Hipster / Nerd a.k.a. De Death Grips Separatione

Zach Hill, Beyoncè, Robert Pattinson, Adam "Flatlander" Morin, Stefan "MC Ride" Burnett. Post concerto di Beyoncè

Zach Hill, Beyoncè, Robert Pattinson, Andy “Flatlander” Morin, Stefan “MC Ride” Burnett. Post concerto di Beyoncè

 

La riflessione che segue nasce spontanea dopo lo scioglimento dei Death Grips. (Better served with: Death Grips – No Love.)

Con la dipartita prematura e inaspettata, ma prevedibile se valutiamo con freddezza la natura del progetto (come scritto anche dagli stessi sull’ormai noto fazzoletto d’addio) ho visto una sollevazione quasi popolare da parte dei fan di MC Ride, Zach Hill e Flatlander, e vedere chi sono questi fan mi ha lasciato un po’ perplesso. Mi riferisco al pubblico spiccatamente “Indie”, più o meno hipster, lettori delle webzine indipendenti, lettori di DYR?, thieves like us potrebbe scapparmi, e contemporaneamente ad una fanbase particolare, quella forse più affezionata al trio, quella dei social outcast di internet, quelli che passano molto [troppo] tempo a casa a fagocitare i mezzi di informazione, a blaterare sui siti, e per chiudere il cerchio, ascoltando musica. [Thieves like me insomma]. Risparmiando sovrabbondanti descrizioni su chi siano quelli della prima categoria, quando parlo di social outcast mi riferisco ad un frangente dell’internet non più tanto nascosto, in particolare tutta una categoria di utenti che hanno trovato nel passato (e ancora trovano) dimora nell’infame e più celebre imageboard anonima di internet, in breve un sito dove gli utenti possono postare anonimamente senza registrarsi, dove ognuno dice la sua, e solitamente lo fa aggredendo, spesso pesantemente, e ancora più spesso molto pesantemente. Quando parlo di utenti delle imageboard parlo di quelli che ad una prima analisi chiamareste Nerd, Otaku, Geek o “Soggetti” se dalle mie parti, persone assuefatte dalla tecnologia e dalla sovraesposizione di informazioni, solitamente con una passione malsana per questo o quel media, storicamente videogiochi, anime, fumetti e pornografia dei più coloriti generi. Lecita è la domanda, cosa c’entrano con l’altra categoria questi rozzi esseri che non escono di casa abbastanza? Nella fattispecie (ma potrei estendere il tutto anche alle serie tv, ai film, romanzi ect.) ciò che stranamente unisce queste categorie all’apparenza distanti è la passione per un certo tipo di musica. Una delle sezioni più tristemente conosciute del sito è /mu/, la board dove si parla di musica, e sebbene io non abbia una grande esperienza diretta con quest’ultima, ho scoperto con certa sorpresa, che i gusti dei troll più famosi del globo sono molto più simili a quelli del seguito di questo sito di quanto mi aspettassi. Mi è bastato scorrere un po’ questo link , per confermare ciò che sto raccontando, basta scorrere le prime posizioni per leggere: Neutral milk hotel, MBV, Kanye West, Animal collective, insomma non proprio le ipotizzabili cafonate power/epic/prog metal, quelli che mettono i dragoni e i maghi sulle copertine per intenderci. Se abbiano un minimo di rilevanza queste informazioni sfugge anche a me mentre scrivo, quello che sarà anche ridondante ribadire ma che è alla fine il succo di questo inutile discorso è: Good music is good. Probabilmente il mio è solo overthinking infondato, magari gli “anonimi”, come amano chiamarsi, non sono che alcuni fra i moltissimi seguaci di Pitchfork o di Anthony Fantano (con lui in particolare si è sviluppato un rapporto molto particolare), e indubbiamente sto banalizzando l’utenza, dividendola in due macro gruppi, ma lo stesso mi sento di esplicitare un pensiero del tipo: Non importa quante serate passiate a bere con donne ai club più in voga, non importa neanche con quanti linguaggi di programmazione o fumetti cinesi avete familiarità, il gusto per il bello, e per le cose buone, può appartenere tanto alla prima categoria quanto alla seconda. Riallacciandoci ai Death Grips, la mascotte di /mu/ , quelli che hanno firmato per la Epic, quelli che sono passati su MTV, quelli che hanno messo in suicide watch The Needle Drop… I tre sono diventati in poco tempo gli idoli di quella porzione di internet e di quelli che portano solo occhiali spessi e baffoni elaborati, una “band meme” se mi passate il termine, grazie a continue strizzate d’occhio a quella sottocultura (vedi NO LOVE DEEP WEB), come anche a citazioni dirette (in un’intervista Zach Hill parlava di suo fratello, di giochi di carte collezionabili e del sito sopra di sopra), ed è praticamente impossibile non imbattersi in qualche parodia, citazione o riferimento a Mc Ride su tumblr o nelle pagine di facebook che ereditano il lascito e quel particolare tipo di ironia (di scuola imageboard), che si basa sull’esasperazione, sui fotomontaggi fatti volutamente male e sulla costante e reiterata provocazione.

Mc Ride dolphin
P.S. Interrogativo che sta dividendo i fan è se i DG si siano davvero divisi per rispetto dell’integrità artistica, o semplicemente per caricare il prossimo album (la prima metà ha entusiasmato principalmente i fan della prima ora, di certo non ha avuto la risonanza di Money Store o Ex-Military). Messo da parte quel minimo di sconforto iniziale, dettato principalmente dalla tempestività dell’annuncio (dovevano giusto iniziare un tour in USA facendo da spalla a NIN e Soundgarden, ???), non posso che accettare con rispetto la scelta di rompere, molto probabilmente neanche definitivamente, prima di scadere nel banale o anche solo per non rovinare quel pizzico di aura mistica che ruotava intorno la loro produzione. Ad oggi Stefan Burnett rimane un personaggio abbastanza indecifrabile, con i suoi tatuaggi esotici ed esoterici, il suo passato nebuloso, e ovviamente, con il suo mangiare avidamente fiori . Sul lato professionale è anche spinoso, da un lato abbiamo una band con in mente un progetto forse un po’ più grande del semplice “vendi disco, tieni concerti, vendi disco”, dall’altro abbiamo migliaia di persone che avevano pagato bei soldi per comprare i biglietti dei vari concerti che sono stati tutti annullati (in un certo senso ci potrei essere anchio fra questi, ma almeno quando feci il biglietto per Roma e venne spostato di un giorno fu mia la scelta di non presentarmi per non dover rispendere i soldi del treno). Eppure ancora non riesco a volergli male. Se il loro obiettivo fosse solo far crescere l’attesa per la seconda parte di The powers that b, guardando la reazione di internet posso ben dire ci siano riusciti, il culto dei Death Grips è già una realtà, ma d’altro canto, sia che ci credano veramente, sia per i motivi di sopra, sostengo che avremo sempre bisogno di figure così singolari nell’industria, e se devono prenderci per il culo pur di produrre musica fresca e innovativa, lo facciano pure. Stay Legend DG.

  • FireOFtheMind

    A me le provocazioni gratuite come le loro sanno sempre di ricerca di attenzioni a tutti i costi più che una “forma d’arte”. Perché anche il concetto stesso di progetto artistico basato sulla musica, nel 2014, risulta un po’ obsoleto e pretenzioso (vedi anche Field of Reeds dei These New Puritans). Si credono un po’ troppo chissà cosa, anche quando si nascondono dietro la parola “ironia”. Insomma, stima per quanto hanno prodotto, meno per il modo di propinarcelo.