 euro. Per iniziare direi che può andare già benone.

Una configurazione molto economica ma soddisfacente potrebbe essere questa: Onkyo A-9010, che su Amazon sta a circa 200 euro, e Q Acoustics 3010, che costano circa 200 euro (volendo a poco più ci sono anche le ottime Q Acoustics 3020).

3. Non sottovalutate i cavi: non dovete fare come quei fanatici che comprano i cavi d’oro da 200 euro al metro, ma prendete dei cavi di buona qualità. Ricordate che spesso il cavo è il classico collo di bottiglia dell’impianto.

4. Infine c’è la sorgente. Qui vi do 3 consigli a buon mercato. Per il vinile il must tra gli entry level sono i vari Pro Ject (si va dai 200 euro dell’Essential e si sale di prezzo coi modelli più sofisticati). Per il lettore cd Marantz di solito è una garanzia e il CD 5005 può essere un buon compromesso tra qualità e prezzo.
Per la sorgente digitale il consiglio banale è di usare il vostro computer, perché è imbattile per versatilità rispetto a qualsiasi lettore audio di rete. Se avete un amplificatore con DAC integrato tanto meglio, altrimenti il Cambridge Audio DacMagic XS è una scelta economica ed efficiente. Oppure ci sono anche i fighissimi Dragonfly della Audioquest.

5. Non dimenticatevi dell’ambiente in cui posizionerete il tutto e della vostra posizione d’ascolto perché può fare la differenza. Spesso tanti audiofili alle prime armi rimangono delusi dalla qualità del suono riprodotta dagli impianti costosissimi che si sono appena comprati proprio perché li posizionano male. Se mettete delle casse enormi in una stanzetta piccolissima potete stare certi che il risultato sarà solo un gran mal di testa. Se posizionate il vostro giradischi a 10 cm di distanza dal diffusore state certi che le vibrazioni renderanno la riproduzione disastrosa. Se la libreria su cui poggiano le casse “suona” insieme a loro non potrete fare a meno di provare fastidio. Così come se i diffusori sono appoggiati direttamente a un muro, il rimbombo sarà insopportabile. Insomma avete capito l’antifona: vibrazioni ridotte (magari con l’ausilio di piedini), lettori cd, giradischi e ampli in posti dove non subiscano le onde d’urto delle casse.

Spesso basta poco per risolvere dei problemi fastidiosi. Per dire, sotto le mie Mordaunt Short ho incollato dei fermaporta di gomma da 30 centesimi l’uno e ho ottenuto un suono molto più nitido e pulito. Per quanto riguarda la posizione d’ascolto vi rimando a questo schema, di cui potete cercare di rispettare le proporzioni:

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Ovviamente questo articolo e questi consigli non hanno alcuna pretesa di completezza e le configurazioni possibili sono infinite. I prodotti sul mercato validi sono tantissimi e ce ne sono per tutti i gusti e prezzi. Del resto, in ambito hi-fi ci si muove su un terreno in cui la componente soggettiva conta tantissimo. Un buon impianto non è un buon impianto in quanto tale, ma è buono quando soddisfa le orecchie dell’ascoltatore. Se uno è abituato ad ascoltare musica dal pc, con le cuffiette o con quegli orribili micro hi-fi tuttoinuno, anche solo recuperare un vecchio amplificatore e un paio di casse da 100 euro può essere una svolta audiofila. Se uno invece ha avuto modo di affinare l’orecchio la questione è molto diversa. Poi tanto dipende anche dal proprio gusto personale.

L’unica regola valida per ciascuno è: andate a provare quello che comprate, possibilmente abbinato agli altri componenti con cui dovrà suonare. Se si segue questa semplice indicazione poi vale veramente tutto. Basta essere soddisfatti della resa finale. Buona musica a tutti!

Tanti anni in viaggio per tornare al punto di partenza e accorgersi che non si sta poi così male. I miei migliori amici sono Jeff Tweedy, Damon Albarn, Noah Lennox, Michael Stipe e Stephen Malkmus, anche se loro non lo sanno. Oltre alla musica amo mangiare e bere bene, la montagna, fare analisi politiche che non interessano a nessuno, la Juventus, le serie tv di qualità.

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