Hold your mistake up: Arcade Fire live @ Rock in Roma


La prova che gli Arcade Fire appartengono a noi tanto quanto apparteniamo noi a loro. La prova che rischiare e cercare di rinnovarsi i risultati li porta eccome. Ieri sera, la prima delle due tappe italiane dei canadesi è stata un trionfo di musica, colori e risposta di pubblico.

Palco di grandi dimensioni, telecamere qua e là, schermo alle spalle della band e soprattutto undici persone sul palco, grazie all’aggiunta di percussioni e fiati, che hanno reso “piene” le canzoni di Reflektor e ancora più epiche le cavalcate ormai storiche che rispondono al nome di “Rebellion (Lies)”, “No Cars Go” e una delle due grandi sorprese della serata: “Keep the Car Running” cantata, urlata da un pubblico preparatissimo che prolungherà il coro proprio di “No Cars Go” ben oltre la fine della canzone, con la band costretta a fermarsi e ascoltare con il sorriso stampato sul viso. A Win Butler non rimarrà che sentenziare con un This is beautiful e prendersi un’altro applauso.

I nuovi Arcade Fire si sono manifestati in “Afterlife” e “It’s Never Over” con l’unione di musica e spettacolo visivo: prima un reflektor umano a muoversi nel piccolo palco in mezzo alle prime file, poi la coreografia a rallentatore di Règine Chassagne e una figurante in calzamaglia nera.
Nel mezzo, i cavalli di battaglia del gruppo e un’inaspettata “Neighborhood#2 (Laika)”, portata in fondo in maniera secca, tesa, senza nessun cambio di arrangiamento come invece capitato a “Power Out”. L’episodio più furioso della discografia degli Arcade Fire non è presenza fissa delle scalette, soprattutto in questo tour, e poterla ascoltare è stato il momento più prezioso della serata.

Riguardo al pubblico non si può che ripetere quanto detto prima: abbiamo tutti cantato, urlato al cielo ogni coro, ballato una “Sprawl II” trascinante e seguito la ormai consueta “Wake Up” fino al You better look out below! liberatorio che ci ha mandati tutti a casa. Un concerto che racconteremo, diverso da quello che sono stati gli Arcade Fire fino a The Suburbs ma sempre coinvolgente ed emozionante come solo loro sanno essere oggi.