Portlandia: (non)prendersi poco sul (non)serio

l titolo dell’articolo è volutamente ambiguo a voler sottolineare come la serie tv, che prende il nome dalla città che fa da teatro agli eventi, racconti una certa cultura hipster coprendola di ridicolo e mostrandone al contempo cosa di bello ha da offrire.
Una tattica del genere a mio parere rende Portlandia impossibile da non-amare (questa volta non sono ambiguo eh). Portlandia deve necessariamente piacere a tutti. I critici di un certo lifestyle sogghigneranno alla vista di certi atteggiamenti demenziali mentre coloro che si sentono chiamati in causa, sebbene inizialmente offesi, troveranno comunque divertenti alcune caricature ben sapendo di trarne popolarità.

Userò i termini Portlandia e Portland in modo intercambiabile. Fred Armisen e Carrie Brownstein, autori e attori principali della serie tv Portlandia, hanno cercato di mettere a nudo le contraddizioni dell’ hipsterismo radicato a Portland. Entrambi gli autori si sono dichiarati simpatizzanti di quel modo di vivere ed è evidente come la serie stessa abbia contribuito ancora di più alla sua popolarità. Attraverso l’ironia vengono raccontate delle tendenze senza né capo né coda, prive di qualunque fine, chiuse nella loro frivolezza. Ecco però l’altra faccia della medaglia: ogni gesto, iniziativa intrapresa dagli abitanti di Portland-ia è dettata da intenzioni pure. La passione e la dedizione sono alla base di ogni attività. L’abitante medio di Portlandia la pensa così: “questo è il modo in cui voglio vivere, allora lo seguo, coinvolgo gli altri, mi faccio portatore di un ideale che per quanto pretenzioso e naive mi rende felice”. Solo due persone come Fred e Carrie che conoscono bene l’ambiente e di cui sono essi stessi parte potevano fornirne una descrizione così divertente e dettagliata.

Fred e Carrie producono sketch/skit sulle vite di questi abitanti tipo, impersonificati da loro stessi, ne raccontano le abitudini che diventano vere e proprie ideologie in cui identificarsi e gli hobbies somigliano a vere e proprie ossessioni. I due autori non si prendono molto sul serio, e appunto non prendono sul serio neanche le persone che popolano Portland. Se chiedessimo agli abitanti di Portland un giudizio sulla serie in questione, questi potrebbero risponderti che essa li rappresenta in parte e in maniera grossolana, troppo qualunquista. E’ innegabile però che Portlandia abbia dato visibilità alla città di Portland e che alcuni dei suoi abitanti vadano fieri di essere rappresentati come gente alternativa, openminded, più sensibili di altri su alcune questioni ambientali, civili e capostipiti di alcune tendenze. La città di Portland è originale. Le città americane sembrano tutte uguali in cartolina; stessa cosa però non si può dire riguardo al loro spirito di iniziativa.

Il sindaco di Portland (Kyle MacLachlan) è uno di questi personaggi engimatici che insegue ideali strambi che lo distraggono full-time dagli impegni amministrativi. In un episodio abbandona i suoi doveri all’improvviso per stanziarsi nei boschi nel quale era diventato capo di una tribù. Il Mayor era abituato a queste uscite di scena improvvise. Una volta era stato recuperato in un locale a suonare reggae, mentre in un altra puntata è possibile ammirarlo in canoa durante l’orario lavorativo: personaggio ideale per una città ideale che non ha bisogno di una autorità e che si autogestisce. A parte il sorriso che può suscitare un profilo simile, bisogna andare anche oltre il superficiale strato di ironia. Nel frattempo il suo posto vacante era stato preso da due suoi amici (i protagonisti dello sketch), che si erano resi disponibili a governare la città al suo posto finchè non avesse deciso di tornare.
Eventi simili sono sparsi in tutta la serie. Inconvenienti, paradossi, problematiche di tutti i tipi risolte con una flessibilità degna di una comunità priva di paletti, in cui amministratori,cittadini e stars dell’entertainment siedono allo stesso tavolo. Lo spirito di improvvisazione e la capacità di reinventarsi governano le vite degli abitanti di Portlandia.

