Sigur Rós ROCK Ferrara

Dagli esordi a oggi, chi li ha scoperti con la colonna sonora di Vanilla e chi solo dopo i fuochi, i Sigur Rós in concerto li abbiamo visti un po’ tutti. In questi ultimi mesi poi sono stati protagonisti sia del tour post Valtari, sia dell’ultimo Kveikur. Inoltre, come Jonsi confessa dal centro del palco, Ferrara è un luogo a lui particolarmente caro, tanto da averci suonato anche da solista. Si soffre un gran caldo prima dell’arrivo della band (ancora non si è capito se erano in ritardo o se l’orario di inizio era effettivamente fissato alle 9.30) mentre il 971880_10151778371095681_1199570127_npubblico, davvero eterogeneo sia come età, sia come gusti musicali espressi tramite magliette ufficiali e soprattutto non, riempie la piazza. Prendo posto a pochi metri dal palco e dopo qualche discussione sulla classifica del primo decennio dei 2000s di doyourealize? con qualche amico ecco entrare i Sigur Rós. Le canzoni vengono proposte una dietro l’altra, con pochissime pause, ma quello che più impressiona è la voglia di suonare con grinta e spirito rock del gruppo. I momenti ambient e post tipici del loro suono ci sono, le lacrime pure (sopratutto durante “Vaka” una ragazza due file dietro è crollata), ma quel sound maestoso e potente rimane come immagine della serata. Memorabili infatti “Brennisteinn” e in generale provenienti dall’ultimo album, così come “Glosoli” e “Festival”, nella quale Jonsi sfodera un’immensa performance vocale. Proprio il leader sembra più che mai pieno di vita e di voglia di esprimersi, riuscendo a stento a contenere la propria foga. Emblematico il momento (anzi i momenti, visto che succede due volte) della caduta dell’asta decorativa causata proprio da un Jonsi divertito e in piena estasi. Ottime anche le canzoni storiche come “Hoppípolla” e “Popplagið”. Alla fine si esce soddisfatti, convinti di aver assistito a un ottimo concerto da parte di un gruppo che è parso in forma e carico di un nuovo spirito, mai così rock. Onestamente ci aspettavamo molto meno. Alla faccia di chi li riteneva finiti…