Freed Pigs: Sebadoh live @ Circolo degli Artisti

Un concerto che era in wishlist dal primissimo momento: vedere la creatura di Lou Barlow, non solo costola dei Dinosaur Jr. ma anche capace di scrivere grandi canzoni per conto suo, è un must per ogni amante dell’indie rock anni ’90 sponda USA, che vede i Sebadoh lì di fianco a Pavement, Built to Spill, Guided by Voices e i già citati Dinosauri.
Tutte anti-star, tutte persone alla mano (sarebbe assurdo il contrario) come è stato ben testimoniato Venerdì sera: appena entrati nella sala, infatti, Lou era già lì, al banchetto del merchandise e disponibile a parlare con chiunque volesse. Tra i vari CD, Vinili e magliette, anche un poster personalizzato per la data romana, di sicuro il reperto più interessante da fare proprio e mostrare in futuro.

Se il pre-show ha avuto il suo perchè, è quando i tre sono saliti sul palco che la serata è decollata. Gli episodi migliori di Bakesale e III, la chitarra di Lou più volte clean e meravigliosa nel suo tintinnìo degli accordi di Sol e Re, le parti distorte totalmente controllate. Qualche canzone nuova poi cambio: LB al suo basso, Jason Lowenstein alla chitarra. L’avessero mai fatto: il primo si è trasformato (inevitabilmente) in un J Mascis con quattro corde a disposizione, il secondo ha guidato la parte più tirata del concerto a furia di assoloni e riff precisi al millimetro.

Mezz’ora di fuoco, inframezzata da qualche battuta e conclusa da un dialogo leggendario. Ognuno sta sistemando le pedaliere per il ritorno dell’altro, Lowenstein si avvicina e Barlow gli fa notare che uno sembra non funzionare bene:

JL: Sì lo so, non sembra proprio rotto ma…
LB: Ok.. (lo prende e se lo porta dietro, attaccandolo alla postazione della chitarra)
A quel punto Lowenstein, dopo averci messo un attimo per capire, si gira:
Scusa ma.. hai visto che funziona male e lo metti al posto dei pedalini buoni?

Potrebbe essere la descrizione definitiva per il lo-fi, è stato di certo un momento di risate in mezzo a un grande show dei Sebadoh, assolutamente da non perdere la prossima volta che torneranno dalle nostre parti. Hanno le canzoni, le sanno suonare e divertono, dal primo all’ultimo secondo.