Cambio di stagione: come rinfrescare il lettore mp3

Musica primavera 2013Tanto tempo fa usavo tener traccia di ogni singolo album ascoltato ogni singolo giorno, in una sorta di diario musicale personale. Oggi mi limito a tenere una lista su RateYourMusic, tre o quattro dischi al mese e via. È un’abitudine alla quale non mi va di rinunciare, l’associazione disco-mese mi aiuta a ricordare tante cose che con la musica magari hanno poco a che fare. Approfitto del cambio di stagione per fare un rapidissimo e personale resoconto del periodo tardo autunnale e invernale, pensando a come invece riorganizzare i miei ascolti in vista della primavera in modo da avere tutto a portata di mano per ogni occasione. Poiché potrei star lì a pensarci per ore e ore finendo comunque per dimenticare qualcosa, si accettano suggerimenti e segnalazioni.

Autunno e inverno 2012/2013

Il 2012 è stato un anno molto rock, come abbiamo tante volte scritto sul Panopticon e su Do You Realize? ma la stagione fredda mi ha portato verso l’elettronica d’atmosfera e quella a cavallo col mondo indie (Tim Hecker, Oneohtrix Point Never, Andy Stott, Holy Other, Laurel Halo, Crystal Castles, …). La dose di colore minima e indispensabile per sopravvivere alla dilagante tristofanza l’ho presa da Lonerism, Goat e Melody’s Echo Chamber, la leggerezza dal solista di Owens e dai Beach Fossils, l’energia da The Bleach Room dei miei protetti Ulterior, il calore invece da un bel Channel Orange. Non era prevista l’esaltazione per Koi No Yokan e The Seer, come non lo era la commozione per i ritorni di My Bloody Valentine e David Bowie. E mentre i Suuns prendevano idealmente il posto riservato ai These New Puritans, il secondo album degli Esben and the Witch, seppur molto bello, non ha creato la stessa magia di Violet Cries – un po’ come mi era successo con XX e Coexist, o con Teen Dream e Bloom.

Primavera 2013: le nuove uscite
Per la primavera, però, bisognerà cambiare musica e rinfrescare necessariamente l’iPod. Alcuni di quei nomi non li toglierò di certo, ma inserirò sicuramente New Moon dei Men, per le mie orecchie adattissimo ai mesi che verranno. Tra gli altri dischi 2013 potrebbero dare soddisfazione i Villagers e Wondrous Bughouse di Youth Lagoon, mentre tornerà sicuramente utile l’ultimo dei Ducktails e spero che Modern Vampires of the City sia un album da far girare in loop. Per me già imprescindibile Waiting for Something to Happen dei Veronica Falls, magari per qualcuno sarà soltanto una raccolta di canzoncine, ma sanno fare (e farmi) davvero tanto bene. Il prescelto per proseguire la scia electro invernale è Flume, sperando di identificare presto almeno altri due o tre nomi. Se James Blake fosse in grado di fare un album più concreto e durevole, con più melodia e meno silenzi, sarebbe una gran cosa, ma in realtà ci si gioca tutto su Shaking the Habitual dei Knife. Fosse all’altezza delle anteprime…

Primavera 2013: ripescaggi + evergreen

Mi ripropongo anche di rispolverare quei Japandroids che lo scorso anno hanno fatto tanto furore ma che a me avevano stancato dopo neanche un mesetto. In un non meglio identificato giorno di gennaio non riuscivo a togliermi dalla testa la melodia di “Fire’s Highway” e lì ho capito di dover assolutamente riprendere Celebration Rock. E, per non interrompere il flusso di ruvidezze, li accompagnerò ai nuovi Iceage e ai vecchi Fugazi. Posto che senza Flaming Lips, Okkervil River, Wilco e Grant Lee Buffalo non andrei da nessuna parte, probabilissimi i ritorni di Eels e Black Rebel Motorcycle Club (complici i rispettivi nuovi album), Real Estate, Deerhunter, M83, LCD Soundsystem, Warlocks, Black Angels, Black Keys e White Stripes, e magari anche dei Fleet Foxes. E la Joanna, la Joanna ce la mettiamo? Chi mi conosce non avrà di che preoccuparsi, non tralascerò il Lato Oscuro, porterò sempre con me i Coil e i Throbbing Gristle. Non potrei mai rimanere senza: non è detto che li ascolterò, ma mi rassicura averli a disposizione. La primavera è anche il periodo in cui do uno strappo alla regola “rigorosamente post 1977″ e mi torna voglia, tra gli altri, di Velvet Underground e vari cantautori. Vorrei ad esempio approfondire come meritano Neil Young e Bob Dylan, visto che quando ho voglia di ascoltarli metto su sempre gli stessi due o tre album, ma questo mi riprometto di farlo ogni anno…

E voi cosa mettereste?

  • luca

    Bel pezzo, prenderò ispirazione. Sto sentendo l’ultimo di Kurt Vile, la cui Pure Pain mi sembra bellissima. Un saluto! Luca