[Modalità Snob: ON] feat. TOP 10 e DYR 2.0 preview

the knifeSopravvissuto al chiasso tipicamente italiano della notte dell’ultimo dell’anno, dove puntualmente finisce tutti in piazza e tunz tunz volgare, plastica e vetro per terra, urla e cori da stadio, freddo gratuito e baci e abbracci di falsità, avendo scelto di rimanere a casa e di chiudere gli scuri anche prima della mezzanotte, stamattina sono uscito presto e ho trovato i resti della festa. Un’atmosfera post-apocalittica, non fosse stato per qualche turista incolpevole che girava mappa in mano, che tuttavia aumentava il senso di disorientamento e confusione. Questo perché odio i DJ di merda sotto i tendoni nelle piazze e la fiumana di gente (tipica delle sagre e delle notti di fuochi d’artificio) che si riversa nelle strade dei centri storici provenendo dai paesetti limitrofi per fare cagnara fino all’alba secondo valori che non sono i miei, e mi disgustano anche le festone sfarzose stile anni Venti tipo il Grande Gatsby a cui non sono mai appartenuto, ma delle quali sto trovando tante foto postate su Facebook. Tutta brutta gente che è invece convinta di essere figa, prescelta, viva. La classe bene che non ha classe ma non se ne accorge.

What have I become? Sarò diventato intollerante al 100%, un estremista indie freak folk radical pop noise, eppure onestamente non credo che sarebbe lo stesso altrove, in un altro paese dove di opportunità ce ne sono tante altre e puoi vivertela in modo diverso, senza sentire tristezza e mancanza di cultura all around you. E non chiedo l’eterogeneità e la stravaganze di Londra, New York City o Vancouver. No, solo di non vedere certe facce finte tutte assieme che fanno male quasi quanto passare la serata sintonizzati su Rai Uno con Carlo Conti.

Detto questo, che per altro non c’entra niente, ho preparato la mia non-classifica di fine anno 2013, feat. tutte le cose che mi sono piaciute in campo musicale. Non l’ho pubblicata assieme agli altri della Redazione per vari motivi, il principale è che questo è stato il primo anno in cui non sono stato in grado di seguire tutti i generi, correnti, sezioni con la stessa attenzione e passione, per cui in ogni caso ne sarebbe (e ne è) venuta fuori una cosa incompleta.

Qui, su Spotify, ho messo assieme 21 pezzi di varie culture pop. Sono le canzoni che mi ricorderò, quelle che ho amato e sviscerato. Poi ci sono i dischi interi. Ne prendo 10, in ordine casuale, tranne uno:

  1. The Knife – Shaking the Habitual. A me ha fatto male. Nel senso che mi aspettavo tanto da loro, e forse ho ricevuto anche di più, a livello emotivo. Non sono un luddista né uno particolarmente attento a certi discorsi socio-politici e filosofici, fin quando non mi ci trovo dentro come coi loro dischi o con quelli degli Animal Collective. Rispetto massimo per questa mattonata che per puro snobismo sono felice non abbia colpito chiunque.
  2. Jon Hopkins – Immunity.
  3. Burial – Rival Dealer EP.
  4. The Men – New Moon.
  5. Esben and the Witch – Wash the Sins Not Only the Face.
  6. Vampire Weekend – Modern Vampires of the City.
  7. Okkervil River – The Silver Gymnasium.
  8. Oneohtrix Point Never – R Plus Seven.
  9. Darkside – Psychic.
  10. Arctic Monkeys – AM.

Il primo buon proposito del 2014 è quello di resistere fino ai saldi. Poi vediamo. Siamo in fase di transizione come si diceva nel forum: da fine febbraio saremo in piena modalità DYR 2.0, cioè proveremo a gestire il sito in maniera differente da tutti gli altri. L’idea è quella di uscire dalla logica della recensione forzata della novità che non ci interessa (e meno ancora interessa a chi ci segue, abbiamo notato…), e invece di scrivere maggiormente di cose per cui ci viene più facile: continueremo a trattare le novità più importanti – sia nel bene, che nel male – con attenzione e puntualità, torneremo più spesso sui vecchi cataloghi, sulle cose magari più consolidate o che sebbene siano già successe, fa sempre piacere riscoprire (per qualcuno ex novo). Ci saranno poi dei report a scadenze fisse che raccoglieranno – come avviene per le grandi riviste americane del mondo del vino – una lunga serie di uscite e nomi raccolti sotto una stessa sezione del sito. Anche cinquanta album tutti assieme, su cui poi nulla vieta che non potremo tornare con più calma. Descritta così la cosa può sembrare complicata, in realtà faciliterà molto il compito dei redattori e ci permetterà di aumentare la passione che già sprizza da queste nostre pagine Web. Inoltre c’è da ammettere che si cresce, si invecchia, ci si annoia e ci si chiude nelle proprie convinzioni e in camera coi propri idoli di adultescenza… con questa nuova forma di redazione riusciremo a mantenere lo spirito iniziale della rivista. A proposito, proprio ieri, tornando a casa in macchina, ho messo a tutto volume Panopticon degli ISIS. Madonna che disco ragazzi. Quanto ci avevamo visto lungo, quanto restano giusti quei valori che ci hanno uniti. Ampio, infinito, whatever.

 

 

 

  • Giovanni Arena

    Non posso credere al fatto che la mia classifica di fine anno sia così simile a quella di Daniele Sassi. Incredibile.Ovviamente dalla mia sono stati esclusi AM e Esben and the Witch