Mike Patton and Jean-Claude Vannier – Corpse Flower

Mike Patton and Jean-Claude Vannier – Corpse Flower

Jean-Claude Vannier è il compositore che ha musicato le liriche e quindi il personaggio di Serge Gainsbourg. Un po’ quello che Bernie Taupin è stato per Elton John, solo a parti invertite. Ha inoltre lavorato a numerose colonne sonore per film e programmi televisivi francesi.

Mike Patton lo conosciamo bene dai. Semmai è da stabilire quale piace di più. L’originale (Mr.Bungle e Faith No More), quello più noir e fulminato (Tomahawk, Fantômas, Dead Cross, l’EP coi Dillinger Escape Plan, le collaborazioni con John Zorn), quello ambient per film di medio e scarso successo, oppure quello più pop e scanzonato (Peeping Tom, Lovage, Mondo Cane). A quest’ultimo gruppo si può eventualmente accreditare Corpse Flower, il disco in collaborazione con Vannier di cui stiamo per raccontare.

Esce ovviamente per Ipecac ed è stato preannunciato da un paio di pezzi che raffigurano con fedeltà anche il resto del contenuto. Prodotto in due diversi centri di gravità, Los Angeles e Parigi, con le rispettive band di strumentisti, Corpse Flower consta di dodici tracce in cui più che la firma del francese negli arrangiamenti, si nota semmai il costrutto tipico di alcune produzioni chamber pop di Beck. Questo perché la formazione in studio guidata da Patton nella metropoli californiana comprende quella che di fatto potrebbe essere considerata la line up dell’artista di Odelay e Sea Change: Smokey Hormel alla chitarra, Justin Meldal-Johnsen al basso (attualmente anche nei Nine Inch Nails) e James Gadson alla batteria sono tutti turnisti del recente Beck Hansen.

E come in altri suoi progetti di matrice pop, ad eccezion fatta del riuscito Italian-American Mondo Cane, dove reinterpreta classici della nostra canzone melodica, a Patton sembra sempre mancare quel quid per portare a casa gioco partita e incontro, tanto che gli episodi più ruffiani dei Faith No More risultano ancora imbattuti nello stesso campo. Per non parlare dei lentoni di California dei Mr.Bungle, veramente tutt’altra caratura rispetto alle asessuate (nonostante il tentativo opposto) canzoni di Corpse Flower, che invece sembrano anziane e stanche nel voler emulare la lezione di Gainsbourg. 

Abbiamo pronto un pezzo che fa il punto della situazione sul labirinto di pubblicazioni a cui ha partecipato il buon Mike. Una sorta di bignami della sua ormai estesa discografia, per andare oltre ai soliti 2-3 dischi dei Faith No More e orientarsi su tutto il resto, spesso validissimo, altre volte, come questa, onestamente trascurabile. 

Sono un pubblicitario prestato al mondo del vino. Una notte ho sognato che vincevo al SuperEnalotto, e coi soldi vinti aprivo il miglior negozio di musica di sempre, dove si ascoltava e si vendeva solo la musica che dicevo io. Se qualcuno non era d’accordo, quella era la porta. Se fallivo, fallivo. Se facevo successo, chiamavo Mark Hollis a suonare in acustico e Oneohtrix Point Never a fare un DJ set.
Mentre attendo che ciò diventi realtà, ho aperto con un po’ di amici di lungo corso forumistico questo posto, dove mi rifugio tutti i giorni, non appena posso.

Una volta ho quasi sfiorato la mano di Michael Stipe. Ho l’autografo di Maynard James Keenan. E anche quello di Aaron Turner. Conosco Burial personalmente.

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