Fear and Loathing in Italy

palermo_scontri_polizia_studenti

Bene, signore e signori, dopo 2 mesi assurdi e talmente surreali che Dalì si ritirerebbe terrorizzato in posizione fetale, sta per volgere al termine una delle campagne elettorali più squallide, ridicole e strazianti che si siano viste nella storia del genere umano.

“torno/non torno/torno/non torno/torno/non torno/i soliti comunisti”
“non mi candiderò/massì dai, che male c’è”
“li SBRANIAMO”
“SONO MORTI, TUTTI MORTI”
Super fatal 4 way match! Boccassini Vs Ingroia Vs the Tag Team Champions: Borsellino & Falcone!
“Giannino mai allo Zecchino d’Oro”
“Restituiremo i capelli ad Antonio Conte”
“Tratterremo il 75% delle fedi nuziali”
Adotta anche tu un collie da 2000 euro!
“Il grande ritorno di Vasco!”

Ma perché sorprendersi? In fondo, si tratta sempre dello stesso identico spettacolo osceno. E comunque, non possiamo lamentarci, non ne abbiamo il diritto: finiremmo per sputare nel piatto in cui mangiamo e faremmo la figura dei pessimisti, dei catastrofisti (come il sottoscritto è stato più volte apostrofato), fascisti e comunisti (di sti tempi è uguale). Ergo, ci si rifugia, per l’ennesima nauseabonda volta, nei “sono tutti uguali, sono tutti ladri, pensano solo ai soldi, ogni paese ha la classe politica che si merita e le quattro stagioni”.

Invece di perseguire senza sosta la ricerca della verità, si preferisce affogare in un mare opprimente di banalità e luoghi comuni. Un oceano così sterminato che anche le affermazioni più spontanee e vicine alla realtà non riescono a risalire in superficie, perché in realtà tutti sanno tutto da molto tempo.

Non si può mica dire che va oltre ogni concezione di fede e logica il fatto che uno dei personaggi più controversi e offensivi degli ultimi anni sia ancora sulle prime pagine di tutti i giornali; non si può dire che un barbuto strillone, che fa candidare le casalinghe di Voghera su Youtube, ricordi in maniera allarmante un altro personaggio storico controverso e offensivo (e d’altronde, “meglio Casa Pound che Monti”); non si può dire che uno dei due partiti principali sia ufficialmente non pervenuto da Dio si ricorda quando; non si può dire che milioni e milioni di persone non hanno l’intelligenza o l’umanità di capire che per non pagare un euro oggi si rischia di pagarne mille fra un anno.

Guai a voi che alludete in qualsiasi modo all’ipotetica intelligenza di milioni e milioni di persone in questo paese. Sarebbe scandaloso, inaccettabile, immorale: non ci si azzardi mai a descrivere un popolo come incapace di guardare al proprio futuro. Non si dica mai e poi mai che ci troviamo in una nazione allo sbando politico totale, che più e più volte ha detto e ripetuto di non volerne sapere di cambiare. Bisogna sempre rispettare la par condicio, il politically correct, il “se lo fai diventi cieco”. Così si è fatto per secoli e così si continuerà a fare.

Nell’epoca di internet e di interi paesi in rivolta per questioni democratiche, l’Italia pare ristagnare in una grave crisi d’identità, rischiando di regredire e trasformarsi sempre di più in un piccolo antro in cui ci si nasconde e ci si accontenta, in cui finchè c’è qualcuno a comandare si mangia e si tira a campare. Fra i dati spaventosi dell’evasione fiscale, la disoccupazione giovanile al 37%, i cervelli in fuga e gli stronzi che rimangono, al pensiero delle prossime elezioni mi sale una paura fondata e sincera, scatenata non dalla probabilità che quello là ritorni, ma dal fatto di non avere idea di cosa succederà fra 6-12 mesi. Se il governo sarà stabile, se si tornerà a votare, se ricorreranno di nuovo a tassare pensioni, benzina, pane ed aria per cercare di migliorare la situazione economica, se le questioni culturali alla base dei problemi in Italia verranno di nuovo mutilate con tagli sfrenati ad cazzium. E con in testa il motivetto inquietante di “voi non ce l’avrete neanche la pensione”, una possibilità pare farmi ritrovare la luce all’orizzonte: l’estero. Per tutto, i soldi, l’esperienza, le conoscenze, le diversità, l’intraprendenza e il “vaffanculo, io non mi accontento”.

Oppure sono io ad essere veramente catastrofista e ad aver solo bisogno di una boccata d’aria fresca.