Mr. Bungle – The Raging Wrath of the Easter Bunny Demo

Mr. Bungle – The Raging Wrath of the Easter Bunny Demo

The Raging Wrath of the Easter Bunny Demo segna il ritorno sulle scene della prima band di Mike Patton, gli strambissimi Mr. Bungle. Si tratta del remake della primissima autoproduzione, rinvigorita da una nuova formazione che fa di tutto per mantenere lo spirito originale, quello di un gruppo di ragazzini californiani all’epoca men che diciottenni.

Per un innocente che non ha seguito la vicenda, e che del vecchio demo del 1986 – originariamente pubblicato solo in musicassetta casereccia – non sa nulla, passare da California (1999) a questo thrash metal risulterà uno shock non da poco. D’accordo che dai Fantômas in poi con Mike Patton si è spesso finiti in territorio metal, e anche che la compresenza di Dave Lombardo e Trevor Dunn non può che essere un segnale in quella direzione, ma l’ultimo ricordo che avevamo dei Mr.Bungle era un altro, più esotico, goliardico, sperimentale e sì, decisamente più pop.

Oddio, di sicuro sono più a casa oggi nella Ipecac di Patton che negli anni Novanta con la Warner Bros. (per altro, davvero altri tempi quelli in cui una major metteva sotto contratto una band assurda come questa, ci pensate?), tuttavia all’annuncio del ritorno sulle scene, con l’età che avanza, i chilogrammi che aumentano e i capelli che sono grigi quando ci sono ancora, ci aspettavamo tutt’altro. L’ingresso in line-up dell’Anthrax Scott Ian – specialista del genere, uno che ha dedicato la propria vita al thrash – puntualizza le intenzioni di Trey Spruance, risultandone di fatto un disco in cui sono i loro due chitarroni i veri protagonisti. E quanto il combo funzioni bene assieme lo si evince notando che le cover registrate per allungare l’EP, ovvero “Loss for Words” dei Corrosion of Comformity, e “Speak English Or Die” (quest’ultima dei Stormtroopers of Death), sono tra i brani più riusciti del lotto. Le altre canzoni mantengono la visceralità del demo originale, rimanendo su coordinate che possono far godere i fan degli Slayer, e come detto del Patton più violento (Dead Cross, Dillinger Escape Plan, Moonchild Trio, oltre ai già citati Fantômas). Ci si diverte senza prendersi troppo sul serio, e si aggiunge un altro tomo osiamo dire irrinunciabile nello spazio dedicato a Mike che tutti gli abbiamo assicurato nella nostra discoteca (sì, lo diamo per scontato).

The Raging Wrath of the Easter Bunny Demo è una botta di gioventù, urlata da idoli del rock e del metal che non si arrendono al passare degli anni, ma anche anzi, se possibile, risultano più true che mai.

 

Sono un pubblicitario prestato al mondo del vino. Una notte ho sognato che vincevo al SuperEnalotto, e coi soldi vinti aprivo il miglior negozio di musica di sempre, dove si ascoltava e si vendeva solo la musica che dicevo io. Se qualcuno non era d’accordo, quella era la porta. Se fallivo, fallivo. Se facevo successo, chiamavo Mark Hollis a suonare in acustico e Oneohtrix Point Never a fare un DJ set.
Mentre attendo che ciò diventi realtà, ho aperto con un po’ di amici di lungo corso forumistico questo posto, dove mi rifugio tutti i giorni, non appena posso.

Una volta ho quasi sfiorato la mano di Michael Stipe. Ho l’autografo di Maynard James Keenan. E anche quello di Aaron Turner. Conosco Burial personalmente.

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