10 dischi per un’estate alternativa

Exotic-Beach-Gra117486 2222Se frequentate uno stabilimento balneare o peggio (come il sottoscritto) ci lavorate, vi sarà capitato di dovervi sorbire via radio i vari crimini estivi contro l’umanità targati Ligabue, Subsonica, Coldplay, Emis Killa, eccetera eccetera; ma questo vuole essere un post allegro, quindi proviamo a dimenticare. C’è un’altra via, lontana dall’eterna ripetizione del singolo commerciale: ci sono tante perle dimenticate dalla massa perfette per rinfrescare i pomeriggi di afa insopportabile. Del resto non potevamo tirare fuori i Beach Boys per l’ennesima volta – sebbene alla fine tocchi sempre citarli – loro li conoscete già, così come gli Arctic Monkeys, i Vampire Weekend e i QOTSA. Non è questa l’unica soluzione, abbiamo cercato di trovare qualcosa di più sfizioso: agosto è alle porte e per le vostre ferie vi proponiamo una selezione di musica degli ultimi dieci anni, che spazia dal summer pop al glo-fi, tocca il mondo dell’elettronica e non si fa mancare i dovuti episodi di psichedelia folk e rock. Dieci dischi da scoprire o ritrovare, la colonna sonora ideale dell’alternativo in vacanza.

In coda troverete una selezione di dieci canzoni. Non mancate di scrivere anche voi la vostra top 10 dei dischi per l’estate nei commenti!

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Peaking Lights – 936. Sei in riva al mare e guardi le onde che si infrangono di continuo sulla riva. È una forma di ripetizione ossessiva ma soavemente imprevedibile. 936 fa un effetto simile. Un sottofondo di beat elettronici sfocati su cui si innestano melodie, voci, suoni, non del tutto definiti e per questo ancora più seducenti. Non perdi mai il filo ma non sai mai cosa aspettarti: l’unica cosa che sai è che è piacevole. È musica donna questa, che ti prende per mano e alla fine non ti preoccupi nemmeno di dove ti stia portando: e ti fidi di lei perché riesce ad attirare la tua attenzione pur restando del tutto vestita.

real-estate-atlasReal Estate – Atlas. Che quella dei Real Estate fosse musica estiva era chiaro fin dagli inizi, ma (diversamente dal solito) sembra che più passino gli anni e meglio gli riesca di farla, cambiando veramente pochissimo nel loro stile. La materia è la stessa di Days, ma aumenta la classe, la leggerezza, la qualità. Niente domande, niente pretese né sorprese, solo un disco che più brillante non si può, che si adagia sui propri cliché in maniera del tutto noncurante, fino a renderli perfetti, del tutto levigati e privi di irregolarità. Atlas è un po’ come il sassolino liscio e circolare da lanciare a pelo d’acqua: rimbalza esattamente come ti aspettavi, ma è talmente leggero che non affonda mai. Chissà che non torni buono anche per altre stagioni, tanto è profonda e sistematica la sua ricerca di impalpabilità. Del resto, è proprio vero che se fissi il cielo abbastanza a lungo, ti sembra di tenerlo tutto sulla punta di un dito.

Washed-Out-Washed Out – Life of Leisure. Se appoggi l’orecchio ad una conchiglia, dentro ci senti Life of Leisure. Forse è una conchiglia molto eighties, innamorata delle atmosfere dream pop e che ama ballare a piedi nudi al tramonto. L’equazione è quanto mai salvifica nei pomeriggi di caldo assassino: siamo di fronte al cocktail perfetto a base di ghiaccio, miraggi e dancefloor in parti uguali. Poi lo chiameranno glo-fi, o chillwave, ma se abbassi un attimo gli occhiali da sole e guardi bene, ti accorgi che il suo vero nome è “estate”.  Unico dispiacere: peccato che duri poco. Ma non è altro che una conferma: passa subito proprio come quei tre mesi caldi e senza preoccupazioni, come le serate di luglio, come i caipiroska e le storie di una notte.

wild-nothing-empty-state_zps6e0b91afWild Nothing – Empty Estate. Ero al mare, una giornata qualsiasi, quando vedo arrivare i Wild Nothing in pantaloncini corti e occhiali da sole colorati. Alle prime non capisco: li avevo lasciati alle fasi lunari e alle atmosfere ombrose. Ma a loro sembra non interessare: si mettono a loro agio, giocano a beach volley e suonano synthpop. L’avresti mai detto? Il risultato è una visione ritmata e coloratissima, un caleidoscopico mix di dream pop, glo-fi ed electro pop, divertente e saporito, equilibrato e dissetante. Che dire? Bravi ragazzi, qualcuno mi porti una piña colada. Se poi non vi basta, quando si fa sera andate a ripescare Nocturne, che alla fine c’era anche lì qualche pezzo buono per l’estate.

beforetoda452Ariel Pink’s Haunted Graffiti – Before Today. Avete presente quella sensazione un po’ lo-fi di quando hai bevuto una birra di troppo? Before Today comincia e finisce così, facendo poi puntate anche serenamente meno lucide, ma sempre iscritte in una generale attitudine pop che è estiva ai limiti dell’illegale. Sono strani, sono psych, sono glitch: sono i graffiti indie di Ariel Pink. Dentro c’è di tutto: i Beach Boys, gli 80’s, il post punk, chi più ne ha più ne metta. Diresti che può venirne fuori al massimo uno scarabocchio disordinato: e invece no, proprio come i graffiti è un’opera d’arte sfacciatamente vivace, estemporanea e un po’ sbruffona, ma studiatissima e proprio per questo così godibile: divertimento assicurato.

