Matusalemme Era un’Aragosta

7 ragioni serie e semi-serie per cui campare 500 anni sarebbe svantaggioso. 
A cavallo tra science fiction e presa per i fondelli.
Prendete tutto con estrema leggerezza.


WARNING /ATTENZIONE/ ACHTUNG/ MATERIALE ALTAMENTE PSICOATTIVO: La parte finale si farà via via più ammorbante, non sfigata però, visto che ritengo di averla scritta nel modo più freddo e distaccato possibile! Non serve comunque armarsi di aglio o peperoncino! 
Il pezzo è abbastanza lunghetto rispetto alla media; fate ancora in tempo a tornare indietro!
Se siete deboli di cuore girate a largo, se avete appena mangiato idem, se la ragazza vi ha lasciato andate via, se avete perso la schedina non andate oltre.
Otherwise, make yourself comfortable!
(a questo punto immaginate una risata malefica per rendere tutto più realistico)



Ormai tutti aspiriamo all’immortalità. Non solo! Oltre alla vita eterna vogliamo anche rimanere sempre giovani perché nessuno accetterebbe di buon grado una “eterna vecchiaia”. Non vi pare di pretendere un po’ troppo?
Mmm no! Desiderare è nella nostra natura, non c’è niente di male nel farlo. Vorrei capire una cosa però: ricerchiamo l’elisir di lunga vita perché realmente desideriamo vivere di più (cioè amiamo essere in vita) o semplicemente perché vogliamo lasciarci le penne il più tardi possibile, cioè ritardare il più possibile la data di scadenza perché abbiamo fifa dell’ignoto, oserei dire del nulla?
Dico la mia: accetterei un prolungamento a tempo indeterminato solo se mi promettessero un n^ indefinito di stagioni di Breaking Bad, altrimenti nein! 

Voglio elencare alcune ragioni per cui diventare un Matusalemme non è conveniente nè a noi nè alla società.
Meglio avere la fortuna di essere Superman per 80 anni che Matusalemme per 500.
Supponiamo che la morte per vecchiaia intorno ai 100 anni non sopraggiunga e poniamo un limite teorico a 500 anni. 


1)Essere “quasi-immortali”,cioè immuni alla senescenza non ti protegge però da malattie. Le numerose patologie che ci colpirebbero in questo enorme lasso di tempo lascerebbero segni che accumulandosi ci renderebbero degli zombies malfunzionanti. Inoltre prima o poi, per la legge dei grandi numeri e per accumulo di mutazioni, si sviluppano tumori, è inevitabile. Vale la pena attendere una condanna quasi certa e dolorosa? Meglio l’ospizio no! 

2) Le nascite sarebbero normali, ma le morti quasi congelate. Cresceremmo così tanto che ci sarebbe sovraffollamento e il pianeta non riuscirebbe a sfamarci tutti. Diverrebbe un mondo con disuguaglianze ancora più accentuate e la selezione sarebbe più severa.

3)la nostra capacità di storage delle informazioni (memoria) è limitata. Ad un certo punto perderemmo anche i ricordi più importanti e quelli a cui teniamo di più, dovendo far posto a nuovi dati. Ci accade già ora, figurarsi dopo 3,4,5 secoli! 

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4)se vivessimo 500 anni a testa potremmo arrivare ad avere più di 15 generazioni di nipoti, immaginate che INCUBO i pranzi di natale! 

5)Nessuno vorrebbe ancora sorbirsi Mike Jagger 500enne dopo 50 trapianti di fegato. Scommetto anche che i Tool a stento rilascerebbero un altro album in 4 secoli e mezzo. Col cavolo che ne aspetto un altro!

6)Dopo aver visto festeggiare con molta probabilità il 500esimo scudetto della Juve, a chi non verrebbe voglia di sparire dalla faccia della terra!!!

7) Vivendo 500 anni l’età pensionabile non arriverebbe MAI!!! Immaginate di fare una proposta simile agli operai oggi stesso! Dubito che l’accoglierebbero di buon grado.

Se vi vengono in mente altre, postatele pure nei commenti! 
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Il Palinurus Elephas, conosciuta come “Aragosta”, è biologicamente immortale, in teoria non è soggetta a morte per senescenza. Normalmente muore per cause esterne. Casualmente si è evoluta con questo “dono” ma non è detto che gli sia pure piaciuto. Siamo sicuri che sia felice? In ogni caso, non può farci niente. A volte accettare le cose rifiutandosi di capirle può essere vantaggioso. E’ vero o non è vero che “chi più sa, più soffre”? La consapevolezza purtroppo è un’arma a doppio taglio.

