Del Consumo e Del Videogiuoco: Dark Souls

Uno dei bellissimi paesaggi che ho catturato  mentre giocavo

Uno dei bellissimi paesaggi che ho catturato mentre giocavo

“Hopefully by the end of most years I have done some tunes that are decent enough to release. but Dark Souls 2 is on the horizon soon so I’m not sure if I will have many new tunes for a while because I need to play that game a lot. “
Burial

Con condannabile ritardo esattamente due settimane fa, decido di riprendere in mano un gioco acquistato l’anno scorso per pochi euro, e abbandonato dopo una decina di ore a causa della difficoltà elevata o forse per semplice pigrizia e circostanze ambientali non adatte. Guilty of Everything diceva un disco del 2014 che mi è piaciuto tanto, e colpevole, anzi criminale mi considero nell’essermi ridotto a finire questo gioiellino solo ora, quando è addirittura già uscito un sequel (quello di cui parlava Burial nella citazione in apertura e che arriverà in versione completa ad aprile sotto il nome di Dark Souls 2 Scholar of the First Sin). Riprovandoci con il giusto spirito e la necessaria calma, in due settimane ho totalizzato la bellezza di 50 e più ore, più di due giorni interi, una cosa che non accadeva da anni con i videogame. Accanimento è la parola giusta per descrivere il rapporto che ho avuto con questo action rpg di altri tempi; mi sono ritrovato a mettere in pausa serie tv, rimandare cose più importanti, insomma l’esperienza è stata totalizzante ed ha stucchevolmente rovinato la mia produttività in questi ultimi giorni. Nonostante la mia passione di lunga data, e le conseguenti tante, troppe ore spese per i videogiochi, e nonostante la non enumerabile mole di titoli giocati, il mio approccio al medium specie ultimamente è spesso stato (e di questo mi dispiaccio) frenetico e a volte finalizzato al solo completamento di questo o quell’altro titolo, per ragioni che profondamente ignoro, ma che riconduco forse ad un’eccessiva esposizione di informazioni, seminata in me o in noi dal troppo internet troppo presto, e dalla reperibilità che ci fornisce a costo zero di qualsiasi cosa. [Ho sempre apprezzato la definizione di un sociologo tedesco, che vede nel termine Otaku, un “feticista delle informazioni”, definizione in cui mi ritrovo seppur in parte, visto che li si parlava di eccessi tutti orientali e che non mi appartengano minimamente.] Tutto questo preambolo parlando di Dark Souls perché? Perché il titolo in questione è stato in grado di ridarmi quella spinta entusiastica, che solo poche altre cose mi hanno dato nel tempo, ed in particolare parlo di due cose: la voglia di godere dell’esperienza di gioco a fondo, pensando a divertirmi piuttosto che a completare, e secondo: la genuina curiosità di proseguire e scoprire quanto più possibile per fare un po’ di luce sulla narrazione frammentaria e criptica, che il director Hidetaka Miyazaki ha deciso di inserire,e che nella mia memoria ha pochi precedenti illustri, uno fra questi Silent Hill, saga di titoli molto diversa nella realizzazione e nel genere, ma simile per quanto riguarda lo spirito di fondo.
Gli ingredienti del successo sono stati molteplici, innanzitutto un gameplay solido, coerente e soddisfacente, un’incredibile potenza visiva delle ambientazioni che si va per visitare, e come già detto, il racconto centellinato di una storia resa interessante anche per l’alone di mistero di cui si circonda. Mistero che rende molto piacevole il cercare i numerosi oggetti legati al “lore”, ed in particolare il leggere le descrizioni che recano, a conti fatti le uniche basi certe, insieme agli intriganti e sporadici dialoghi con i personaggi secondari, che fanno un po’ di luce sulla trama (il resto è affidato alla pura speculazione dell’utente). Avrei tante altre argomentazioni per giustificare la bellezza di tale perla rara nello stantio panorama attuale (una a caso, il subordinare il multiplayer al single player), ma non mi sembra questo il luogo adatto per dilungarci. Un appunto è lecito, e questo è un aspetto che molti tengono a precisare prima di parlare di qualsiasi altra cosa, ed è la difficoltà.ds2

