The Men: una serata con la band

Avete presente quelle giornate in cui va tutto storto? Ecco. Ieri non è stata una di quelle giornate.

Domenica milanese piovosa, hungover, l’Inter che perde con l’Atalanta, discussioni varie con tutte le persone che ti stanno vicino e neanche una gioia se non l’accompagnamento musicale costante dell’ultimo dei Men (come quei ripassi inutili appena prima di un esame).

“Come ci arrivo stasera al Rocket dall’altra parte di Milano con questo temporale e senza mezzi per il ritorno?”
Scelta obbligata. Motorino sotto il diluvio universale.
Tappa a casa di un amico. Blackout in tutto il quartiere. Paesaggio apocalittico. Neanche la possibilità di farsi due bevute in pace al caldo e all’asciutto sopratutto.
Imprecazioni generali.1965052_10202541729718578_1586663887_n
2 Moretti 0,66 in un baretto malfamato e via.

“Ragazzi è questo il Rocket?”

“Si è questo ma non c’è nessuno, noi ce ne andiamo”.
Meglio così.

Entriamo. Veramente non c’era nessuno. Non c’era neanche il palco.
“Siam sicuri di essere nel posto giusto?”
“Bo quei tipi prima han detto Rocket”

Torniamo all’ingresso.
“Scusi ma il palco dove sta?”
“Dietro la tenda ma la band ancora non è arrivata”

the men rocket milanoArriva la band. Si apre la tenda. Ecco il “palco”. Corsa per la prima fila (inutile dato che c’eravamo praticamente solo io e il mio amico) e partono subito i chitarroni. Neanche il tempo di pensare, solo volumi violenti. Un ora, un oretta e mezzo di tortura per le orecchie ma goduria estrema per tutto il resto del corpo. Energia allo stato puro. Rock.
Il ripasso delle ultime canzoni non era servito a niente, le parole con quei volumi neanche si distinguevano ma quello non importava. Importava di essere a vedere i Men in prima fila con pochi fortunati e qualche soggetto che non aveva trovato niente di meglio da inventarsi in una domenica sera in cui l’ultima cosa da fare era uscire di casa.
Fatto sta che per tutta la durata del concerto gli sputi in mezzo alle grida del cantante non si sono mai arrestati, le chitarre tanto meno ed è stato tutto eccezionale.
Le strette di mano, i complimenti e la scaletta conquistata poi ciliegina sulla torta per una serata che a quanto pare in pochi si meritano. UNICA DATA ITALIANA. Noi c’eravamo e oggi è una giornata stupenda.

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