Apocalisse post: Sixth Minor live @ Le Mura

“Sono troppo alti”

Questo, relativo ai volumi, è quello che si è sentito dire nelle retrovie, mentre il trio napoletano scuoteva muri e persone con bordate noise, aperture ambientali e una generale sensibilità verso spazi e enormi e sconvolti già ascoltata ad alti livelli nel debutto Wireframe. La resa dal vivo di questi generi non è sempre scontata, spesso oscillante tra le troppe basi pre-caricate e l’eccessiva voglia di dimostrare l’impossibile, fingendo che la componente elettronica sia stata solo un’impressione su disco. I Sixth Minor sono apparsi equilibrati, facilmente distinguibili tra batteria, chitarre e quel Virus tanto caro a band come Nine Inch Nails e Tool, sintetizzatore inconfondibile e fondamentale per un certo tipo di suoni ieri sera in stato di grazia.

Cinquanta minuti, dei quali la seconda metà quasi una tirata unica, per dimostrare quanto il prossimo lavoro vada atteso con impazienza (ma non sembra mancare molto): dalle accelerazioni della sezione ritmica agli incroci con distorsioni e riff, i saliscendi sono stati continui e repentini, il coinvolgimento elevato e sembra che alla fine impianto e vicinato abbiano retto. Tutto bene, quindi, per un gruppo già formato in struttura e personalità, dal quale a questo punto ci si aspetta solo una conferma nel lavoro in studio.

Certo, nonostante il grande show stiamo parlando di musica palesemente adatta a concerti in cima a una montagna, durante tempeste e qualsiasi altro stravolgimento possa venire in mente. Quella è la loro dimensione: nel caso, quindi, che qualcuno si faccia venire l’idea, noi ci saremo.