 

Le località, le tendenze, i fatti, le citazioni sono tutti strettamente legate alla vita dell’Oregon o in generale del Pacific Northwest. Bisogna quindi armarsi di pazienza e analizzare i dettagli se si vuole apprezzare in pieno la serie e superare l’ostacolo culturale, dato per scontato che l’inglese non sia un problema. Come già accennato, di puntata in puntata i due vestono i panni di personaggi che rappresentano cittadini stereotipati della stessa città: dal vegetariano al carnivoro attento all’origine dei prodotti, dalle femministe che odiano gli uomini a coppie di mezz’età ancora sessualmente avventuriere, dal ciclista ambientalista ostile agli automobilisti che reclama diritti, agli appassionati di hobbies di nicchia come il collezionatore di nodi(!) passando per i fan di serie tv disposti a pregiudicare la loro salute pur di terminarne una!. Il bestiario è molto ampio ed è probabile che ognuno di noi possa riconoscersi in qualcuno dei protagonisti. Molti di questi sono modelli di incoerenza o semplicemente personaggi che professano i loro slogan istericamente.

L’unico modo per far incazzare un abitante di Portlandia è affermare che Seattle è meglio di Portland. A parte questo piccolo dettaglio il Portlander appare come la persona più friendly al mondo, aperta a tutti.

In Portlandia gli stessi confini di ciò che è privato e pubblico vengono meno. Anche le relazioni, in controtendenza alla realtà in cui ci troviamo, sembrano tornare ad essere vivide e sincere allargandosi a gruppi di persone senza però assumere connotati selvaggi di memoria hippie. Una riscoperta della naturalezza moderata tipica di una società sia post-rigidità che post-rivoluzionaria-edonistica come lo sono stati i decenni appena passati. Non c’è nessun malessere, nè una voglia di trasgredire ben definita. E’ chiaro che per ottenere una società con un clima così sano ci deve essere un benessere economico diffuso.

Non c’è nessun intento rivoluzionario-politico alla base degli ideali supportati dagli abitanti di Portlandia. Non si è contro nessuno e spesso le tendenze appaiono fini a se stesse.
Tutto molto splendidamente superficiale. La tendenza tipo non scaturisce da alcuna afflizione/ingiustizia sociale o da un reale bisogno. Essa nasce per puro diletto intellettuale.
Fare il vegetariano, leggere venti giornali al giorno, passare i pomeriggi da Starbucks tracannando beveroni stando appiccicati al Mac sono solo alcune delle abitudini peculiari riscontrabili tra gli hipsters. La parola hipster è un termine molto vago, tra l’altro. Spesso le tendenze sono ingiustamente raccolte sotto lo stesso termine e attribuite erroneamente ed unicamente ad una popolazione che si pensa sai omogenea e accomunata dagli stessi gusti.

Forse il tutto si può riassumere in:
“being alternative for the sake of being alternative”
(da non confondere con il poser che finge di essere alternativo solo per il fine di passare come tale senza credere in quello che sta facendo )
A parte il gioco logico di parole,
che male c’è!

Sono nati prima i vegetariani allergici alla carne o i vegetariani turbati dal macello degli animali? Per non parlare di quelli a cui non piace proprio il gusto della carne. Non importa chi ha dato il via. Oggi una persona ha alternative ed è libero di seguire quelle che ritiene conformi alla propria personalità,ai propri principi morali o ai propri bisogni fisiologici.
La serie è divertente, trasuda freschezza, le puntate prendono poco tempo e scorrono con facilità. Le tematiche sono attuali. Carrie e Fred sono delle persone intelligenti e easy going e la loro personalità emerge attraverso i loro personaggi. Si deduce che quegli stessi personaggi siano in parte e velatamente basati sulle vite, quindi sulle esperienze e i gusti di Fred e Carrie. L’immagine che Portlandia dà di Portland è quella di una città veramente piacevole e friendly. Un luogo romantico dalla natura fino ai locali, un laboratorio dove sbocciano idee che appassiscono da sole con estrema spontaneità. Insomma un posto che intellettualmente si autorinnova in continuazione.

Se andate negli USA sapete dove fermarvi…