SungtongsAnimal Collective – Sung Tongs. Voglia di evasione, abbandonare la quotidianità per scoprire luoghi lontani, selvaggi e inesplorati? Con Sung Tongs potete arrivare dovunque senza muovere un dito: fanno tutto loro, in questo caso solo in due (Panda Bear e Avey Tare), e armati unicamente di chitarre, voci, percussioni etniche e tonnellate di fantasia. Non è un album acustico (qualche asso nella manica lo tirano fuori), ma è la dimostrazione che anche con strumenti semplici si possono creare atmosfere incatalogabili. Addio mondo crudele, io parto per il mio viaggio spirituale targato Animal Collective, in una foresta di suoni interiori e parole magiche, che smuovono spensierate anche i sogni che non sai di avere. Se non dovessi tornare indietro, non venite a cercarmi: non mi trovereste mai.

tame_impala_innerspeakerTame Impala – Innerspeaker. C’è chi di trip va avanti tutto l’anno, ed è di sicuro il caso dei Tame Impala. Ma qui non si tratta di stereotipi: la loro musica fa proprio questo effetto. I loro groove ipnotici sono un tonificante per la mente: metti su Innerspeaker e dimenticati dei tuoi problemi, partendo piuttosto all’inseguimento di qualche insensato pensiero che d’improvviso è diventato d’importanza fondamentale. Ed è esattamente questo ciò che dice la copertina studiata con l’effetto Droste: lascia che l’infinito sconfini in un momento particolare. Morale: il rock muore ma risorge, e la metempsicosi è il lato psichedelico della vita. Ora scusatemi, ho nuovi universi da esplorare a colpi di chitarra.

coverM+A – These Days. Voglio ballare, voglio un sex on the beach, sole a catinelle e magari un pappagallo. Solo l’ultima cosa è sulla copertina di These Days, ma le altre vengono da sé. Un ottimo album di pop elettronico made in italy, che prende subito e non stanca grazie alle intelligenti escursioni funk, l’aroma r&b, e un perentorio senso della misura. Songwriting maturo, che ha il privilegio di essere immediato e orecchiabile senza mai ricadere nel mainstream. Perfetto per le feste a bordo piscina, per l’aperitivo dance, per le notti alle luci stroboscopiche. Bravi M(ichele) e A(lessandro): viva il pop senza pensieri, ma fatto con la testa.

best-coast-the-only-placeBest Coast – The Only Place. Volevate i Beach Boys? E noi vi diamo i Best Coast. Non è la stessa cosa, ma è lo stesso gioco. Però  in chiave indie, e soprattutto al femminile: un bel valore aggiunto. Che l’estate sia donna, non penso ci sia bisogno di dirlo. E ogni volta che affondi i piedi nella sabbia senti risuonare la profezia spensierata della titletrack: “We’ve got the ocean, got the babes / Got the sun, we’ve    got the waves / This is the only place for me. / So leave your cold    behind, / We’re gonna make it to the beach on time”. Taumaturgia in bikini: e vedrai che ansie e preoccupazioni scompariranno all’orizzonte, lasciando solo la voglia di sole, di acqua salata, di risate senza motivo. E a chi se ne esce dicendo “Sì ma è solo per una stagione” bisogna far notare che è proprio per quello che vale la pena di godersela.

Unknown-4Vacationer – Gone.We’ve found another place, guess that’s just how     it goes. / Now we’re off on our way, sounds like everyone knows.” Da un posto all’altro, da una cartolina alla prossima, i ricordi li lasci dove li hai dimenticati, il mare lo ritrovi dappertutto, e se ti viene un po’ di nostalgia basta prendere un altro drink e stendersi al sole. È davvero così semplice? Alla fine c’è qualcosa che resta, nonostante tu te ne sia andato. Forse qualcuno che ti aspetta, o che decidi di aspettare: forse solo la nostalgia dei giorni su cui non ti sei fermato a riflettere, prima di ripartire. Gone è l’essenza del viaggio, è l’acqua caraibica formato audio, tra sognanti brezze glo-fi e volute di raggiante pop solare. Scorre via come se niente fosse, ma poi ti resta in mente: e alla fine sei tu a tornare da lui. Almeno finché ci sarà il sole a chiamarlo per nome.

Playlist
- Peaking Lights, All the Sun that Shines
- Real Estate, Talking Backwards
- Washed Out, New Theory
- Wild Nothing, Ocean Repeating (Big Eyed Girl)
- Ariel Pink’s Haunted Graffiti, Bright Lit Blue Skies
- Animal Collective, Leaf House
- Tame Impala, Alter Ego
- M+A, Freetown Solo
- Best Coast, The Only Place
- Vacationer, Summer End