An evening with Mark Lanegan @ Teatro Antoniano Bologna (22/05/16)

Mark Lanegan BolognaLa prima tappa del giro d’Italia di Mark Lanegan è partita dall’Antoniano di Bologna. L’ottima acustica, le dimensioni dello spazio e il setting minimale, rendono l’ambientazione perfettamente calzante con l’atmosfera generale.
Fred Jacques, aka Lyenn, è il primo a rompere il ghiaccio. Tornerà sul palco più tardi, in qualità di bassista di Lanegan, ma prima degli altri si presenta al pubblico con una manciata di brani acustici dalle sembianze intime e minimali che riescono a strappare gli applausi dei pochi spettatori giunti sul posto con largo anticipo.
Segue la performance di Duke Garwood, che suona una carrellata di pezzi capaci di risaltare le sue notevoli doti chitarristiche, che sfoggiano uno stile sofisticato, tinto di venature blues: la sala comincia a riempirsi e il pubblico apprezza l’esibizione, in particolare i brani del suo ultimo album Heavy Love.
Quando Lanegan sale sul palco il sold out prende forma, non c’è una poltroncina libera, neanche a pagarla a peso d’oro. L’esibizione è una discesa agli inferi della durata di novanta minuti. Il gigante americano si presenta sul palco in total black, l’aria diventa pesante, complice il clima afoso di questa tipica domenica emiliana e in sala vige un religioso silenzio, sporadicamente interrotto dai discorsi inutili di quattro individui che purtroppo sono seduti proprio dietro la mia postazione, vorrei abbatterli fisicamente ma loro sono in quattro e poi sono troppo preso dall’esibizione di Mark.
Sul palco due chitarre, un basso e quella voce inconfondibile, manca dunque la batteria, ma guai a definire l’esibizione acustica! Le chitarre pulite si alternano alle incursioni elettriche, acidissime, fedeli al cantato di Lanegan, il suono del basso si impasta alla perfezione, tutto fila liscio e solo gli applausi scroscianti e le stupidaggini dei quattro individui mettono in stand by questa meravigliosa catàbasi. La scaletta ripercorre parte della lunga carriera del singer americano, che in questo caso attinge soprattutto da Bubblegum, nel repertorio c’è spazio anche per gli Screaming Trees, come nel caso di “Halo Of Ashes”, e per alcune cover, fra cui spiccano “I’ll Take Care Of You” di Bobby “Blue” Bland e “Pretty Colors” di Frank Sinatra. Alle 23 lascio il Teatro Antoniano con un biglietto ricordo in tasca, la voce di Lanegan impressa nella memoria e la voglia di ascoltare per la millesima volta Whiskey for the Holy Ghost.

Grazie a Vivo Concerti.