Il nulla (o anche: la sx non c’è più)

black-and-white-end-text-the-end-Favim.com-279560Pierlu…

 

L’ennesimo leader che cade. Il fallimento a questo punto non solo di un gruppo dirigenziale, ma di un’intera istituzione che è crollata, implosa, uccisa dai suoi stessi frammenti. Che forse di fatto non è mai esistita, se non per sè stessa. Collassata, ironicamente, proprio per la sua natura democratica. Ma gli Italiani hanno uno strano concetto di democrazia. Urlare a squarciagola. E di libertà. Fare quel cazzo che ti pare anche a discapito degli altri.

E tu proprio fra due massimi esponenti del genere ti sei ritrovato. E hai reso evidente la disarmante inefficacia della rettitudine e della diplomazia di fronte agli strilloni tanto adorati dalle masse.

Pierlu… ti abbiamo massacrato a volte, e con gusto anche. L’incomunicabilità, la mancanza di carisma, l’età, il divario generazionale. Le metafore. Il sigaro.

Eppure mi dispiace. Nonostante tutto, un pochino mi manchi già. Certo che è triste così. Forse ora scopro che un po’ credevo in te…

 

Nichi… quel 3%. Teniamocelo stretto. Saremo utopisti, intellettualoidi, logorroici, staccati dalla realtà. Ma noi continuiamo a crederci. Credere in quella cosa inutile che è l’ideologia, senza la quale governare una nazione sarebbe un suicidio storico. Sulla quale milioni di persone stanno cagando in testa, preferendo lasciarsi guidare da una furia cieca e da una malsana voglia di spaccare tutto, YEEEEEAAAAH!!!!. Forse per non far trapelare l’agghiacciante fatto che in realtà quelle persone non hanno idea di cosa sia meglio per il loro paese, ma soprattutto, sono paralizzate dal terrore per il futuro.

 

Quello là che invece è sempre là e tiene unita una fazione politica con il suo libro paga. Ma che se lo tengano. Per altri 20, 30, 50 anni. Tanto quello vogliono, sempre. Se lo meritano.

E questo qua con il web. Via tutti, fuori tutti, affanculo tutti, tutti, tutti. La mamma casalinga in parlamento. Il cane presidente della Banca d’Italia. La piastrella del bagno ministro dell’istruzione. I microchip sotto la pelle, le scie chimiche, John Titor, i Maya, Scientology.

 

Renzi, Grillo, Berlusconi. Amici, il web, il porno. Destra, destra, destra. Orrore. Raccapriccio. Diniego. Rabbia. Resa. Tasse, mortadella, comunisti. Il calcio, la barca, il mare, la pizza, la tv, le donne, la Belen, fica, fica, fica, scopare, scopare, scopare. Rubare l’acqua alla reggia di Caserta. Gli abusi edilizi. Investire l’1% nella cultura. Ultimi in Europa. (E scusate tanto se guardo Crozza).

 

Il concetto del vuoto presuppone l’esistenza di uno spazio da riempire. Forse adesso non c’è neanche quello. Siamo nel nulla. Anzi, non siamo.

 

Questo è un commiato. Un requiem. In memoria della sinistra. In attesa di quando tornerà. Ma non so se sarò lì ad aspettarla.

 

Tenetevi Grillo, tenetevi Berlusconi. Fate quello che vi pare, fatevi togliere tutte le tasse che volete. Non so dove andrete o se eviterete di schiantarvi. Ma nessuno potrà evitare il giorno in cui i vostri (e nostri) figli si sveglieranno e chiederanno che cosa avete fatto del loro futuro.

 

Questa non è l’Italia. Questo è un paese in coma.

 

 

Ma no, lasciate stare. Non leggete, non commentate. Certe cose non si possono dire.

 

…vedere cosa c’è in streaming? No, grazie: preferisco guardare le tariffe dei voli.