Senza girarci intorno, la sfida è medio-grande o elevatissima, a seconda della vostra manualità con il pad, ed è innegabile che per i non avvezzi il tutto potrebbe risultare troppo  frustrante; è spiacevole per me ed anche per creatore della serie, che molti debbano perdersi un’avventura del genere per colpa della poca accessibilità, io stesso che ho alle spalle una discreta esperienza, avrei voluto più e più volte lanciare il joystick dalla finestra, come solo nelle scorse generazioni di consolle accadeva. Eppure anche questo fa parte della sfida, il dover provare e riprovare per fare tesoro degli errori, che suona anche un po’ come un messaggio: fallisci e ritenta, se qualcosa è andato storto studia meglio la situazione e trova il giusto rimedio, che alla fine esiste sempre dato che seppur bastardo, il gioco farà si che la colpa sia quasi sempre vostra; e fidatevi che arrivati alla fine, ripassando per le zone che inizialmente ci avevano dato più rogne, proverete anche una leggera soddisfazione nel vedere quanto siete migliorati. In sostanza, non si può non consigliare un’opera del genere, un prodotto in grado di regalare un’esperienza memorabile, e che ha creato una vastissima community/culto pronta ad aiutarsi in game per superare le zone più ostiche, e fuori, per rimettere insieme i pezzi, il tutto però a patto di dedicargli il giusto tempo e la dovuta attenzione, ossia l’unica ricetta per non continuare ad imprecare e per dimenticarsi della leggendaria scritta: “Sei Morto”.

P.S. : Non ho giocato il precedente Demon’s Soul che per qualcuno pare sia ancora più coinvolgente, quindi per me il fattore novità è stato massimo. Conto di provarlo prima o poi, e spero anche di poter un giorno provare Bloodborne, dalla stessa casa e dallo stesso creatore.

P.P.S. : allegata una traccia in cui il nostro Burial ha inserito un sample audio dal gioco, se non si fosse capito, Il Bevan ha gran gusto anche nei giochi.

  • Il sample non lo avrei comunque riconosciuto, ma ero certo che da qualche parte ci fosse. E non avrei neanche pensato a Seath, credevo fosse qualcosa più tipo i Depths. Che poi, Dark Souls alla fine non è neanche estremamente difficile, solo ti punisce duro quando sbagli. Certo è addictive, soprattutto il 2, anche se l’atmosfera misteriosa del primo è superiore. Aspetto Scholar of the First Sin per tornarci.

    • Azrael

      Presa la mano e capito il meccanismo, alla fine non è più complesso di certi giochi del passato, basta ritornare ai tempi di ps2 per trovare dei riscontri. Il sample in effetti non l’ho trovato così significativo, avrei ipotizzato qualcosa dal tema dell’Ash Lake, il posto più spettacolare e suggestivo di tutti secondo me.

      • Quello è uno spettacolo, vale la pena fare tutto quel giro orribile per arrivarci. Poi è bello anche vederlo in lontananza da Tomb of the Giants. Ecco, il grave difetto del 2 è che non ci sono posti del genere, e le interconnessioni “inaccessibili” tra le zone sono meno interessanti, secondo me. Poi quando riesci a provarlo mi dici.

        • Azrael

          Mi dicono che l’assenza del director di Dark 1 e Demon sia fatta sentire, per quanto riguarda la direzione artistica e il significato dell’opera. Io aspetto l’edizione completa di DLC e poi lo compro, requisiti minimi permettendo. Or ora sarei più interessato a Demon’s, ma ho letto che hanno staccato i server su ps3…

          • Inizialmente ero deluso dal 2, invece alla fine ne è valsa decisamente la pena. Demon’s non posso, non ho la ps. Ho dato un’occhiata a qualche video qua e là giusto per vedere com’è.