Corro Ergo ….Conosco me stesso

ImmagineIl Running è lo sport più praticabile e praticato. Basta mettersi in strada e iniziare a farlo. Non serve l’istruttore per imparare a correre. La corsa può essere vista semplicemente come un derivato del “camminare”, quindi basta provarci, state certi che vi riuscirà. Correre “bene” invece è più difficile ma non è questo l’argomento di cui voglio parlare, se cercate consigli e se avete dubbi c’è google.
Ora che siete convinti di poterlo fare dobbiamo trovare una motivazione per farlo. Essì! Per quale motivo corriamo, dobbiamo trovare una scusa no? Vi sarà sicuramente capitato di dover prendere un treno in partenza che vi ha costretto a fare 200-300 metri di corsa con zaini o borsoni, ma queste sono “occasioni” fastidiose che ci costringono passivamente a scomodarci.

Di solito si corre per stare in salute, togliere qualche kg in più, insomma ci preoccupiamo del nostro corpo e anche del nostro aspetto. Altri (pochi) corrono per prepararsi a qualche gara. C’è però una dimensione che molti ignorano. La vivono ma non le danno importanza. La corsa implica uno sforzo fisico che molti sono disposti a sopportare al fine di ottenere i risultati che ho evidenziato sopra. Bene, ma lo sforzo fisico, la fatica, rimane pur sempre una sensazione sgradevole. Chi è che continuerebbe a correre se non ci fossero benefici fisici tangibili?

Non dimentichiamo l’individuo che corre per fare incetta di trofei o affermare la sua superiorità sugli altri attraverso una gara.
È una sfida più difficile e rispettabile delle altre ma anche in questo caso le motivazioni sono di natura pseudo-narcisiste.
Come non citare colui che corre per espellere queste leggendarie tossine senza sapere manco cosa sono! Per la cronaca: sudando portiamo fuori dal nostro corpo, oltre all’acqua, anche rifiuti metabolici.

Mi piacerebbe soffermarmi però su un altro profilo di corridore, cioè colui che corre per rilasciare la tensione, sfogarsi, smaltire una brutta giornata. Costui vuole convincersi di essere più forte delle emozioni negative e il superamento di un ostacolo come la fatica si può interpretare metaforicamente come il superamento di quelle stesse emozioni, la sua rivalsa nei confronti della realtà. I benefici psicologici non sono volatili. Come lo so? Beh basta chiederglielo! Se la risposta è affermativa vuol dire che la corsa ha funzionato.

Ora, immaginate di rimuovere le motivazioni che inducono lo sfigato che ho descritto poc’anzi a correre, cioè delusione, preoccupazione, stress, frustrazione etc.., ma conservate il sentimento di rivalsa prendendo in prestito la stessa carica emotiva!

In questo modo lo sforzo autoimposto diventa fine a se stesso e la sopportazione di esso il vero obbiettivo. Alla fine abbiamo sopportato e superato la fatica. Il running si trasforma in strumento per riaffermare e ribadire la propria forza di volontà.
Permettemi di coniare un nuovo termine al momento: il Super-Runner. La corsa diventa una palestra spirituale con il quale mettersi in gioco, testare la propria resistenza interiore, un pretesto per mettere mano alle nostre riserve energetiche “nascoste”.

Ps: ah, mi perdonerà Nietzsche per avergli plagiato l’idea!

  • Mysterion

    Da runner, non posso che condividere. Ma quelli che corrono per preparare gare non sono poi così pochi, anzi.