Non si esce vivi dal peer-pressured consumerism

“Am I really all the things that are outside of me?”, l’interrogativo in Taste degli Animal Collective, e lo stesso che in questi giorni continuo a rivolgermi cercando il coraggio di spendere quei quattro soldi che uno si guadagna al lavoro. La pressione delle pubblicità, delle vetrine, del look degli attori into the wildpreferiti e soprattutto di chi vedi intorno a te ha fatto carriera a volte riesce ad offuscarmi la vista e a non vedere quanto in realtà sono già fortunato. Ma ho lottato con l’io-edonista, e più volte ne sono stato sopraffatto. Finché si tratta di scarpe, camicie e CD, ok, si sopravvive. Quando però ti trovi a credere che per contare un minimo, per essere preso sul serio e trattato di conseguenza come un professionista e un uomo in carriera – anche tra i coetanei con cui hai voluto tagliare i ponti e per i quali provi risentimento, ma che continui ad incrociare di tanto in tanto – e non più come un ragazzino con ancora tanti rospi da ingoiare, serve la giacca di un certo tessuto e la macchina di categoria premium, allora la paura è quella di sentirsi uguale a prima una volta soddisfatto il desiderio (Manuel Agnelli diceva qualcosa di simile, mi pare). L’abito non fa il monaco, ma aiuta eccome. E anche se l’apparenza continua ad ingannare, cercando di soddisfare desideri sempre più grandi finisci per non saziarti mai, e di sentirti vuoto e fallito più di prima, quando l’obiettivo non l’avevi raggiunto. “Would I complete myself without the things I like around?”. La vita è un percorso pieno di obiettivi che uno si pone e che cerca di raggiungere, magari con stile. E allora una soluzione non c’è, oltre al ritiro spirituale in cima al Nanga Parbat. O forse, ricordando una delle tante bellissime pubblicità della Mercedes degli ultimi anni (anche se ultimamente le stanno abbassando al livello infimo di quelle della TV italiana per venire incontro al nostro grave ritardo culturale: ovvero, tanti italiani manco le capiscono), non basterebbe neanche quello. La città chiama. Non c’è scampo (se ne sarebbe reso conto anche il ragazzo duro & puro di Into the Wild ritiratosi in Alaska). L’unica è scegliere i valori giusti, e accordarcisi di conseguenza. ‘Na parola. Io non ne sono in grado infatti, quindi adesso esco e vado a comprarmi almeno una camicia. Magari mi calmo fino a domani.