Perché per me non c’è libro senza carta

ebookBookDa lettore più che modesto, la recente avanzata dell’ebook non poteva lasciarmi indifferente. E vale la pena di chiarire subito che, se si volesse ipotizzare la presenza di due fronti contrapposti (e pare che ormai la si viva così, senza mezze misure), ovvero i conservatori amanti della carta contro i pionieri dell’high tech più trendy, non avrei alcuna difficoltà ad arruolarmi subito nel primo gruppo, con orgoglio e fedeltà alla causa.
Non che io sia per indole (o per partito preso) contrario alla tecnologia o al progresso. Ammetto di non essere nemmeno tra gli inseguitori dell’ultimo modello dell’ultimo oggetto proposto sul mercato, magari ancora prima che esca sul mercato. Ho un approccio, per così dire, soft: il progresso tecnologico è una bella cosa, mi soddisfa perché semplifica la vita e la rende migliore (più divertente, veloce, ricca… e anche cool, perché no). Niente più di questo, però. Nessuna idolatria per Steve Jobs o Bill Gates, nessuna fiducia incondizionata in chip e circuiti.
Perciò, per convincermi ad acquistare un oggetto di cui prima non sentivo il bisogno mi si deve convincere che davvero migliorerà un pezzetto della mia esistenza e, soprattutto, senza che questo venga snaturato troppo. Posti i termini, il lettore di e-book non rientra tra gli oggetti in questione, e per una serie di ragioni.

Primo: sono un romantico amante del voltare le pagine. Potete provare per ore a convincermi che non valga nulla, e che anche con il lettore digitale puoi sfogliare le pagine perché fai così col dito, però no. La pagina è la pagina, ha una sua consistenza e un suo peso. Voltare la pagina è quel gesto preciso che non può prescindere dalla presenza della carta. Per capire perché la cosa assuma per me un’importanza vicina alla morbosità, si legga il prossimo punto.

Secondo: il libro, il singolo libro, ha una sua particolare fisicità e un suo interagire con i miei sensi. Dimensione, peso, copertina, spessore e colore della carta, carattere della stampa… sono tutti elementi distintivi. Lo so che mi capite, che anche voi quando volete acquistare un libro e dovete farvi ispirare e/o avete n edizioni a disposizione, guardate queste cose (oltre al prezzo, beninteso, ché risparmiare piace a tutti). E anche qui, provate a convincermi che in digitale si possa riprodurre tutto ciò. Nella mia (snobistica) percezione, il lettore di e-book non può evitare di rendere tutti i libri lo stesso libro, per almeno un 70% di quello che per me conta nel loro aspetto. La principale osservazione, a questo punto, è che però un e-book reader permette di risparmiare spazio, di comprimere centinaia di volumi nello spazio di uno solo, e pure piccolo, e senza rinunciare al piacere di portarsi a spasso il libro che si sta leggendo, magari risparmiando qualche centesimo a volume. Ed ecco quindi il mio terzo argomento.

Terzo: sono un collezionista. Per me il libro e la lettura non sono solo un’esperienza che si chiude con la chiusura dell’ultima pagina (ribadisco, ossessivamente: chiusura, voltare l’ultima pagina). Nella grande maggioranza dei casi, il libro è qualcosa che rimane come pezzo della mia collezione. Probabilmente è una mania, che con ancor meno ritegno manifesto anche per la musica, e pace così. Ma non sostituirei mai la bellezza di un gruppo di scaffali pieni di libri con il Kindle più raffinato. Certo, lo spazio è un problema, ma questo è un altro discorso. Posso liberarmi di vecchi libri a cui non do più importanza e/o posso montare una mensola in più. La presenza dell’oggetto vero e tangibile, con tutto il feticismo che ci sta dietro, è importante e non poco. Alla faccia della tanto affascinante filosofia zen del pulire la casa, svuotandola di tutto il superfluo… anch’essa contenuta in un piccolo libro che sta lassù, sull’ultimo scaffale.

Di ragioni ne potrei cercare altre, ma queste sono già più di quelle necessarie. Quindi, o voi fautori del mondo digitale di domani, consideratemi un caso perso. Nemmeno, consideratemi un caso mai iniziato. Continuerò a riempire librerie e ripiani di grossi e piccoli volumi di carta, godendo costantemente sia del leggere che del plasmare la mia personale biblioteca come se fosse un’estensione di me stesso. Finché non avrò più spazio a disposizione, e non avrò più libri da vendere o regalare o buttare via (e buttarli via fa male, anche quando sono pessimi). E allora mi comprerò un e-book reader, e avrete vinto voi, maledetti.