Vi chiederete perché non abbia fatto anche la top 7 dei vantaggi!
A che servirebbe? Vivere 500 anni è qualcosa di irrealizzabile (per ora). 
Mi auguro solo che quelle considerazioni incoraggino il lettore a pensare: “ah non tutti i mali vengono per nuocere”.
Dopo tutto il Cupo Mietitore fa un favore a noi, alla società e alla biosfera intera.
Se poi in futuro la tecnologia e la medicina riusciranno ad allungare la vita, dovremo inevitabilmente far fronte a delle problematiche serie che richiederanno valutazioni e decisioni difficili di natura morale, niente a che fare con le cavolate che ho scritto sopra, ma neanche troppo dissimili. 
Nemmeno 1 secolo fa la vita media non superava i 50 anni, si può dire che abbiamo già avuto a che fare con le problematiche relative all’allungamento della vita, risultando anche vincitori. In realtà ciò che siamo riusciti a fare è migliorare la prevenzione di malattie o la cura. La sfida che ci pone la vecchiaia è un “problema” diverso,più difficile da affrontare, e come ho detto prima: non tutti i “mali” vengono per nuocere, anzi, basterebbe proprio evitare di definirlo un problema.
Ci sono cose che sono così e basta, le quali contrastano con le pulsioni dell’Io. Queste cose possiamo accettarle soltanto se cambiamo punto di vista abbracciando una visione meno egocentrica. L’accettazione ultima infatti consiste proprio nell’accettare la negazione dell “Io”. Insomma dobbiamo armarci di due palle quadrate!
Attenzione,non sto parlando di sofferenza dell’Io, mortificazione dell’Io,no no, proprio di annullamento, annichilazione, scomparsa,non-più-Io. Il solo pensiero potrebbe turbare qualcuno.
Ai lettori impavidi arrivati fin qui: dai che siamo quasi alla fine!

Penso però che sia impossibile convincere una persona ad accettare qualcosa di così irrazionale. Nonostante i buoni propositi, sono giunto alla conclusione che è impossibile per un essere umano autoconvincersi che xxxire sia giusto. Puoi fare tutti i giochi mentali che vuoi tu, ma se ti chiedono di elencare 10 motivi per cui vivere è giusto e 10 per cui xxxire è giusto, ho il presentimento che il risultato sarebbe di 10-0. 

Voglio dedicare questo articoletto a Pharmakon, un’artista che ha ricevuto apprezzamenti anche qui su Do You Realize.
Le sue parole sono state ispiratrici:
“You’re not supposed to engage in negative thought. Everything’s supposed to be copacetic all the time, you’re supposed to ignore the fact that you die in the end, or you’re supposed to ignore the darker side of the human experience and I think that’s really detrimental for human life. I don’t think that’s healthy.”
Sotto lo pseudonimo di Pharmakon si nasconde una donzella di nome Margaret Chardiet.
Parafrasando le sue parole:
forse il pensiero di dover prima o poi dire l’ultimo bye bye può risultare un tabù e si cerca di evitarlo il più possibile. Non nascondiamoci: fa paura. Fxck it! Se arriva, accoglietelo. A me è capitato qualche volta e quando è passato ha sempre lasciato il segno. E’ decisamente un pensiero a tinte scure ma bisogna riconoscerne l’utilità, ovvero ricordarci che siamo qui a tempo determinato e che la clessidra non può essere capovolta. La chiamerei una wake-up call, un allarme, una sveglia. Come direbbe quel bonaccione di Benitez: “sin prisa, pero sin pausa”. Non c’è fretta eh ma non bisogna assolutamente fermarsi. Una volta presa coscienza dell’inevitabilità di Thanatos non rimane altro che mettersi al lavoro, essere produttivi, creativi, propositivi e sereni.

It’s just a trip. Quando uno è in viaggio da casa non pensa minimamente al ritorno a casa! E ci mancherebbe! Guai a farlo, si rischia di rovinare il viaggio stesso.

  • Daniel Cordoni

    forse non è più così tabù come argomento, dipende dalle persone con cui ne parli

    • Mahleriano

      magari quando se ne parla in compagnia l’argomento può emergere ma con toni distaccati e non si entra nei dettagli. Per fare un esempio: ti può capitare di parlare, con un altra persona al bar, di un morto in un incidente stradale ma non ti sogni mai di scendere in dettagli esistenzialmente ammorbanti. Secondo me oltre ad una sorta di galateo implicito c’è una angoscia intrinseca che impedisce di discorrerne in libertà senza toccare tasti emotivi. Si cerca quindi di evitare. E’ solo una mia impressione comunque (basata su me stesso e sull’osservazione degli altri)

      Poi come dici tu dipende anche da le persone con cui ne parli. Ecco, noi ne stiamo parlando liberamente! :P